INPS, CANTONE INDAGA SULLE NOMINE DI BOERI E LUI ALZA UN POLVERONE SU MIGRANTI E ASPETTATIVA DI VITA

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Incredibile il tempismo del presidente Inps Tito Boeri: spara due bordate su migranti e aspettativa di vita costringendo i media a dare ampio risalto alla presentazione del rapporto annuale dell’INPS proprio mentre Raffaele Cantone sta valutando la congruità delle nomine dei dirigenti generali dell’ente di previdenza con il parere della Commissione esterna, voluta dal presidente, che ha vagliato i curricula e avanzato una rosa di proposte per ciascun incarico.


“Sembrerebbe che in diversi casi la scelta sia ricaduta su un nome diverso da quelli proposti dalla Commissione per la specifica funzione - commenta Luigi Romagnoli di USB Pubblico Impiego INPS –Particolare attenzione sembra richiami la promozione di Luciano Busacca a capo della Segreteria tecnica unica, una specie di braccio destro di Boeri che rischia di mettere in ombra il Direttore generale. Il presidente dell’INPS alla presentazione del Rapporto annuale ha dichiarato che senza le entrate contributive dei migranti in vent’anni mancherebbero 38 miliardi alle casse previdenziali non spendendo una parola sui diritti di quei lavoratori, considerati evidentemente utili solo a far quadrare i conti dei fondi di previdenza”.


“Boeri si è detto anche contrario a bloccare la crescita dell’età pensionabile che oggi è legata all’aumento dell’aspettativa di vita – insiste il sindacalista USB – Il presidente dell’INPS è preoccupato che non ci siano risorse per pagare le future pensioni ai giovani e così li vorrebbe far lavorare ben oltre i settant’anni, fino a crepare prima di aver raggiunto il diritto all’assegno. Un’ultima perla Boeri l’ha regalata quando ha sterilizzato l’IRPEF dalla spesa per il personale dell’ente, visto che sono soldi che tornano allo Stato. Perché non fa la stessa cosa con la spesa previdenziale? Scoprirebbe che ogni anno ci sono almeno 40 miliardi di prelievo fiscale, riferiti esclusivamente alle prestazioni derivanti dal pagamento dei contributi, che tornano nelle disponibilità dello Stato. Una bella cifra, no?”.