NELL’INTERESSE DEI LAVORATORI LA MAGGIORANZA DEL SINDACATO DICE NO!

Nazionale -

Il contratto integrativo di ente 2009 è ancora ostaggio dei ministeri vigilanti e nessuno sa dire con certezza se sarà approvato così come sottoscritto il 13  novembre del 2009 (otto mesi fa!!!) o se subirà tagli economici.

 

I piani di produzione 2010 sono stati decisi autonomamente dall’amministrazione centrale e da tempo comunicati al territorio, senza che su tale tema sia stata data informativa al tavolo sindacale nazionale.

 

Allo stesso tempo, la manovra economica del governo blocca il rinnovo dei contratti ed il valore delle retribuzioni complessive individuali fino a tutto il 2013, allunga la permanenza in servizio per il diritto alla pensione, sostituisce il Tfs con il Tfr. 

 

In un tale contesto, perché avremmo dovuto firmare in tutta fretta le “Linee guida per il contratto integrativo 2010”, all’interno delle quali è prevista l’applicazione della Riforma Brunetta, la ratifica di programmi di attività ed obiettivi 2010 sui quali non c’è stata fornita neanche una minima informativa, oppure norme che collegano la retribuzione accessoria degli ispettori di vigilanza alla contribuzione riscossa e che avevamo chiesto con decisione di tagliare dal testo?

 

Chi ha sottoscritto l’accordo del 14 luglio, senza avvertire l’esigenza di un preventivo confronto sindacale, interno a quel percorso unitario deciso collegialmente dalle cinque organizzazioni sindacali rappresentative, cerca ora di giustificare tale scelta con l’esigenza di assicurare ai lavoratori dell’INPS l’anticipo dell’incentivo ordinario con lo stipendio di luglio. Niente di più falso, dal momento che, anche chi poi ha firmato, in trattativa aveva affermato che l’accordo e l’anticipo dell’incentivo erano due cose distinte, ricordando quanto previsto dagli artt. 26 e 27 del CCNI 2003 di ente. Anche questo è un fatto e i fatti sono argomenti testardi, come ci ricorda qualcuno. Persino il direttore generale, intervenendo al tavolo sindacale nazionale, aveva tenuto distinte le cose, affermando che l’accordo proposto dall’amministrazione era “un’opportunità”, tuttavia non vincolante ai fini della corresponsione dell’acconto di luglio. A leggere bene le carte lo afferma anche il verbale sottoscritto il 14 luglio, dove c’è scritto testualmente “… visti gli artt. 26 e 27 del CCNI 2003 sottoscritto in data 13 maggio 2004 con il quale sono disciplinate le modalità di corresponsione dei compensi incentivanti …”.

 

Che dire poi della questione dell’adeguamento del buono pasto a 12 euro, che ha assunto toni grotteschi?

L’amministrazione ne ha fatto un’arma di ricatto, mentre l’INAIL e l’INPDAP hanno già determinato in proposito senza grossi drammi.

Il Presidente si decida a firmare la determinazione che, a nostro avviso, rappresenta ormai un atto dovuto.

 

Fatta chiarezza su questo punto, restano da capire alcune cose.

Come mai, ad esempio, nel documento non c’è alcun richiamo al nuovo assetto organizzativo dell’Istituto, scaturito dalla determinazione commissariale N. 140 del 2008 ed applicato in questi mesi in fase sperimentale in 20 sedi? Non era forse il cavallo di Troia dell’amministrazione per poter reperire nuove risorse economiche? Dalla lettura delle “Linee guida per il 2010” sembrerebbe, invece, che l’INPS abbia “archiviato” la riorganizzazione e si concentri quasi esclusivamente sulla valutazione della performance, tanto cara al ministro Brunetta. Probabilmente la “fretta” nel predisporre il documento ha  giocato un brutto tiro alla stessa amministrazione.

 

Le “Linee guida per il 2010”, a nostro avviso, sono l’ennesimo documento che rappresenta e risolve le esigenze organizzative e produttive  dell’amministrazione, mentre sono mortificate o addirittura assenti le istanze sindacali che dovranno trovare spazio nel contratto integrativo 2010. C’è un timido accenno ai passaggi interni alle aree professionali, ma non si affronta la questione dei passaggi di area. Non si accenna minimamente all’esigenza di riconoscere l’accresciuta professionalità dei lavoratori ed il maggiore impegno, dovuto anche al mancato turn over, con la stabilizzazione di consistenti quote di salario accessorio. Nel frattempo rimangono aperti i nodi che nel contratto integrativo 2009 ci si era impegnati a sciogliere.

 

Decidere di non firmare un accordo è una prova difficile e dolorosa, soprattutto quando si rivendica il diritto alla contrattazione, in un contesto di relazioni sindacali complesso e sulle quali pende la spada delle nuove regole dettate dalla Riforma della Pubblica Amministrazione. E’ per questo che riteniamo di aver avuto coraggio a dire NO all’accordo sulle “Linee guida per il 2010”, rifiutando i ricatti dell’amministrazione, i condizionamenti di legare questo o quel beneficio dovuto ai lavoratori alla firma di un accordo che non ci piace nei contenuti, ma prima ancora nelle modalità con cui ha visto la luce. Abbiamo detto con chiarezza che non ci facciamo ricattare sull’aumento di 2 euro del buono pasto, un provvedimento che riteniamo, come abbiamo affermato in precedenza, è un atto dovuto.

 

I cattivi accordi si fanno sempre d’estate, quando i lavoratori sono distratti dal desiderio di concedersi una meritata pausa di riposo. A settembre, quando l’attenzione e la presenza saranno di nuovo a livelli normali, sottoporremo alla consultazione dei lavoratori l’accordo sulle “Linee guida in materia di sistema premiante per il 2010”, impegnandoci, nel frattempo, ad elaborare una piattaforma comune per il contratto integrativo 2010.   

 

 

                            F.P. CGIL INPS                    UIL PA  INPS                 FIALP-CISAL INPS                RdB/USB