DAL 19 AL 28 GIUGNO, DALLO SCIOPERO DEL LAVORO PUBBLICO AL CONTROSEMESTRE POPOLARE

Comunicato N. 43/14

Nazionale -

 

Come sempre, all’indomani di uno sciopero fatichiamo molto ad avere con tempestività i dati relativi alla partecipazione. Al momento ancora non ci è stato riferito il numero degli assenti per ferie o per malattia, dato molto importante in questa parte dell’anno in cui i lavoratori debbono consumare obbligatoriamente le ferie residue del 2013.

  

 

Veniamo comunque ai dati provvisori. Le adesioni del personale INPS allo sciopero generale del lavoro pubblico proclamato dalla USB per il 19 giugno sono state in totale 2.313, di cui 10 dirigenti, 2 professionisti, 188 medici, 12 legali, 2.086 delle aree A-B-C e 15 comandati, pari al 7,47% del personale in forza che è di 30.962. Particolarmente massiccia l’adesione dei medici, interessati anche da una vertenza specifica per il riconoscimento delle proprie prerogative professionali. Il dato complessivo, tuttavia, non è affatto trascurabile, considerando le difficoltà che oggi s’incontrano nel proporre una simile forma di protesta, la sua  collocazione stagionale, la scelta del giovedì, la situazione economica generale e il senso diffuso di rassegnazione tra i lavoratori. Come sempre, al nord la partecipazione è stata più significativa. In Lombardia, ad esempio, sommando il totale degli scioperanti (504) agli assenti ad altro titolo (816), si arriva al 40% del personale presente in regione (3.316).

 

  

Un risultato che, in proporzione, è molto superiore a quello raggiunto dal governo nella consultazione generale sulla Riforma della pubblica amministrazione. Le 39.000 mail dichiarate dal ministro Madia corrispondono all’incirca all’1,3% del totale dei dipendenti pubblici, mentre i lavoratori dell’INPS che hanno aderito allo sciopero, rinunciando alla retribuzione giornaliera e in molti casi sacrificandosi anche a scendere in piazza a protestare, sono stati il 7,47%. Il ministro ha espresso grande soddisfazione per il riscontro ricevuto dall’1,3% dei lavoratori pubblici, non avrà problemi, quindi, a riconoscere che lo sciopero del 19 giugno ha ottenuto all’INPS un riscontro ben superiore.

 

  

Eravamo e siamo pienamente consapevoli che, da solo, lo sciopero non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi della piattaforma: rinnovo immediato dei contratti, stabilizzazione dei precari e assunzione dei vincitori ed idonei dei concorsi pubblici, reinternalizzazione dei servizi e assunzione nei ruoli pubblici dei lavoratori delle società appaltatrici, ripristino dei servizi soppressi o privatizzati. Certo, se tutti o gran parte dei lavoratori pubblici avessero scioperato e partecipato alle iniziative, oggi siamo sicuri che staremmo raccontando un’altra storia. Ma la maggioranza dei lavoratori continua ad affidarsi a CGIL-CISL-UIL pur nella consapevolezza dell’inutilità del ruolo di quelle organizzazioni padronali e complici, salvo poi rovesciare sulla USB la propria disperazione ed arrivare a pretendere soluzioni miracolose.

   

 

Noi sappiamo che il cammino è lungo e difficile, ma l’esperienza ci ha insegnato che solo con la lotta e la mobilitazione è possibile ottenere risultati, ancora di più oggi che il tempo della contrattazione o della concertazione è drasticamente terminato.

 

  

Lo sciopero generale del lavoro pubblico del 19 giugno ha gettato un ponte con la manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 giugno e che inaugurerà un controsemestre popolare, a pochi giorni dall’avvio della presidenza italiana del Consiglio dell’unione europea.

 

Vogliamo caratterizzare i prossimi sei mesi con iniziative che pongano con forza questioni fondamentali come lavoro, reddito, servizi, diritti. Per questo le due date sono legate da un unico percorso, che si pone in opposizione alle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, la famosa Troika che finora ha promosso solo iniziative a favore del sistema bancario e dei profitti finanziari, deprimendo l’economia reale con il taglio di milioni di posti di lavoro, con la cancellazione di servizi pubblici per ridisegnare una pubblica amministrazione al servizio delle imprese e non più dei cittadini. E’ necessario bloccare il jobs act di Renzi e cancellare ogni forma di precarietà nel lavoro, abrogare la Riforma Fornero delle pensioni e ristabilire un sistema previdenziale pubblico che assicuri in futuro pensioni dignitose, restituire i servizi soppressi o esternalizzati ai cittadini.

    

 

La lotta per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, per la stabilizzazione dei precari e per l’assunzione dei vincitori ed idonei dei concorsi pubblici, per la reinternalizzazione dei servizi e l’assunzione dei lavoratori delle società appaltatrici, per il ripristino di servizi soppressi o privatizzati, è ben rappresentata e riassunta nella piattaforma generale che sarà sostenuta con le iniziative del controsemestre europeo popolare.

  

Per questo è importante esserci, il 28 giugno a Roma, insieme a tutti quelli che si battono contro lo smantellamento dello Stato sociale e per la salvaguardia dei beni comuni.

 

   

 

SABATO 28 GIUGNO 2014

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

 

CONTROSEMESTRE POPOLARE

 

ORE 15 PIAZZA DELLA REPUBBLICA

 

  

Invitiamo tutte e tutti a rivolgersi ai delegati di sede della USB e alle Federazioni territoriali per organizzare il viaggio a Roma. Invitiamo le RSU dell’INPS ad essere presenti, con loro striscioni e cartelli identificativi, a questo importante appuntamento.