VIGILANZA, LA CGIL VUOLE L’AGENZIA UNICA. MATTEO ARIANO ALLE STRETTE IN UN’ASSEMBLEA IN LOMBARDIA

Comunicato n. 85/17

Nazionale -

Il segretario nazionale della CGIL INPS, che è anche un ispettore del lavoro in carico all’INL, ha dovuto fronteggiare la rabbia degli ispettori di vigilanza dell’INPS presenti all’assemblea che si è tenuta presso la sede regionale della Lombardia.

Senza mezzi termini gli è stata rinfacciata la sua posizione a favore dell’Agenzia unica della Vigilanza, con ipotesi di unificazione dei corpi ispettivi di INPS, INAIL, Ministero del Lavoro.

Ad Ariano non è bastato usare termini forti come deportazione in massa degli ispettori INPS e INAIL prevista dalla bozza iniziale del decreto istitutivo dell’Agenzia della Vigilanza, ricordando le sue proteste sotto il Ministero del Lavoro, per smarcarsi dalla scomoda posizione di venire a parlare di corda a casa dell’impiccato.

L’ambiguità della posizione della CGIL porta il suo segretario a parlare un linguaggio all’INPS e un altro all’INL. La USB non ha di queste difficoltà, perché è stata sempre contraria alla nascita dell’INL, considerandolo figlio del Jobs Act di Renzi e funzionale a mettere sotto il controllo della politica l’attività della Vigilanza. Per questo la USB ha continuato a rivendicare l’autonomia di INPS e INAIL dall’INL, che deve limitarsi a svolgere compiti di coordinamento dell’attività ispettiva.

Sul fronte economico, la USB ha sempre affermato che non si fanno riforme a costo zero, avanzando decise richieste di finanziamento per uniformare le retribuzioni degli ispettori e per i necessari investimenti nelle piattaforme informatiche.

Quando Matteo Ariano in qualità di ispettore del lavoro va in televisione a denunciare che è costretto nel 2017 ad utilizzare la carta copiativa, fa emergere con tutta la drammaticità le condizioni in cui operano gli ispettori dell’INL. Come si fa a sostenere che la struttura guidata da Pennesi possa riunificare anche i corpi ispettivi di INPS e INAIL?

Certamente bisogna evitare le guerre tra lavoratori, perché non giovano, ma occorre essere altrettanto chiari nell’individuare gli obiettivi ed uno è quello della necessità di risorse aggiuntive. Non si spoglia un altare per vestirne un altro, come ha fatto Poletti con il suo decreto che dirotta le risorse delle missioni degli ispettori di INPS e INAIL all’INL.

La protesta deve essere unitaria e deve coinvolgere gli ispettori di INPS, INAIL e INL, nella rivendicazione di risorse economiche adeguate e parificazione delle retribuzioni.

Il decreto Poletti va respinto. La data per la protesta nazionale c’è ed è il 19 gennaio. Sta all’intelligenza e alla volontà di tutti utilizzare quella data in modo unitario e su obiettivi condivisi, che non sono certo l’Agenzia unica della Vigilanza.

COSTRUIAMO INSIEME LA PROTESTA DEL 19 GENNAIO

GLI ENTI PRENDANO PAROLA SUL DECRETO POLETTI

USB Pubblico Impiego INPS