VERSO LA CHIUSURA DEL CCNI 2019 ANCORA PROMESSE PER IL FUTURO

Roma -

(52/20)  Per la serie: una nota congiunta non si nega a nessuno tanto sono solo promesse che non saranno mantenute, il contratto integrativo 2019, dopo due giorni di trattativa, sta per essere chiuso ricalcando di fatto i contenuti dell’accordo del 2018, compresa una nota congiunta in cui ancora una volta sarà promesso ai lavoratori delle aree A e B che si faranno le progressioni all’interno delle aree, proprio come già promesso nell’accordo integrativo 2018, in cui si asseriva che nel 2019 sarebbero state attivate le selezioni per i passaggi all’interno dell’area. Di rinvio in rinvio il tempo passa e quel poco che si potrebbe riuscire ad ottenere resta una promessa non mantenuta. Si dirà che non è colpa di nessuno e invece no, è colpa di quei sindacati che partecipano alle trattative e che nel 2018 hanno respinto la nostra richiesta di far partecipare a quelle selezioni di recupero anche i colleghi delle Aree A e B che avevano ottenuto un primo passaggio al livello economico superiore con le selezioni 2016.

Un’altra dichiarazione congiunta impegnerà le parti a destinare nel 2020 il 20% delle risorse destinate alla performance organizzativa ed individuale alla contrattazione territoriale senza i vincoli contenuti nella bozza di accordo che è girata in questi giorni in rete. Pur stando fuori del tavolo di trattativa abbiamo lavorato per far sì che quell’accordo fosse cambiato e che tutto il personale potesse essere coinvolto nei progetti territoriali. Occorre restituire valore al ruolo delle RSU e responsabilizzare la dirigenza territoriale per individuare le necessità d’intervento che variano da territorio a territorio. Per questo abbiamo lavorato perché non passasse un accordo che ingessava con disposizioni troppo stringenti le scelte che invece vanno assunte su base regionale e provinciale. Verificheremo come sarà scritta la nota congiunta, che s’impegna ad applicare le disposizioni previste dall’art. 77 del CCNL del 12 febbraio 2018.

Continuerà invece a non essere applicato l’art. 78 del contratto collettivo, quello che assegna un super incentivo individuale ad una ristretta parte di lavoratori. I sindacati che hanno firmato il CCNL sanno bene che quella sarebbe una scelta divisiva che non piacerebbe ai lavoratori e quindi si guardano bene dall’applicarla. Ma allora perché ci tenete fuori del tavolo di trattativa per non aver firmato il contratto se voi che l’avete firmato poi lo applicate solo parzialmente, evitando le parti che vi metterebbero in difficoltà?

Resta ancora aperta la questione riguardante la proposta di ridurre da due anni ad uno l’anzianità lavorativa necessaria per il riconoscimento del TEP. I sindacati, desiderosi di far vedere ai colleghi assunti nell’ultimo anno che lavorano nel loro interesse, hanno chiesto la riduzione dei tempi di attesa per il trattamento economico di professionalità mentre l’amministrazione è indecisa e vorrebbe mantenere a due anni l’anzianità necessaria, anche perché non ha digerito l’alzata di scudi fatta dai sindacati nei mesi scorsi rispetto alla proposta avanzata dall’amministrazione di ridurre ad un anno l’anzianità necessaria per concorrere alle posizioni organizzative. Lì i sindacati proponevano tre anni e la mediazione è stata di trovare l’intesa nel mezzo, accordandosi su due anni di anzianità necessaria per la partecipazione ai bandi per l’assegnazione delle posizioni organizzative. Il ragionamento dell’amministrazione è il seguente: se occorre l’esperienza lavorativa di due anni per ottenere una posizione organizzativa allo stesso tempo è necessaria la medesima anzianità per il riconoscimento del TEP. Come andrà a finire lo vedremo nelle prossime ore.

 

LE PROPOSTE DELLA USB PER IL CCNI 2019

  • Compenso aggiuntivo mensile per tutto il personale delle Aree A e B pari a 60 euro per l’Area A e 65 euro per l’Area B, da aggiungere al TEP o da riconoscere con voce specifica, per indennizzare tali lavoratori fino al passaggio in Area C. Per non pesare sulle risorse economiche del Fondo per il 2019 la decorrenza di tale compenso aggiuntivo potrebbe essere collocata a fine 2019;
  • Impegno stringente a chiudere il CCNI 2020 entro luglio di quest’anno  per poter effettuare le progressioni economiche all’interno delle tre aree A-B-C, altrimenti non ci sono i tempi utili per fare tali passaggi nell’anno in corso;
  • Pur essendo contrari all’art. 77 del CCNL perché di fatto mette nelle mani della dirigenza il 20% delle risorse destinate alla performance organizzativa ed individuale, nell’eventualità di un impegno ad applicare tale articolo nel 2020 si dovrà specificare con chiarezza che i progetti territoriali dovranno essere oggetto di confronto con le RSU;
  • Siamo favorevoli, e non da ora, alla riduzione dell’anzianità lavorativa necessaria per il riconoscimento del TEP.

Non stiamo chiedendo la luna e non è neanche la prima volta che ne parliamo. Come al solito avanziamo proposte costruttive e sensate. Forse è proprio questo che non vogliono sentire quelli che si credono titolati a trattare.