CCNL FUNZIONI CENTRALI - NON VOTATE CHI HA FIRMATO IL CCNL FUNZIONI CENTRALI 2016-2018

NON VOTATE CGIL-CISL-UIL-CONFINTESA-CONFSAL UNSA

Comunicato n. 37/18

Nazionale -

 

PREMI INDIVIDUALI

Il sistema di valutazione di Brunetta, diviso in tre fasce di merito, che tutti dicevano superato, è invece uscito dalla porta per rientrare dalla finestra. All’art. 78 del CCNL Funzioni Centrali si prevede, infatti, che la contrattazione integrativa definisca una limitata quota di personale a cui andrà una maggiorazione del premio di produzione. Tale quota dovrà essere individuata tra i lavoratori che otterranno una valutazione positiva. Ci saranno, quindi, almeno due fasce: Quelli valutati positivamente e quelli, considerati più meritevoli, a cui andrà il super premio. Di conseguenza, ci potrebbe essere anche una fascia di personale valutata negativamente. L’affinità con il sistema Brunetta sta anche nel fatto che la quota dei più bravi va stabilita preventivamente.

Quali RSU metteranno la firma sotto un simile accordo? CGIL-CISL-UIL-CONFINTESA-CONFSAL UNSA ce l’hanno già messa firmando il contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

RELAZIONI SINDACALI

CGIL-CISL-UIL-CONFINTESA, CONFSAL UNSA ci vengono a raccontare che il CCNL Funzioni Centrali ha rafforzato le relazioni sindacali, riconoscendo un maggiore ruolo a sindacati ed RSU.

Peccato che nell’elenco delle materie oggetto di contrattazione non ci siano più tre argomenti di grande rilevanza per la vita dei lavoratori: l’articolazione dell’orario di lavoro, la formazione, la mobilità del personale. Al massimo su questi, come su altri argomenti,si potrà richiedere l’attivazione del confronto, che ha sostituito la concertazione e come quella dura trenta giorni alla fine dei quali se si è raggiunta una posizione comune bene, altrimenti l’amministrazione può procedere sulla sua strada senza altri obblighi. A cosa si riduce la contrattazione? A livello nazionale all’utilizzo delle risorse del Fondo per la produttività, a livello locale all’accordo per l’individuazione della quota di personale a cui assegnare il super premio. Oltre a questo poco altro. Come si fa a sostenere che sia stato restituito un maggiore ruolo alla contrattazione?

 

CONSIDERAZIONI RIASSUNTIVE

In definitiva, le organizzazioni sindacali che hanno firmato il contratto ci vengono a dire che di più non si poteva ottenere, sia in termini economici che normativi, che dopo otto anni di blocco della contrattazione meglio un accordo non soddisfacente che niente. Noi la pensiamo diversamente, innanzitutto sulle risorse economiche. Non è vero,come sostiene qualcuno, che i soldi non ci siano, che siamo ancora in emergenza perché continua la crisi economica. Quando il Governo ha voluto salvare le banche dal fallimento ha trovato decine di miliardi di euro in quarantotto ore, quando non si vogliono far pagare i contributi previdenziali alle imprese per incentivare l’occupazione i soldi si trovano e vengono presi dalla fiscalità generale. Allora bisogna dirla in un altro modo e, forse, più veritiero: i soldi al pubblico impiego non si vogliono dare, perché l’Unione Europea ha deciso che lo Stato sociale dei paesi membri debba essere smantellato, che i servizi pubblici debbano essere privatizzati e che la macchina burocratica dello Stato debba costare di meno, riducendo progressivamente il personale e contingentando le retribuzioni. Questa è la verità, ma le organizzazioni sindacali che hanno firmato ilo contratto si guardano bene dal raccontarla.

E perché dovremmo subire queste scelte politiche senza reagire? Perché negli anni di blocco della contrattazione a scioperare per il contratto è stata solo la USB? Se ci fosse stato un ampio fronte sindacale forse la storia sarebbe andata diversamente. Se, invece di fare un contratto in tre giorni, ci si fosse preso il tempo necessario per discutere e per rivendicare maggiori risorse, forse si sarebbe potuto ottenere un contratto migliore. Chi ha firmato in fretta e furia il CCNL a fini elettorali ne dovrebbe pagare le conseguenze non ricevendo i voti dei lavoratori alle prossime elezioni RSU.

 

VIOLATA LA DEMOCRAZIA SINDACALE

L’art. 7, comma 3 del CCNL Funzioni Centrali stabilisce che partecipino alla contrattazione integrativa di Ente/Amministrazione solo le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo all’Aran. Non è sufficiente, quindi, essere rappresentativi ed avere più del 5% tra iscritti e voti RSU, bisogna per forza firmare il contratto anche se nei contenuti lo si ritiene negativo. Un vero e proprio ricatto che CGIL-CISL-UIL attuano da tempo, perché la norma era presente anche nei precedenti contratti.

USB da anni contesta tale norma e ne chiede l’abrogazione, trovando la netta opposizione delle altre organizzazioni sindacali. Questa volta USB è decisa ad andare fino in fondo. Non ha firmato il contratto, perché lo ritiene il peggiore degli ultimi decenni ed è decisa ad impugnare la norma in Tribunale ritenendola lesiva della democrazia sindacale. Nel frattempo la ritorsione non si è fatta attendere: USB non è più convocata al tavolo sindacale nazionale all’INPS. Ma la delegazione della USB si presenta ugualmente agli incontri, rivendicando il diritto a partecipare al confronto sindacale in quanto organizzazione ampiamente rappresentativa. Alle elezioni RSU del 2015 la USB risultò il secondo sindacato dopo la CISL. Nessuno riuscirà a cacciare la USB dal tavolo, se ne facciano tutti una ragione e si dovrebbero vergognare quelle organizzazioni sindacali che invocano l’esclusione della USB dal confronto.

Tra tutte meraviglia la CGIL, che ha sostenuto le ragioni della FIOM quando Marchionne la escluse dalla contrattazione integrativa alla FCA per non aver sottoscritto il contratto dei metalmeccanici. Una sentenza della Corte Costituzionale diede ragione alla FIOM che fu riammessa alle trattative. Nel pubblico impiego invece la CGIL invoca l’esclusione dalla contrattazione integrativa di chi non sottoscrive il CCNL. Vi sembra un comportamento coerente? Come funziona la democrazia in casa CGIL? La si invoca solo quando fa comodo? Non vi fa un po’ schifo un comportamento del genere, soprattutto da un sindacato che afferma di essere di sinistra?

E’ il momento di reagire, di mandare un chiaro segnale ai sindacati complici. E’ l’ora di voltare pagina, di pretendere dai sindacati che facciano i sindacati e non altro. Un successo straordinario della USB alle elezioni RSU del 17-18-19 aprile può facilitare un vero cambiamento. Cambiare si può, basta un tratto di penna.

USB Pubblico Impiego INPS