POLITICA E POTERI FORTI ASSEDIANO L’INPS - 19 FEBBRAIO 2019 DALLE 10 ALLE 12 - ASSEMBLEE IN TUTTE LE SEDI

Comunicato n. 18/19

Nazionale -

Scaduto l’incarico a Boeri, l’INPS č rimasto senza presidente a causa del braccio di ferro in atto tra Lega e M5S per la nomina del nuovo vertice. Ne approfitta chi vuole gettare benzina sul fuoco. Il capo della segreteria unica tecnico-normativa  tramite il “Corriere della Sera” ha annunciato che chiederŕ a Di Maio se in questa situazione di stallo Boeri sia da considerarsi prorogato nell’incarico di presidente. Nello stesso articolo, pubblicato il 16 febbraio a firma di Federico Fubini, vice direttore del giornale di via Solferino, si tenta di stroncare la candidatura di Mauro Nori a presidente dell’INPS, richiamando una relazione dell’ANAC sulla scarsa trasparenza degli appalti dell’Ente nel periodo in cui Nori era direttore generale, ammettendo tuttavia che fu lo stesso direttore generale a chiedere l’intervento dell’Agenzia anticorruzione. Se l’ex dirigente dell’INPS, oggi in forza alla Corte dei conti, avesse avuto qualcosa da nascondere avrebbe chiesto l’intervento dell’ANAC?

Ormai č chiaro che c’č chi non vuole che Mauro Nori torni all’INPS e alcune testate giornalistiche ipotizzano che ci sia proprio Tito Boeri dietro gli interventi de “la Repubblica” e del “Corriere della Sera”, quotidiani che, nel tempo, non hanno fatto mistero di essere molto vicini al professore della Bocconi.

Federico Fubini, oltre a scrivere per il Corriere, fa parte del board di Open Society Europe, l’emanazione europea della Open Society Foundations, l’insieme di fondazioni che fanno capo a George Soros, il miliardario di origine ungherese, noto tra l’altro per le speculazioni finanziarie operate nel 1992 ai danni dell’Inghilterra e dell’Italia. Vicino agli ambienti liberal del partito democratico statunitense, intrattiene rapporti con il  Partito Democratico italiano. Si spiega cosě l’intervento di Fubini a favore del presidente uscente.

Boeri si č congedato dall’INPS con un’intervista su “la Repubblica” nella quale afferma che la politica deve restare fuori dall’INPS e che l’indipendenza č il primo valore dell’Istituto. Detta cosě č un’affermazione sbagliata, perché l’INPS non assume decisioni autonome, ma attua le scelte legislative prese dalla politica. Se poi Boeri si riferisce all’ingerenza del potere politico nelle scelte che attengono all’organizzazione e alla gestione dell’Ente, per esempio la nomina dei dirigenti, allora siamo d’accordo e sottolineiamo che l’INPS deve essere indipendente non solo dal potere politico ma anche dai poteri forti, da quegli ambienti in cui l’accumulazione finanziaria č frutto della speculazione e dello sfruttamento dei lavoratori. Anzi, a maggior ragione deve essere indipendente soprattutto dai poteri forti, che oggi rappresentano il pericolo principale per l’INPS, sicuramente molto piů della politica.

Il nuovo vertice dell’INPS deve possedere comprovate capacitŕ manageriali ed avere maturato una qualificata esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti alla previdenza sociale, come previsto dal DL 78/2010, mentre il governo con il  DL 4/2019 ha ridotto i criteri a competenza, professionalitŕ, indipendenza e indiscussa moralitŕ. Quest’ultimo requisito a nostro parere deve rappresentare una base comune per tutti coloro che operano nella pubblica amministrazione e non puň essere considerato, quindi, uno specifico criterio previsto per i candidati alla presidenza e al consiglio d’amministrazione dell’INPS.

Ancora una volta l’INPS č in pericolo e quando questo accade dobbiamo mobilitarci tutti insieme per respingere l’assalto degli speculatori e di chi vuole impossessarsi dell’Istituto per i propri affari. Facciamo sentire la nostra voce a partire giŕ da domani, con assemblee in tutte le sedi, nelle quali denunciare i ritardi nella nomina del vertice dell’Istituto, la carenza di personale e le difficoltŕ che siamo costretti ad affrontare quotidianamente nell’attivitŕ lavorativa, il ricatto della produttivitŕ legata ad una parte consistente di retribuzione, la mancanza di soluzioni per chi č costretto a svolgere mansioni superiori da anni.

Se il governo non ci darŕ ascolto, organizzeremo una forte protesta con inevitabili ripercussioni sulla produzione, compresi i recenti provvedimenti emanati dal governo. Vengano Di Maio e Salvini a lavorare nelle sedi, a rischiare l’incolumitŕ ogni giorno allo sportello.

FUORI SPECULATORI E FACCENDIERI

L’INPS E’ DI TUTTI, DIFENDIAMOLO TUTTI INSIEME

Le assemblee saranno l’occasione per parlare con i cittadini utenti per cui l’attivitŕ d’informazione non sarŕ sospesa durante la protesta.

USB Pubblico Impiego INPS