IL TRAVE E LA PAGLIUZZA: MA LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?

Savona -

L’esaurimento dei buoni pasto è solo l’ultima goccia “cinese” che conferma, se ce ne fosse bisogno, la schizofrenia dell’Istituto nei riguardi dei lavoratori: da una parte si chiede, sotto minaccia, di rispettare ogni e più fantasiosa regola con codici di comportamento varii, lettere e circolari sulle timbrature piuttosto che su permessi, piani ferie, sportelli e quant’altro (aspettiamo con trepidazione norme sul taglio di capelli e trucco…), dall’altra è normale che i contratti siano fermi da 7 anni nonostante che anche la Cassazione abbia giudicato illegittimo il blocco, è normale che si ricorra “normalmente” alle mansioni superiori, è normale che il blocco del turn-over abbia determinato carichi di lavoro ormai insopportabili ed altro ancora, che, instancabilmente, continuiamo a denunciare.

Il 6 aprile, dopo il messaggio del responsabile alla prevenzione e alla corruzione che ci informava che “finalmente” possiamo denunciare i colleghi in maniera anonima, ricordando i “bei tempi” del “nemico che ascolta” e dell’OVRA, siamo stati avvisati che i BUONI PASTO sono esauriti. ESAURITI?? Ma come, prima ribadiscono che il buono va utilizzato nel giorno stesso dell’emissione e “guai a farci la spesa” e poi ci impediscono di farlo??!

Di certo, i lavoratori non resteranno a digiuno per questo e saranno ancora in grado di “anticipare” il costo, ma si ricordi bene la dirigenza anche di questo quando, come ventilato, vorranno obbligarci –col buono pasto elettronico- ad usarlo il giorno di emissione, pena la perdita del buono stesso, penalizzando soprattutto chi abitualmente usa fare la pausa pranzo in ufficio.

Una rincorsa al risparmio e ai tagli di bilancio che stanno portando l’Istituto al collasso, almeno per quanto riguarda i lavoratori e i cittadini normali; e non parliamo solo dei buoni pasto, ma anche della carta, della cancelleria che spesso ci portiamo da casa, dall’introvabile toner delle stampanti, ecc., tutte cose che peggiorano il servizio offerto, come peraltro rilevato dai “piani alti” in merito ai tempi di lavorazione, ma che, non “pesando” sul bilancio, possono essere tranquillamente tagliate.

DIVENTA OGNI GIORNO DI PIU’ INSOPPORTABILE AVERE A CHE FARE CON CHI CI CHIEDE RISPETTO DELLE REGOLE E POI, GAGLIARDAMENTE, SE NE FREGA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E DEL RUOLO DELL’ISTITUTO CHE ORGOGLIOSAMENTE, E FORSE SOLI, RIVENDICHIAMO.

CHIEDIAMO CON FORZA CHE LA NUOVA DIREZIONE DELLA SEDE SAPPIA PORRE RIMEDIO ALMENO AI PROBLEMI QUOTIDIANI DI FUNZIONAMENTO, A COMINCIARE DAI BUONI PASTO. PORTEREMO IMMEDIATAMENTE LA QUESTIONE ANCHE AL TAVOLO RSU, CON LA PROPOSTA DI OGNI POSSIBILE INIZIATIVA DI MOBILITAZIONE.

USB P.I. – INPS Savona