USB INPS: UNA NUOVA VITTORIA IN NOME DELLA LEGITTIMITA’. REVOCATA LA MOBILITA’ DI ALESSANDRA INFANTE

Comunicato n. 55/18

Nazionale -

Se i vertici dell’INPS e gli organi di controllo avessero preso in seria considerazione la segnalazione riservata trasmessa dalla USB fin dal maggio 2017, la vicenda legata al passaggio di Alessandra Infante, in qualità di dirigente, dal Ministero dell’Economia all’INPS si sarebbe risolta senza tanto clamore.

Invece c’è voluta la trasmissione televisiva “Le Iene”, che si è occupata più volte del caso, ci sono voluti gli articoli de “Il Fatto Quotidiano” e, soprattutto, c’è voluta la caparbietà dimostrata dalla collega Marisa Arcuri di Crotone per costringere un’amministrazione fin qui reticente ad intervenire.

E’ notizia di questi giorni che l’INPS abbia assunto le seguenti iniziative:

  • denuncia ex art. 331 c.p.p. alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone;     
  • ricorso al TAR della Calabria per l’annullamento degli atti con i quali Alessandra Infante è stata nominata dirigente dal Co.Pro.S.S., ente pubblico economico partecipato dal comune di Crotone. Inoltre nel ricorso si chiede l’annullamento degli atti con i quali è stata disposta la mobilità dal Co.Pro.S.S. al Ministero dell’Economia e da questi all’INPS;     
  • revoca immediata del provvedimento di mobilità dal Ministero dell’Economia all’INPS nelle more dell’esito del ricorso.

Alessandra Infante torna, dunque, nei ruoli del Ministero dell’Economia, che ora dovrà spiegare la mancanza di controlli su questa vicenda. Un Ministero dell’Economia estremamente solerte nel fare le pulci alle altre amministrazioni pubbliche, in special modo all’INPS, ma molto opaco al proprio interno.

Ancora una volta la USB ha sostenuto, unica tra tutte le organizzazioni sindacali dell’ente, un’iniziativa di trasparenza e legittimità che alla fine ha ottenuto la dovuta attenzione. Al termine di questa storia restano impresse nella memoria le figuracce pubbliche collezionate in video dal presidente dell’INPS e dal direttore regionale della Calabria, che hanno sostenuto pubblicamente che non vi erano irregolarità nel caso messo sotto la lente d’ingrandimento dai media. Figuracce che hanno gettato discredito sull’immagine dell’Istituto e per le quali in un mondo normale sarebbero chiamati a risponderne.

E ancora c’è chi crede alle lezioni di trasparenza impartite da Boeri?

 

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