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            <title>Rss Feed inps.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di inps.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:18:30 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 14:18:30 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 11:02:14 +0200</pubDate>
                        <title>Comunicato del coordinamento LAZIO: Per la dirigenza dell’area romana l’utenza è solo una questione di cruscotto per i lavoratori sono persone, 365 giorni l’anno.</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/comunicato-del-coordinamento-lazio-per-la-dirigenza-dellarea-romana-lutenza-e-solo-una-questione-di-cruscotto-per-i-lavoratori-sono-persone-365-giorni-lanno-1103.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>GIRIAMO A TUTTO IL PERSONALE IL COMUNICATO DEL COORDINAMENTO REGIONALE USB INPS LAZIO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong><u>BOCCIATI</u></strong></p>
<p class="text-justify"><strong>PER LA DIRIGENZA DELL’AREA ROMANA L’UTENZA È SOLO UNA QUESTIONE DI CRUSCOTTO</strong>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>PER I LAVORATORI SONO PERSONE, 365 GIORNI L’ANNO.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>Quasi 8.000 cittadini respinti in sei mesi nelle sedi della DCM Roma. La dirigenza se ne accorge solo ora che il dato pesa sui suoi risultati e, come al solito, scarica sui lavoratori</em></p>
<p class="text-justify"><strong>DENUNCIAMO</strong> quello che i numeri gridano da mesi.&nbsp; Nel primo semestre 2026 le sedi della DCM Roma hanno “rifiutato” per incapienza delle agende <strong>circa 7.900 richieste di appuntamento, una su cinque (19,78%, contro il 3,64% nazionale)</strong>, oltre la metà dei rifiuti dell’intero Paese.</p>
<p class="text-justify">Improvvisamente, nel pieno dell’estate più calda finora registrata, la DCM grida all’emergenza, improvvisamente… si palesa il problema…</p>
<p class="text-justify"><strong>Possibile che nessuno, ai vertici, se ne sia mai accorto?</strong> I numeri erano in ogni cruscotto, mese dopo mese: nessun allarme, nessun piano. Poi l’indicatore sale dal 30% al 45% nell’Indice Customer (messaggio Hermes n. 1761) e l’utenza diventa di colpo una priorità assoluta: non quando restava fuori dalla porta e non influiva sui numeri, che soli guidano l’agire dei nostri dirigenti/responsabili, ma solo quando comincia a pesare sul loro portafoglio e sulla loro scheda di valutazione. <strong>E la “soluzione” è scaricare tutto su chi lavora, più slot e nuove agende a organici invariati, come se il problema fosse la produttività del personale e non le scelte di chi ha la responsabilità di organizzare il servizio pubblico e diserta quotidianamente i canoni del buon andamento, perché impegnato solo ad orientare le lavorazioni al massimo realizzo di cruscotto (PIAGA MALIGNA DELL’INPS). </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Fino a ieri la soddisfazione dell’utenza non era nei pensieri di lorsignori, fino a ieri contavano i biechi numeri di lavorazioni, la cui qualità e impatto sugli utenti interessava poco e niente.</strong></p>
<p class="text-justify">È sconcertante doverlo ricordare, ma <strong>siamo a Roma</strong>: la capitale del pubblico impiego, dei ministeri, dei fondi speciali e dei grandi poli specialistici nazionali, dallo spettacolo al credito. Qui si concentrano lavorazioni che altrove quasi non esistono, ed è proprio lì che si ammassano i rifiuti: oltre 2.100 sulle pensioni dei fondi alternativi all’AGO, più di 1.100 sulle prestazioni dei lavoratori dello spettacolo (PALS), oltre 1.500 sul credito ai dipendenti pubblici. Una dirigenza consapevole del territorio che amministra avrebbe programmato da anni: organici adeguati, agende dimensionate sulla domanda, personale formato e affiancato su quelle materie, poli specialistici dotati di strumenti e risorse. Nulla è stato fatto: Roma è stata amministrata come una sede qualunque, la sua specificità - nota, prevedibile, strutturale - semplicemente ignorata. <strong>Questo risultato decreta definitivamente il fallimento della dirigenza romana che risulta deficitaria da almeno un decennio. </strong>Non una fatalità, ma una precisa responsabilità gestionale, di cui oggi pagano il conto gli utenti respinti e i lavoratori travolti da raffazzonati tentativi di salvare capra e cavoli, attuati in tutta fretta, aumentando a dismisura i carichi di lavoro con la previsione di raddoppi di slot consulenza impossibili da gestire in parallelo al mantenimento degli standard di lavorazioni necessari.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB DENUNCIA L’EMERGENZA DI CAOS ORGANIZZATIVO NELLE SEDI ROMANE</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>I LAVORATORI TARTASSATI E SVILITI DALLE PAGELLINE SEMPRE PIU’ AL RIBASSO, CHE MINANO SEMPRE PIU’ IL CLIMA LAVORATIVO PONENDOLI IN RECIPROCA QUOTIDIANA COMPETIZIONE, BOCCIANO DECISAMENTE L’OPERATO DELLA DIRIGENZA CHE NAVIGA A VISTA SENZA UN PROGETTO COERENTE DI LAVORO CONDIVISO CON IL PERSONALE</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>PER FRONTEGGIARE QUESTA INARRESTABILE DERIVA USB CHIEDE:</strong></p>
<p class="text-justify">·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; un piano straordinario e immediato di potenziamento del personale nei settori e nei Poli specialistici in crisi, a partire dalle pensioni pubbliche;</p>
<p class="text-justify">·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la previsione urgente di un piano di assunzione di un numero cospicuo di ASSISTENTI AMMINISTRATIVI, figura ormai quasi scomparsa nella dotazione organica ma FONDAMENTALE per supportare il servizio all’utenza.</p>
<p class="text-justify">·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>NESSUN AMPLIAMENTO DI SLOT SENZA UN PROGETTO SERIO</strong>. Spostare i “soldatini” qui e là significa sacrificare le lavorazioni di oggi e fabbricare le emergenze di domani;</p>
<p class="text-justify">·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; un confronto immediato sui carichi di lavoro delle filiali romane. Stiamo infatti registrando da tempo l’imposizione di ritmi sempre più pressanti e vessatori che espongono a grave rischio la salute psicofisica dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">I lavoratori delle sedi assistono da sempre l’utenza <strong>365 giorni l’anno</strong>, allo sportello e nelle lavorazioni, anche quando nessun cruscotto li guarda.</p>
<p class="text-justify">Chi ha scoperto i cittadini solo quando sono diventati una percentuale, non presenti ai lavoratori il conto della propria incapacità.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’utenza non si cura a suon di cruscotto. Si cura con le persone, le competenze e le risorse. Ogni giorno! Non quando suona la campanella al Signor Direttore!</strong></p>
<p class="text-right">USB P.I. INPS COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO</p>
<p class="text-right"><strong>Roma 7 agosto 2026</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:33:12 +0200</pubDate>
                        <title>Le denunce della USB arrivano in CdA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/le-denunce-della-usb-arrivano-in-cda-1048.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>LE DENUNCE DELLA USB ARRIVANO IN CdA</strong></p>
<p class="text-justify">(C 36-2026) Subito dopo la diffusione del comunicato USB dello scorso 6 agosto, intitolato “FUOCO AMICO – TIRO INCROCIATO SUL PERSONALE INPS” (che alleghiamo per memoria), ci risulta che il Consigliere d’Amministrazione Fabio Vitale, già Direttore centrale dell’Istituto e attualmente Direttore generale di AGEA, abbia inviato una lettera al presidente Gabriele Fava, agli altri componenti del CdA Inps e al Direttore generale Valeria Vittimberga, per chiedere un confronto urgente sui temi sollevati dal sindacato di base.</p>
<p class="text-justify">Le questioni poste nel nostro comunicato descrivono una situazione interna all’Istituto piuttosto compromessa:</p>
<p class="text-justify"><strong>- carenza di direttive e comportamenti univoci tra i diversi livelli manageriali (nazionale, territoriale e tra un territorio e l’altro);</strong></p>
<p class="text-justify">- malfunzionamento delle procedure informatiche, con continui rallentamenti e disagi dovuti anche ad aggiornamenti effettuati nei momenti inopportuni, poiché i tempi vengono dettati dalle società esterne che forniscono i programmi;</p>
<p class="text-justify"><strong>- continue pressioni esercitate verso lavoratrici e lavoratori, costretti ad operare anche ben oltre l’ordinario orario di lavoro per raggiungere standard produttivi che spesso sono scollegati dalle reali esigenze dei cittadini utenti (si veda, ad esempio, il caso delle respinte delle domande giacenti per inseguire tempi di definizione prestabiliti, costringendo così l’utente a ripresentare domanda, oppure il contingentamento dei tempi individuali del servizio informazioni al pubblico);</strong></p>
<p class="text-justify">- mancanza di un’adeguata formazione (una lacuna che ha compromesso negli anni la qualità del servizio);</p>
<p class="text-justify"><strong>- utilizzo di un sistema di valutazione mortificante, vecchio, inefficace, che produce malcontento e discriminazioni, determinando non di rado situazioni vessatorie legate alla soggettività del valutatore e alle pressioni esercitate sulla dirigenza territoriale per ottenere una forzata differenziazione dei giudizi.</strong></p>
<p class="text-justify">Rassicuriamo il Consigliere d’Amministrazione Vitale sul fatto che quanto evidenziato dalla USB risponda purtroppo al vero, forse addirittura per difetto. Ben venga un confronto interno al CdA su tali temi, come da lui richiesto; tuttavia, ravvisiamo l’esigenza che gli Organi dell’Istituto si aprano ad una schietta verifica con tutte le rappresentanze dei lavoratori nel comune interesse di valorizzare il ruolo e i compiti dell’Inps nel Welfare pubblico nazionale, assicurando al tempo stesso a lavoratrici e lavoratori dell’Istituto un sereno clima aziendale attraverso la rimozione e il superamento di tutti gli ostacoli evidenziati.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:16:07 +0200</pubDate>
                        <title>Fuoco Amico, tiro incrociato sul personale INPS</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/fuoco-amico-tiro-incrociato-sul-personale-inps-1218.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>FUOCO AMICO</strong></p>
<p class="text-center"><strong>TIRO INCROCIATO SUL PERSONALE INPS</strong></p>
<p class="text-justify">(C 35-2026) L’Inps sembra sempre più in preda a una sindrome schizofrenica, con evidenti contraddizioni – quando non aperta contrapposizione – tra direttive e disposizioni provenienti da diverse parti della tecnostruttura centrale, senza contare le differenziazioni su base territoriale che ormai da tempo hanno “balcanizzato” l’Istituto. Il personale si trova al centro di un fuoco incrociato proveniente da svariate direzioni ed è costretto a passare più tempo a difendersi che a lavorare.</p>
<p class="text-justify">Un primo grande elemento di pressione è quello legato alla produttività e alla qualità (la cosiddetta performance). <u>Si chiede di fare sempre di più per inseguire indici e algoritmi che nulla hanno a che fare con la qualità dei servizi.</u> Si arriva a chiedere di definire immotivatamente le pratiche come respinte per non tenerle giacenti, obbligando i cittadini a ripresentare la domanda.</p>
<p class="text-justify"><u>Le procedure informatiche che dovrebbero assistere il lavoro sono invece spesso un ostacolo: lentissime o completamente bloccate, soprattutto nell’orario di lavoro</u>. I tempi per gli aggiornamenti delle procedure - che paralizzano la produzione negli orari di punta – sono quasi sempre decisi sulla base delle esigenze delle società esterne a cui sono appaltate le procedure stesse. Molti cercano di supplire lavorando oltre l’orario, di sera e anche di notte. Non si tratta solo del famigerato SIN ma di buona parte delle procedure delle pensioni, delle entrate e degli ammortizzatori sociali.</p>
<p class="text-justify">Nella maggior parte dei casi, grazie al grande impegno dei colleghi e all’indegno sfruttamento del loro lavoro oltre l’orario, <u>i risultati di performance vengono pienamente raggiunti. Tuttavia, i dipendenti vengono comunque penalizzati con valutazioni individuali (nella forma ridicola e umiliante della pagella) non conformi</u> al pieno conseguimento degli obiettivi. Se non tutti avessero lavorato come ci si attendeva, il pieno raggiungimento dei risultati dovrebbe essere caduto dal cielo.</p>
<p class="text-justify"><u>L’insensata differenziazione tra lavoratori operata con valutazioni arbitrarie è uno strumento di gestione del potere</u>, che può essere utilizzato alternativamente per blandire, per persuadere, per intimidire, per reprimere o per premiare il servilismo. Il valutatore in buona fede che cerca di usare lo strumento con imparzialità si trova in grossa difficoltà ed esposto a contraddizioni. Gli esiti delle valutazioni vanno poi a incidere sulla retribuzione e sugli sviluppi professionali, in un contesto in cui <strong><u>il potere d’acquisto è in continua contrazione, a causa di rinnovi contrattuali scadenti accettati da sindacati complici del governo e dal permanere del blocco dell’importo del Fondo Risorse Decentrate, nonostante le vuote promesse e le vanterie del presidente Fava.</u></strong></p>
<p class="text-justify">Quasi quotidianamente ci giungono segnalazioni di comportamenti vessatori che hanno dall’incredibile: <u>lavoratori assegnati a compiti che non conoscono, ai quali si consiglia di chiedere in giro per imparare,</u> mentre non si fornisce la necessaria formazione; lavoratrici a cui <u>si abbassa la valutazione per ridotta produzione per maternità o malattia</u>; colleghi ai quali viene negato un giorno di lavoro agile perché precedente o successivo ad uno di ferie o di assenza ad altro titolo; <u>lavoratori messi in ferie d’ufficio ai quali, al rientro in servizio viene contestata la mancata produttività e quindi, implicitamente, il mancato lavoro nelle ferie stesse.</u></p>
<p class="text-justify">Questo è diventato l’Istituto, questo è il clima che si respira in molte <u>sedi, spesso a loro volta inadeguate e fatiscenti, fredde d’inverno e bollenti d’estate</u>. Nulla a che vedere con quello che viene raccontato dai vertici nella intranet e nei comunicati stampa: feste, convegni, concorsi artistici, inclusività e tagli di nastri politicamente corretti, alla faccia di chi l’Istituto lo porta avanti quotidianamente con il proprio lavoro e con il proprio impegno, nonostante i salari scarsi, i programmi che non funzionano, richieste sempre più esose e la mortificazione delle pagelle.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:01:37 +0200</pubDate>
                        <title>Nota USB relativa alla formazione del personale.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/nota-usb-relativa-alla-formazione-del-personale-1202.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Alla Direttrice Generale&nbsp;dott.ssa Valeria Vittimberga</p>
<p class="text-right">Alla Direttrice Centrale Risorse Umane&nbsp;dott.ssa Cristina Deidda</p>
<p class="text-right">Al Direttore Centrale Formazione&nbsp;dott. Vito Lamonica</p>
<p class="text-right">p.c.&nbsp;Alla Dirigente l’Ufficio Relazioni Sindacali&nbsp;dott.ssa Marilù Padula</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: <strong>Nota USB relativa alla formazione del personale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La scrivente Organizzazione Sindacale continua a ricevere segnalazioni, provenienti da colleghi, relative a diverse criticità della funzione formazione in Istituto.</p>
<p class="text-justify">In primo luogo, permane la presenza significativa, quando non preponderante, di una formazione generica e non utile per l’attività lavorativa. Peraltro, ai colleghi viene spesso “fortemente consigliato” di accedere, tramite SPID o CIE, che potrebbero legittimamente non avere o non voler usare per lavoro, alla formazione su Syllabus per raggiungere le 40 ore previste dalla “direttiva Zangrillo”.</p>
<p class="text-justify">La formazione autogestita dall’Istituto viene erogata prevalentemente tramite piattaforma Teams, in due modalità: incontri con possibilità di confronto attivo tra i partecipanti, oppure “Live Event”, dove l'interazione è limitata alla chat. Talvolta, ma non sempre, queste sessioni vengono registrate e rese disponibili in differita nella biblioteca digitale della formazione.</p>
<p class="text-justify"><strong>L'accesso a questa formazione specifica, indispensabile per l’aggiornamento e la crescita professionale, dovrebbe essere garantito a tutti i dipendenti, a prescindere dalla presenza o meno all'evento in diretta. Non sempre è possibile garantire la presenza alle giornate di formazione, il cui calendario non viene quasi mai stilato tenendo conto delle esigenze personali o professionali dei discenti (malattia, ferie, turni di sportello o sostituzioni).</strong></p>
<p class="text-justify">Inoltre, ad oggi, la fruizione in differita non rientra nel monte delle 40 ore previste dalla direttiva Zangrillo. Non è chiaro se possa almeno essere riconosciuta come tale in procedura p@perless.</p>
<p class="text-justify">Ancora peggio quando la sessione non viene nemmeno salvata e resa disponibile in differita. L’assente non ha infatti alcuna possibilità di recuperare i contenuti, e la disparità di trattamento si aggrava ulteriormente.</p>
<p class="text-justify">Siamo al paradosso in cui i dipendenti sono quasi obbligati a fruire in modo asincrono di una formazione inutile, mentre quella utile viene negata per mancanza di registrazione o garantita ma non conteggiata per le famigerate 40 ore, obbligando il malcapitato ad ulteriori perdite di tempo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Si chiede che la formazione asincrona all’origine e fornita da soggetti esterni venga ridotta al minimo indispensabile (corsi obbligatori da erogare massivamente), che si incrementi quella specifica erogata in modalità d’aula (preferibilmente in presenza ma anche in video) e che, relativamente a quella in modalità “live event”, si provveda sempre alla registrazione e alla messa in disponibilità della stessa, con pieno riconoscimento della fruizione asincrona ai fini del raggiungimento delle 40 ore.</strong></p>
<p class="text-justify">In attesa di cortese riscontro, cordiali saluti.</p>
<p>Roma, 5 agosto 2026&nbsp; Sergio Noferi per USB Pubblico Impiego Inps</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 15:39:35 +0200</pubDate>
                        <title>3I - spa, storia di un disastro evitato. Tutte le iniziative di USB: fatti non chiacchiere</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/3i-spa-storia-di-un-disastro-evitato-tutte-le-iniziative-di-usb-fatti-non-chiacchiere-1542.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>3I SPA - STORIA DI UN DISASTRO EVITATO</strong></p>
<p class="text-center"><strong>TUTTE LE INIZIATIVE DI USB: FATTI E NON CHIACCHIERE</strong></p>
<p>(C 34-2026)&nbsp;&nbsp;&nbsp;Apprendiamo con soddisfazione che finalmente i vertici dell’Inps si sono resi conto del fallimento del progetto 3-I SPA come era stato inizialmente (e incautamente) pensato. Evidenziamo come la USB sia stato l’unico sindacato che, oltre a dichiararsi contrario al progetto in tutte le sedi istituzionali, ha intrapreso iniziative pubbliche in piazza chiamando i lavoratori alla mobilitazione. Di seguito un resoconto delle tappe che hanno portato al raggiungimento dell’obbiettivo sindacale e all’accantonamento dello sciagurato progetto 3I.&nbsp;</p>
<p><strong>Aprile 2022 — </strong><strong><em>La nascita del progetto</em></strong></p>
<p>Il decreto PNRR n. 36/2022 (poi legge 79/2022) prevede la costituzione di una società, la 3-I SPA, partecipata da INPS, INAIL e ISTAT, con l'obiettivo dichiarato di realizzare economie di scala sui servizi informatici e sviluppare l'interoperabilità delle banche dati. In una riunione sindacale del 26 aprile 2022, il presidente Tridico spiega che la società nasce per condividere le banche dati e favorire l'interoperabilità dei sistemi tra i tre enti, ipotizzando che gli informatici delle società esterne attualmente in appalto possano essere tra i primi candidati alle selezioni di personale.</p>
<p><strong>Maggio 2022 — </strong><strong><em>La protesta in piazza</em></strong></p>
<p>USB legge subito il progetto come un tentativo di esternalizzazione mascherata. <u>Il 25 maggio un presidio organizzato da USB a Largo Argentina, a Roma, vede lavoratori travestiti da fantasmi per rappresentare simbolicamente la fine dell'informatica pubblica se il progetto fosse andato in porto.</u> Contestualmente, l'organizzazione sensibilizza tutti i gruppi parlamentari del Senato chiedendo la cancellazione dell'articolo 28 del relativo disegno di legge.</p>
<p><strong>Giugno 2022 — </strong><strong><em>Le motivazioni contestate</em></strong></p>
<p>In un incontro del 16 giugno con i vertici dei tre istituti, la cybersicurezza viene indicata come nuova giustificazione dell'operazione, insieme alla possibilità di assumere circa mille giovani ingegneri qualificati altrimenti restii a lavorare nella pubblica amministrazione per i bassi salari offerti. USB considera queste argomentazioni un tentativo di far accettare un'operazione di privatizzazione dell'informatica pubblica mascherata da modernizzazione.</p>
<p><strong>Luglio 2022</strong><strong> – <em>USB interrompe un convegno e contesta governo e vertici degli enti</em></strong></p>
<p>In direzione generale Inps si svolge un incontro di presentazione del progetto 3I, con la presenza di rappresentanti del governo e componenti degli organi di vertice dei tre enti. <u>I delegati USB Pubblico Impiego interrompono gli interventi sul palco e prendono la parola per denunciare la svendita dell’informatica e delle banche dati pubbliche alla speculazione finanziaria privata.</u> L’intervento suscita l’ira e il dispetto del presidente Tridico e del DG Caridi, che solo a distanza di anni saranno costretti ad ammettere che USB aveva ragione. Gli altri sindacati rimangono in imbarazzato e imbarazzante (per loro) silenzio.</p>
<p><strong>Ottobre 2022 — </strong><strong><em>Un primo risultato</em></strong></p>
<p>Le iniziative di USB ottengono il risultato temporaneo di bloccare il progetto in attesa delle valutazioni del nuovo governo, anche se la società viene comunque formalmente costituita il 12 ottobre 2022, con un capitale sociale pubblico di 45 milioni di euro ripartito tra INPS (49%), INAIL (30%) e ISTAT (21%).</p>
<p><strong>Marzo 2023 — </strong><strong><em>Lo scandalo Anastasio</em></strong></p>
<p>Il primo presidente della società, Claudio Anastasio, si dimette dopo aver rivendicato pubblicamente l'assegnazione alla 3-I di una gara informatica INPS del valore di un miliardo di euro e, soprattutto, dopo l'invio di una mail al Consiglio di Amministrazione che riprendeva fedelmente passaggi del discorso con cui Mussolini rivendicò il delitto Matteotti. <u>USB definisce il gesto un &quot;rigurgito fascista&quot; e collega le dimissioni al duello sotterraneo per il controllo della gara, un episodio che conferma, agli occhi del sindacato, la fragilità e la forte politicizzazione della governance della società.</u></p>
<p><strong>2023–2024 — </strong><strong><em>Il blitz sullo statuto</em></strong></p>
<p>Il successivo presidente, Gennaro Terracciano, propone modifiche statutarie volte a rafforzare il controllo della Presidenza del Consiglio, a scapito degli enti fondatori. <u>USB denuncia il tentativo di rendere la 3-I meno vincolata ai controlli di INPS, INAIL e ISTAT, ribadendo che nessun informatico dei tre enti dovrà essere costretto a transitare nella nuova società</u>, e sollecitando piuttosto investimenti nell'informatica interna, a fronte di gare di servizi informatici che arrivano a sfiorare 1,9 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Febbraio 2025 — </strong><strong><em>La svolta</em></strong></p>
<p>Dopo anni di pressione sindacale arriva la conferma attesa: durante un confronto con la Direzione Generale, viene confermato che la ragione sociale della società — che con il decreto PA 2025 cambierà nome in Indata PA SPA — non sarà più quella di assorbire hardware e software degli enti, bensì di sviluppare sistemi di interoperabilità tra gli enti e per l'intera pubblica amministrazione. Il decreto attuativo conferma che la società, rinominata Indata PA SpA, favorirà l'interconnessione e la standardizzazione dei sistemi informativi e delle banche dati ai fini dell'interoperabilità, assorbendo anche funzioni oggi svolte dall'Agenzia per l'Italia Digitale.</p><ol> 	<li>situazione attuale (2025–2026)</li> </ol><p>Il cambio di rotta ottenuto non ha risolto tutte le criticità della società. Diverse ricostruzioni giornalistiche (L'Espresso, Etica Digitale) descrivono un ente che in tre anni ha avuto quattro presidenti e più amministratori che dipendenti, sopravvissuto finora più a colpi di veti incrociati che grazie a un piano industriale solido, segnalando come il cambio di denominazione in Indata PA resti per ora, in larga parte, un passaggio formale. <strong><u>Resta comunque confermato, e va ascritto alla vertenza sindacale condotta nei fatti dalla sola USB, l'abbandono della linea originaria di assorbimento diretto dell'informatica interna degli enti da parte della società.</u></strong></p><ol> 	<li>bilancio della battaglia USB</li> </ol><p class="text-justify">Dal 2022 al 2025, USB INPS e USB Pubblico Impiego hanno condotto una battaglia costante, coerente e ostinata contro quello che abbiamo sempre letto come un disegno di esternalizzazione dell'informatica pubblica: presidi di piazza, mobilitazione dei gruppi parlamentari, presenza costante ai tavoli sindacali e alle riunioni presso il Ministero del Lavoro, denunce puntuali di ogni scandalo di governance.</p>
<p class="text-justify">Come ricorda un comunicato USB del febbraio 2025, è stato un impegno portato avanti &quot;in strada, nelle assemblee, nei presidi, alle riunioni presso il Ministero del Lavoro&quot;. Una battaglia che molti, all'inizio, davano per persa in partenza, e che invece ha contribuito concretamente a impedire che l'informatica di INPS, INAIL e ISTAT venisse relegata a un guscio vuoto gestito da soggetti esterni.</p>
<p class="text-justify">Il cambio di ragione sociale verso l'interoperabilità, anziché l'assorbimento del patrimonio informatico interno degli enti, rappresenta un risultato che USB Pubblico Impiego può a ragione rivendicare come frutto della propria costanza: una dimostrazione che <u>la mobilitazione sindacale, se portata avanti con continuità e senza sconti, con i fatti e non solo con le chiacchiere, può davvero incidere sulle scelte di politica industriale della pubblica amministrazione.</u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:37:08 +0200</pubDate>
                        <title>ASSEMBLEA NAZIONALE USB INPS, mercoledì 29 LUGLIO dalle 10,30 in teams</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/assemblea-nazionale-usb-29-luglio-dalle-1030-in-teams-1838.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ASSEMBLEA NAZIONALE USB INPS, mercoledì 29 LUGLIO dalle 10,30 in teams</p>
<p>LINK:&nbsp;</p>
<p><strong>Partecipa a: </strong><a href="https://teams.microsoft.com/meet/389400135362818?p=wzqtDDypqRTYnMJnBK" title="Meeting join" target="_blank" rel="noreferrer">https://teams.microsoft.com/meet/389400135362818?p=wzqtDDypqRTYnMJnBK</a></p>
<p>ID riunione: 389 400 135 362 818</p>
<p>Passcode: Qp36rf9s</p>
<p>ORDINE DEL GIORNO</p><ul> 	<li>CCNL 2025-2027</li> 	<li>Consultazione on-line sul rinnovo contrattuale</li> 	<li>CCNI 2026</li> 	<li>Sistema di valutazione individuale - pagelline</li> 	<li>Mobilità nazionale e regionale</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:21:00 +0200</pubDate>
                        <title>Ferragosto con la pagellina: grandi vacanze all&#039;INPS</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/ferragosto-con-la-pagellina-1822.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno le vacanze dei dipendenti Inps saranno allietate dalle sospirate pagelle dell’anno scorso: non vedevamo l’ora di essere equanimemente valutati e poter così iniziare un nuovo e gratificante percorso di crescita professionale! La Settimana Enigmistica è passata di moda, sotto l’ombrellone, insieme a “pinne, fucile ed occhiali”, il “trend” dell’estate 2026 è la pagellina nuova di zecca, da leggere e rileggere con attenzione per capire cosa abbiamo sbagliato e – soprattutto - come rimediare, per compiacere sempre di più il nostro amato datore di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Per quei pochi guastafeste e seccatori che avessero qualcosa da obiettare, ricordiamo che il termine ultimo per ricorrere e attivare la conciliazione è stato magnanimamente posto a giovedì 13 agosto, per essere tutti liberi di godersi il Palio dell’Assunta e i fuochi d’artificio.</p>
<p class="text-justify">Come spesso facciamo alla USB Inps, “si ride per non piangere”. La situazione però è maledettamente seria e ogni anno si ripete la solita penosa manfrina, fatta di inaccettabili ritardi, vergognosi soprusi, ricatti, minacce, intimidazioni. L’anno prossimo ci potrebbero essere anche le novità peggiorative previste dalla “legge Zangrillo”, con un tetto del 30% alle valutazioni pienamente positive e del 20% di questi per le eccellenze. In pratica, <u>un 24% di bravi, un 6% di “superbravi” e un 70% di peones che dovranno finanziare il presunto merito altrui con una parte del proprio incentivo</u>. Immaginiamo come crescerà la voglia di lavorare e l’attaccamento all’ente.</p>
<p class="text-justify">Anche quest’anno <u>le strutture USB Inps nazionale, regionali e provinciali sono a disposizione di tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti, per ogni supporto e assistenza nelle fasi di contestazione della pagella, dal colloquio alla conciliazione fino all’eventuale ricorso giudiziario</u>. Vogliamo fare da argine a questa deriva mortificante e autoritaria del clima lavorativo.</p>
<p class="text-justify">Suggeriamo di non saltare nessuna delle fasi previste nella procedura di conciliazione e di ricordare la scadenza del 13 agosto, di cui comunque chiederemo formalmente la proroga.</p>
<p class="text-justify">Ricordiamo sinteticamente le proposte USB per modificare il sistema di valutazione Inps, caratterizzato da eccessivo potere e totale discrezionalità dei valutatori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p><ol> 	<li class="text-justify">Trasparenza delle valutazioni.</li> </ol><p class="text-justify">Ogni lavoratore, proprio in quanto potenziale controinteressato, deve poter consultare la valutazione di tutti gli altri, su base nazionale.</p>
<p class="text-justify">2 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tempestività delle valutazioni, in particolare di quella intermedia.</p>
<p class="text-justify">Proponiamo di anticipare i momenti di verifica, prevedendoli:</p>
<p class="text-justify">• entro il mese di giugno dell’anno di riferimento;</p>
<p class="text-justify">• entro il mese di febbraio dell’anno successivo.</p>
<p class="text-justify">3 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Armonizzazione su base regionale e nazionale delle valutazioni, evitando sperequazioni tra territori e tra uffici della stessa sede</p>
<p class="text-justify">4&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutela contro valutazioni negative e percorso di miglioramento</p>
<p class="text-justify">Nel caso in cui il valutatore intenda attribuire uno o più punteggi intermedi inferiori a una soglia prestabilita, deve essere previsto:</p>
<p class="text-justify">• un confronto diretto con il lavoratore, nel quale vengano spiegate in modo chiaro e concreto le eventuali criticità riscontrate, da formalizzare poi per scritto;</p>
<p class="text-justify">• l’individuazione di un percorso di miglioramento e recupero, con indicazioni operative concrete, realistiche e formalizzate per scritto, per colmare le carenze contestate;</p>
<p class="text-justify">• tempi adeguati affinché il lavoratore possa intervenire prima della valutazione finale.</p>
<p class="text-justify"><u>Ribadiamo che USB Pubblico Impiego è totalmente contraria alla presenza di qualunque sistema di valutazione individuale nella pubblica amministrazione.</u> Le proposte qui presentate sono finalizzate a mitigare i danni del sistema in vigore ma non modificano la nostra scelta strategica.</p>
<p class="text-justify"><u>Ribellati a un sistema mortificante e umiliante. Contesta la pagellina con USB Inps.</u></p>
<p class="text-justify"><u>Chi si fa pecora, il lupo se lo mangia.</u></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Inps</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:53:05 +0200</pubDate>
                        <title>Gioia e dolori dell&#039;informatica INPS</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/incontro-con-il-direttore-dellinformatica-prospettive-per-il-personale-3-i-fuori-dalle-scatole-gestione-dei-progetti-1701.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>GIOIE E DOLORI DELL’INFORMATICA INPS</strong></p>
<p class="text-justify">Si è svolto oggi, martedì 15 luglio 2026, il previsto incontro del Direttore Centrale dell’Informatica Massimiliano D’Angelo con tutto il personale informatico, alla presenza del Direttore Generale Valeria Vittimberga.</p>
<p class="text-justify">Vittimberga non ha lesinato apprezzamenti nei confronti di tutti gli informatici dell’Istituto, sottolineando il valore aggiunto rappresentato dal personale della Direzione Centrale.</p>
<p class="text-justify">D’Angelo ha premesso che il numero degli informatici è ancora insufficiente rispetto agli impegni e alle esigenze dell’INPS e che sarà necessario procedere progressivamente, anno dopo anno, all’assunzione di nuovo personale.</p>
<p class="text-justify">Relativamente agli incarichi di responsabilità, ha preannunciato:</p><ul> 	<li class="text-justify">l’attivazione di <strong>10</strong> <strong>nuovi progetti ACT (ad alto contenuto tecnologico)</strong>, che porteranno complessivamente a <strong>54 posizioni</strong>; il nuovo bando dovrebbe essere pubblicato entro la fine di settembre;</li> 	<li class="text-justify">a valle della suddetta procedura e in seguito agli ulteriori pensionamenti previsti, si renderanno disponibili <strong>21 nuove posizioni di Capo Progetto Informatico</strong>;</li> 	<li class="text-justify">a inizio settembre è prevista una nuova selezione per l’idoneità a Capo Progetto Informatico;</li> 	<li class="text-justify">per gli <strong>STT (Supporto Tecnologico Territoriale, ex GAI)</strong>, sarà pubblicato un bando per <strong>8 responsabili regionali</strong>.</li> </ul><p class="text-justify">È stata inoltre annunciata l’introduzione in INPS della <strong>Quarta Area</strong>, con <strong>100 posti complessivi</strong>, di cui <strong>50 riservati al personale interno</strong>, ovviamente non solo informatico.</p>
<p class="text-justify">Per quanto riguarda la graduatoria dei dirigenti, il Direttore Generale ha auspicato un futuro scorrimento.</p>
<p class="text-justify">Il concorso per <strong>499 assistenti</strong> dovrebbe consentire l’assunzione del personale già entro dicembre, grazie alla previsione di una prova unica, con l’obiettivo di rafforzare gli STT territoriali, oggi fortemente carenti di personale. Nessuna data è stata invece fornita per il previsto bando relativo agli <strong>88 funzionari</strong>.</p>
<p class="text-justify">Sono stati inoltre annunciati investimenti significativi nei settori dei <strong>data center</strong>, della <strong>sicurezza informatica </strong>e dell’<strong>internalizzazione dei servizi di gestione.</strong></p>
<p class="text-justify">A seguito del confronto con altri enti, sembra definitivamente scongiurata l’ipotesi di un trasferimento di funzioni verso la società <strong>3-I</strong>, una realtà che continua a non mostrare un ruolo concreto e definita dallo stesso DG “società fantasma”.</p>
<p class="text-justify">USB INPS non può che accogliere positivamente le parole del Direttore Generale, sia sul tema delle assunzioni e dello sviluppo professionale dei lavoratori, sia – soprattutto - sul tema della 3-I.</p>
<p class="text-justify">Di fatto, <u>Vittimberga ha fatto proprie le parole d’ordine che USB sostiene da anni, quando altri chiedevano piani industriali per la società o ne auspicavano addirittura l’ingresso ai tavoli dell’informatica INPS</u>.</p>
<p class="text-justify">Non è però più eludibile il tema dell’insufficienza del Fondo Risorse Decentrate (cosiddetto fondo incentivante) per sostenere il proliferare di posizioni indennizzate assegnate in autonomia dall’Amministrazione ma pagate con i soldi di tutti i lavoratori. La latitanza del Consiglio di Amministrazione e soprattutto del Presidente Fava su questo argomento è inaccettabile e imbarazzante (per loro).</p>
<p class="text-justify">Sulla quarta area ci siamo già espressi più volte in passato e ci limitiamo a richiamare le note criticità, relative all’erosione della capacità assunzionale dell’ente (un’elevata professionalità per due funzionari) e all’inserimento di personale senza esperienza direttamente in posizione di governo di strutture complesse.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nessuna riflessione è stata svolta sul ruolo delle funzioni informatiche presso le direzioni “di prodotto”.</strong></p>
<p class="text-justify">Se, da un lato, si sostiene che il personale informatico sia insufficiente numericamente, dall’altro <u>si deve essere coerenti e – come la USB chiede da molto tempo - riportare in DCTII i funzionari informatici assegnati altrove</u>, superando situazioni di sottoutilizzo professionale e restituendo a questi lavoratori adeguate opportunità di crescita.</p>
<p class="text-justify">Il governo della spesa informatica, ormai prossima al miliardo di euro, è una necessità non più rinviabile.&nbsp;Per la USB è indispensabile investire nella formazione del personale sull’utilizzo degli strumenti e delle procedure interne, riducendo parallelamente il ricorso a una pletora di consulenti che troppo spesso propongono soluzioni preconfezionate, la “pietra filosofale” di turno, generando ulteriore spesa e complessità organizzativa.</p>
<p class="text-justify">Non di rado tali consulenti ignorano perfino gli standard adottati dall’Istituto, come il <strong>Design System Sirio</strong> e gli altri framework tecnologici e metodologici già presenti in INPS da tempo.</p>
<p class="text-justify">Esiste una versione edulcorata della realtà, fatta di premi e riconoscimenti ottenuti al Forum PA e in altre manifestazioni, che ci viene propinata quasi quotidianamente e ossessivamente sulla intranet.&nbsp;Ben vengano i premi, ma è ormai indispensabile intervenire sul governo dei progetti, molti dei quali producono risultati poco apprezzabili sia dai cittadini sia dall’Istituto.&nbsp;Si deve passare da un modello organizzativo troppo liquido a uno più strutturato, autorevole e responsabile, senza sconti e senza interferenze esterne.</p>
<p class="text-justify">È necessario selezionare con maggiore efficacia le priorità e avere il coraggio di dire <strong>&quot;no&quot;</strong> a ciò che non genera valore, senza drammi e senza timori.</p>
<p class="text-justify">I numerosi progetti PES, PNRR e le iniziative locali, spesso sviluppati senza un adeguato coordinamento e senza una reale integrazione con i sistemi esistenti, fanno sorgere il dubbio che si stia dedicando <strong><u>troppa attenzione al futuro e troppo poca al presente.</u></strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Un presente nel quale i sistemi informativi devono essere governati con efficacia e nel quale i cittadini continuano a chiedere, prima di tutto, servizi funzionanti, pensioni e prestazioni erogate in tempi accettabili.&nbsp;I continui malfunzionamenti delle procedure lamentati nei giorni scorsi e il blocco totale di oggi all’ora di pranzo sono l’ulteriore conferma delle nostre ragioni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:58:47 +0200</pubDate>
                        <title>Riorganizzazione, L&#039;URP finisce nel ripostiglio.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/riorganizzazione-lurp-finisce-nel-ripostiglio-1400.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>RIORGANIZZAZIONE: L’URP FINISCE NEL RIPOSTIGLIO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">(C 28/2026) Non basta tradurre in inglese vecchi concetti per risolvere i problemi. La relazione con l’utenza si trasforma in &quot;customer care&quot;, l'utente diventa cliente e i problemi cronici di carenza di personale vengono magicamente risolti con la &quot;flessibilità&nbsp;&quot;.</p>
<p class="text-justify">Questa volta però la fantasia organizzativa si è spinta oltre, proponendo una figura inedita nella bozza di nuovo modello di servizio: il &quot;referente per l'utenza&quot;. Una duplicazione presentata come una novità.&nbsp;Riteniamo che questa proposta non solo complichi inutilmente la vita degli uffici territoriali, ma presenti anche evidenti forzature normative. La legge 150/2000 stabilisce infatti chiaramente che l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) debba essere il fulcro della comunicazione, dell'accoglienza, del monitoraggio della qualità e dell'ascolto del cittadino.</p>
<p class="text-justify">Con questa bozza, invece, si decide che l'accoglienza fisica e digitale e la gestione degli accessi debbano essere coordinati dal neonato &quot;referente per l'utenza&quot;. Al responsabile URP viene lasciato il solo compito di gestire i reclami e l'accesso agli atti. In pratica, l'URP viene trasformato in una scatola vuota, utile solo a raccogliere le proteste per gli eventuali disservizi generati da altri.</p>
<p class="text-justify">Non si può svuotare di senso un ufficio previsto per legge trasferendone i compiti a una figura funzionale creata ad hoc. La legge 150/2000 non è stata ancora abrogata e un regolamento interno dell'Istituto non può superarla. Si potrebbe configurare un demansionamento di fatto (in violazione del D. Lgs. 165/2001 e del contratto nazionale).&nbsp;Inoltre, si potrebbe determinare una “gerarchia ombra” tra funzionari della stessa qualifica all'interno delle sedi. Chi gestisce operativamente lo sportello (il referente) dovrà&nbsp;dialogare con chi analizza i reclami (l'URP). È la ricetta perfetta per generare conflitti quotidiani di competenza, rallentare il lavoro e aumentare lo stress dei colleghi allo sportello, che si troveranno a dover rispondere a due diverse &quot;teste&quot; coordinanti.</p>
<p class="text-justify">La decisione di attribuire all'URP anche la gestione delle relazioni istituzionali appare quantomeno singolare e sembra una pezza messa a coprire un pasticcio.</p>
<p class="text-justify">Infine, frammentare la relazione con l'utenza tra due figure distinte, pagando indennità per attività&nbsp;sovrapposte o parzialmente duplicate, ci pare uno spreco di risorse.</p>
<p class="text-justify"><strong><u>Per la USB il miglioramento dei servizi non passa attraverso la moltiplicazione dei ruoli con relativi conflitti di competenza. Se si vuole davvero far funzionare l'accoglienza, servono assunzioni stabili di personale per coprire i vuoti in organico, non nuovi coordinatori.</u></strong></p>
<p class="text-justify">Chiediamo quindi all'Amministrazione di:</p>
<p class="text-justify">-&nbsp; <em>eliminare la figura del &quot;referente per l'utenza&quot; e restituire all'URP la gestione unitaria dell'accoglienza, dei canali di accesso e del monitoraggio della qualità, come previsto dalla legge.</em></p>
<p class="text-justify"><em>-&nbsp; valorizzare il personale ex NBSS (Nucleo Base Servizi Standard) con l’assegnazione della responsabilità&nbsp;di una o più delle nuove macroattività dell'Agenzia Prestazioni, dove il lavoro non manca davvero.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:22:49 +0200</pubDate>
                        <title>Differenziali Stipendiali: censura sulle graduatorie</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/differenziali-stipendiali-censura-sulle-graduatorie-1024.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>DIFFERENZIALI STIPENDIALI:</strong></p>
<p class="text-center"><strong>CENSURA SULLE GRADUATORIE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">(C 30-2026) Dopo la secretazione delle pagelle, la scure della censura si abbatte anche sui differenziali stipendiali.</p>
<p class="text-justify">L’Amministrazione ha recentemente pubblicato le relative graduatorie, utilizzando esclusivamente codici identificativi numerici.</p>
<p class="text-justify"><strong>La scelta di secretare i nominativi cancella ogni principio di trasparenza. Impedisce infatti a ciascun lavoratore interessato di verificare la correttezza dei punteggi attribuiti ai colleghi e la loro posizione in graduatoria.</strong> Nessuna norma giustifica questo modo di agire. Le graduatorie interne, finalizzate all'attribuzione di benefici economici o progressioni, non possono essere oscurate. Il diritto alla trasparenza e alla verifica del corretto operato della pubblica amministrazione prevale su generiche tutele della riservatezza, almeno quando si tratta di procedure selettive interne. I partecipanti esclusi hanno il pieno diritto di sapere da chi, di quanto e per cosa sono stati superati. Non possiamo accettare che una procedura così importante per il futuro economico dei lavoratori venga gestita nell'ombra. Se l'Amministrazione non provvederà immediatamente a pubblicare la graduatoria in modo trasparente, riportando chiaramente i nomi e i cognomi di tutti i partecipanti, insieme ai relativi punteggi, valuteremo il passaggio alle vie legali. Invitiamo fin da ora tutti i lavoratori a tenersi pronti. Se l'Amministrazione non farà marcia indietro, attiveremo un'azione di protesta invitando ciascun dipendente interessato a presentare istanza di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/90. Risponderemo a questa mancanza di trasparenza sommergendo gli uffici con una mole enorme di richieste individuali, bloccando e ingolfando l'attività amministrativa fino a quando non verrà ripristinata la correttezza gestionale e il diritto all'informazione.</p>
<p class="text-justify"><em>Il recente volantino FLP, livorosa risposta - tipica di chi è toccato nel vivo - al nostro “Concorrenza sleale”, non merita ulteriori repliche ma solo una pernacchia.</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 19:17:55 +0200</pubDate>
                        <title>NOTA USB: Richiesta USB di modifica dell’ipotesi di riorganizzazione della relazione con l&#039;utenza.</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/nota-usb-richiesta-usb-di-modifica-dellipotesi-di-riorganizzazione-della-relazione-con-lutenza-1920.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right"><strong>Al presidente Inps&nbsp;avv. Gabriele Fava</strong></p>
<p class="text-right">Ai componenti del Consiglio di Amministrazione</p>
<p class="text-right"><strong>Alla Direttrice Generale&nbsp;dott.ssa Valeria Vittimberga</strong></p>
<p class="text-right">Alla Direttrice Centrale Risorse Umane&nbsp;dott.ssa Cristina Deidda</p>
<p class="text-right"><strong>Alla Direttrice Centrale Organizzazione&nbsp;dott.ssa Maria Grazia Sampietro</strong></p>
<p class="text-right">p.c.&nbsp;Alla Dirigente l’Ufficio Relazioni Sindacali&nbsp;dott.ssa Marilù Padula</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: <em>Richiesta USB di modifica dell’ipotesi di riorganizzazione della relazione con l'utenza.</em></p>
<p class="text-justify">La scrivente Organizzazione Sindacale non condivide l’ipotesi di nuovo modello di servizio – che pure ha molti elementi apprezzabili, a partire della reintroduzione del lavoro per processi – nella parte che prevede l’introduzione della figura del &quot;referente per l'utenza&quot;. Tale assetto presenta elementi di criticità organizzativa e possibili profili di illegittimità.</p>
<p class="text-justify">1.<strong> Svuotamento delle mansioni dell'URP: la sottrazione del coordinamento dello sportello e dei canali di contatto svuota di fatto il ruolo del responsabile URP, in violazione della Legge 150/2000, configurando eventualmente un demansionamento professionale ai sensi dell'art. 52 del D. Lgs. 165/2001.</strong></p>
<p class="text-justify">2. Conflitto di competenze: l'attribuzione di compiti di coordinamento operativo a un funzionario di pari livello (ex NBSS) potrebbe creare una “gerarchia di fatto” e permanenti conflitti di competenza tra posizioni organizzative dello stesso livello.</p>
<p class="text-justify">3. <strong>Disservizi per l'utenza e stress per i lavoratori: la frammentazione della gestione dell'accoglienza produrrà&nbsp;inevitabile caos organizzativo, con conseguenti danni per i cittadini e aumento dello stress da lavoro per il personale addetto agli sportelli.</strong></p>
<p class="text-justify">Pertanto, USB Inps chiede la rettifica della bozza in questione eliminando la parte relativa alla riorganizzazione della relazione con l'utenza, ripristinando le piene funzioni dell'URP e destinando il personale ex NBSS alla guida delle nuove macroattività produttive.</p>
<p class="text-justify">In attesa di riscontro, cordiali saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 19:16:44 +0200</pubDate>
                        <title>Concorrenza sleale nella pesca a strascico nel mare magnum del personale Inps</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/concorrenza-sleale-1917.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>CONCORRENZA SLEALE</strong></p>
<p class="text-justify">(C 29/2026) Al personale Inps, preso nella morsa tra l’ondata di caldo e i carichi di lavoro, è arrivato lunedì 22 giugno un simpatico diversivo: il volantino della FLP, involontariamente comico, i cui estensori se la prendono con uno studio legale non precisato, reo di tentare “accaparramento di clientela” per ricorsi legali in materia di differenziali 2024.</p>
<p class="text-justify">Non entriamo nel merito delle critiche rivolte all’ignoto studio legale, che potrebbero essere fondate. Balza però agli occhi che ciò che indispone l’organizzazione presunta sindacale sia la “concorrenza sleale” nella “pesca a strascico” nel mare magnum del personale Inps. Dalle assicurazioni alle convenzioni con le università, fino agli sconti mirabolanti per corsi di preparazione riservati ai propri iscritti (e che peraltro un altro sindacato bolla come millantati), poche sono le “categorie merceologiche” non trattate dalla FLP.</p>
<p class="text-justify">Prona alla controparte e sempre pronta alla firma di accordi al ribasso, anche sul numero dei differenziali, intorbida poi le acque proponendo azioni legali spesso surreali, come quelle in concorrenza con il più volte citato studio legale. E in contraddizione con l’accordo anche da loro sottoscritto.</p>
<p class="text-justify"><strong>Sempre un passo avanti, dicono loro, ma meglio non precisare la destinazione. Manca solo la pubblicità di una batteria di pentole!</strong></p>
<p class="text-justify">In chiusura di questo volantino, ci viene un pensiero cattivo. E se tutto il polverone sollevato, con il comunicato già citato e con quello delirante sull’informatica, non fosse frutto di mera cialtroneria ma avesse la funzione di cortina fumogena per distrarre l’attenzione da altro? <strong>Se ci fosse qualcosa che brucia, in tutto questo fumo?</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://inps.usb.it/fileadmin/user_upload/Concorrenza_sleale_nella_pesca_a_strascico_nel_mare_magnum_del_personale_Inps_2026-06-24_19-33-27.png" length="102092" type="image/png"/>
                        	
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                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 14:05:20 +0200</pubDate>
                        <title>Inps, fondo credito e welfare dei dipendenti pubblici. Nostri i soldi, loro le decisioni di come spenderli</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/inps-fondo-credito-e-welfare-dei-dipendenti-pubblici-nostri-i-soldi-loro-le-decisioni-di-come-spenderli-1412-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 maggio, presso la direzione generale dell’Inps in via Ciro il Grande si è tenuto un incontro convocato dal CIV dell’INPS (il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto), sulla situazione relativa al Fondo Credito e Welfare finanziato con i contributi di tutti i dipendenti pubblici e dei pensionati ex dipendenti, gestito autonomamente dalla Direzione centrale Credito, welfare e Strutture sociali dell’INPS.</p>
<p>Ricordiamo che i dipendenti pubblici versano <strong>in forma obbligatoria</strong> un contributo pari allo 0,35% della loro retribuzione, mentre i pensionati versano in forma volontaria un contributo pari allo 0,15% del trattamento pensionistico.</p>
<p>L’incontro, oltre ad offrire un resoconto sulla situazione finanziaria del Fondo di circa 490 milioni di euro l’anno oltre una media di 90 milioni derivanti dagli interessi di prestiti e mutui, ha avuto un carattere interlocutorio in vista della predisposizione da parte del CIV di una specifica delibera in merito alla gestione del Fondo Credito.</p>
<p>Il problema principale del Fondo è sempre stato uno: <strong>chi decide come utilizzare i soldi dei dipendenti pubblici accantonati attraverso la trattenuta in busta paga? Com’è possibile che i dipendenti pubblici non possono avere parola sull’uso delle loro risorse e decida l’Inps in modo del tutto autonomo? </strong></p>
<p>Un problema che la USB, ma già la RdB, aveva denunciato fin dallo scippo di 4,5 miliardi di euro nel 2003, con la cartolarizzazione dei crediti messa in atto al tempo dal ministro dell’economia On. Tremonti e che la USB ha ricordato durante la riunione.</p>
<p>Oggi il patrimonio netto del Fondo, si aggira intorno ai 10 miliardi e tuttavia <strong>gran parte delle risorse non sono destinate a soddisfare la richiesta di interventi avanzate dai dipendenti pubblici</strong> e dai pensionati, mentre l’utilizzo si ferma all’80% delle disponibilità annuali.</p>
<p>In un momento in cui i nostri salari perdono potere d’acquisto a causa dell’inflazione e dei contratti di categoria inadeguati, <strong>bisognerebbe aumentare la dotazione finanziaria per welfare e accesso al credito</strong>. Invece si sceglie di patrimonializzare il Fondo penalizzando i dipendenti pubblici che alimentano il Fondo stesso.</p>
<p>Nel nostro intervento abbiamo sottolineato anche l’importanza ed il valore, per centinaia di milioni, del patrimonio immobiliare del Fondo, le cosiddette strutture sociali, che giace inutilizzato e che rischia di cadere definitivamente in rovina. Abbiamo anche ricordato la nostra proposta di destinare una quota parte delle risorse per sostenere i neoassunti, costretti a rinunciare all’incarico dopo aver vinto il concorso, a causa dell’elevatissimo importo degli affitti, soprattutto nei grandi centri urbani.</p>
<p>Accogliamo con grande favore la proposta avanzata dal presidente del CIV Dott. Ghiselli per la costituzione di un “Comitato di gestione” che dovrebbe vedere la presenza delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti pubblici e pensionati, oggi non coinvolte nelle decisioni. Nel frattempo, chiediamo di programmare una serie di incontri con le strutture dell’INPS, sia per fornire i report sulle risorse sia per l’assunzione preventiva delle decisioni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma 13 maggio 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Pubblico Impiego</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:56:57 +0200</pubDate>
                        <title>A Palazzo Wedekind l’INPS fa propaganda alla falsa meritocrazia</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/a-palazzo-wedekind-linps-fa-propaganda-alla-falsa-meritocrazia-1458.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB dice no alla “meritocrazia” così come si vorrebbe imporla&nbsp;oggi&nbsp;nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Mentre il Ministro Paolo Zangrillo continua a ripetere la litania del “premiare i più bravi”, la realtà è che si sta costruendo un sistema opaco, discrezionale e profondamente ingiusto.</p>
<p>Il convegno organizzato dall’INPS a Palazzo Wedekind, insieme al Forum della Meritocrazia, è per USB un fatto gravissimo.</p>
<p>Altro che confronto “di alto profilo”: si è trattato dell’ennesima passerella per tentare di legittimare un modello già deciso, senza alcun coinvolgimento reale dei lavoratori.</p>
<p>Di alto profilo ci sono solo le retribuzioni ingiustificatamente troppo elevate dei relatori, tutti zelanti nel voler tagliare salari che valgono meno di un quarto dei loro.</p>
<p>Sul palco si sono alternati parte dei vertici dell’Istituto e alcuni sostenitori di questa visione: dal Presidente Gabriele Fava al Direttore centrale Comunicazione Diego De Felice, fino alla Direttrice centrale Pianificazione e Controllo di Gestione Rosanna Casella.<br /> Accanto a loro esponenti del Forum della Meritocrazia come Marco Guazzoni e Maria Cristina Origlia, insieme al Presidente ARAN Antonio Naddeo e ai rappresentanti delle alte professionalità.</p>
<p>Un coro unanime. Un’unica direzione. Nessuna voce critica.</p>
<p>L’INPS&nbsp;si candida così a fare da apripista&nbsp;politico per le politiche del Ministro Zangrillo.<br /> La prima amministrazione che si mette in vetrina per dimostrare fedeltà a una linea che nulla ha a che vedere con la realtà del lavoro pubblico.</p>
<p>Si parla di “indicatori oggettivi”, di “misurazione dell’impatto”, di “strategia di sistema”.<br /> Ma si evita accuratamente di affrontare il punto centrale:&nbsp;<u>NON ESISTE un sistema trasparente ed equo per valutare il lavoro nella PA.</u></p>
<p>Chi decide chi è “meritevole”? La risposta è semplice: LA DIRIGENZA. In totale discrezionalità, camuffata da regole opache.</p>
<p>Questa non è meritocrazia.<br /> È arbitrio.</p>
<p><u>La Pubblica Amministrazione non è un’azienda privata. Non produce profitto ma servizi pubblici e coesione sociale. Non vive di competizione interna, ma di cooperazione tra lavoratori.</u></p>
<p><u>Importare modelli aziendalistici significa solo una cosa:&nbsp;dividere i lavoratori e tagliare salari già troppo bassi.</u></p>
<p>All’INPS tutto questo è ancora più inaccettabile. Esiste già un sistema di valutazione&nbsp;che fa acqua da tutte le parti&nbsp;e che i lavoratori percepiscono come&nbsp;opaco e scollegato dalla realtà operativa. Le condizioni di lavoro sono segnate da&nbsp;carichi crescenti e organici insufficienti.</p>
<p>E in questo contesto disastrato si ha la sfacciataggine di voler proporre un rafforzamento ulteriore della discrezionalità e di legare il salario a meccanismi opachi.</p>
<p>USB lo ribadisce con forza:</p><ul> 	<li><u>nessun lavoratore deve perdere neanche un centesimo</u></li> 	<li><u>la retribuzione non può diventare uno strumento di competizione interna</u></li> 	<li><u>il merito non può essere deciso dall’alto senza criteri verificabili e condivisi</u></li> </ul><p>Se davvero si vuole valorizzare il lavoro pubblico, servono:</p><ul> 	<li>finanziamenti massicci e aggiuntivi</li> 	<li>aumenti salariali per tutti</li> 	<li>regole chiare, trasparenti e negoziate</li> </ul><p>Senza questo, la cosiddetta meritocrazia è solo una copertura ideologica.&nbsp;Serve a togliere a molti per dare a pochi. Serve a dividere invece di unire. Serve a scaricare sui lavoratori le responsabilità di un sistema che non funziona.</p>
<p>Per USB, da Palazzo Wedekind è partito un segnale politico preciso e pericoloso,&nbsp;un’anticipazione di ciò che si vuole imporre nei luoghi di lavoro.</p>
<p><u>NON CI STIAMO</u></p>
<p>Chi&nbsp;oggi&nbsp;si presta a questa operazione deve sapere che si assume una responsabilità chiara, di cui sarà chiamato a rispondere. La risposta della USB e dei lavoratori sarà generale e determinata.</p>
<p>Non permetteremo che il “merito” diventi il nuovo strumento per togliere anche un centesimo dalle tasche dei lavoratori.<br /> Non permetteremo che si giochi sulla pelle dei lavoratori per fare propaganda politica.</p>
<p>Roma,&nbsp;29 aprile 2026&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;USB INPS PI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155413</guid>
                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:55:48 +0200</pubDate>
                        <title>IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA L’ETERNO PELLEGRINAGGIO DEL DIPENDENTE INPS</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il viandante sul mare di nebbia è il titolo del magnifico dipinto di Caspar David Friedrich. Le suggestioni di questo capolavoro dell’arte romantica ci sono parse perfette per descrivere lo stato d’animo dei dipendenti Inps di fronte all’incertezza del futuro, che mai come adesso appare nebuloso.</p>
<p>Un fantasma si aggira da decenni per le sedi dell’Istituto: quello della prossima riorganizzazione. L’infestazione dei corridoi da parte dell’ectoplasma è di fatto permanente: non si fa infatti in tempo a capire qualcosa di una riorganizzazione che subito partono le “chiacchiere di corridoio” (o “rumours”, come direbbero i nostri anglofili superiori) per quella seguente. A volte il personale viene deliziato anche con intermezzi di intrattenimento quale il famigerato e disastroso “reassessment” - che definimmo all’epoca una “corazzata Potemkin” nell’accezione “fantozziana” - i danni prodotti dal quale sono stati limitati solo grazie ad una sua applicazione in larga parte rimasta sulla carta, tanto era evidente la sua illogicità e inadeguatezza.</p>
<p>Ci troviamo adesso, nuovamente, nella fase di lenta messa in moto di un cambiamento. L’Amministrazione ha infatti presentato un documento sul nuovo modello di servizio dell’Istituto. Il testo, come da tradizione aziendale, è in larga parte fumoso e pieno di paroloni, oltre che del solito profluvio di termini inglesi dei quali non siamo certi che gli stessi estensori abbiano piena comprensione e capacità di pronuncia (l’onboarding e il reskilling end-to-end dei malcapitati sottoposti non sono certo un gioco da ragazzi).</p>
<p><u>Una cosa si capisce chiaramente, al netto delle chiacchiere di contorno: l’Inps finalmente si ravvede rispetto alla sciagurata scelta di frammentare i processi di lavoro (risalente alla gestione Mastrapasqua) e con almeno dieci anni di ritardo inverte finalmente la direzione. Su questo punto il nostro consenso non può che essere pieno, dato che è sempre stato centrale nelle nostre piattaforme rivendicative.</u>&nbsp;La ricostruzione dei processi di lavoro non sarà però semplice né indolore, soprattutto per la perdita di professionalità dovuta a scelte sbagliate passate e ai tanti pensionamenti mal gestiti.</p>
<p>Da questi sviluppi della situazione trova conferma e forza un’altra nostra rivendicazione:&nbsp;<u>l’organizzazione del lavoro e degli uffici deve tornare ad essere materia di contrattazione a tutti i livelli.</u>&nbsp;Lasciarla nelle sole mani della dirigenza ha portato e continua a portare effetti nefasti per i lavoratori.</p>
<p>Altrettanto importante è il tema della democrazia sindacale:&nbsp;<u>tutte le organizzazioni sindacali rappresentative devono essere titolari della contrattazione integrativa, anche se non sottoscrivono indecenti contratti collettivi nazionali di comparto.</u>&nbsp;All’Inps i lavoratori stanno pagando pesantemente gli effetti della norma contrattuale antidemocratica vigente: le stesse organizzazioni, presunte sindacali, responsabili dello scempio salariale del CCNL 2022-24 (che cercano&nbsp;oggi&nbsp;maldestramente di far dimenticare pubblicizzando la finta settimana corta che nessuno vuole) sono state lasciate libere di condurre una trattativa al ribasso per l’integrativo Inps 2025, che ha ipotecato in negativo le possibilità di carriera di buona parte del personale. Ora si apprestano ad un nuovo accordo insoddisfacente per il CCNL 2025-27 e vorrebbero continuare a godere di ingiusti vantaggi nelle amministrazioni come premio per la loro incapacità e subordinazione al governo. Non riuscendo ad ottenere alcun risultato positivo per loro iniziativa, rivendicano continuamente la presenza al tavolo come se fosse un valore in sé. Non sarà però tanto facile darla a bere a chi è stato escluso dai differenziali e che ora tocca con mano gli effetti collaterali della loro presenza.</p>
<p>Intanto, nelle sedi&nbsp;<u>il personale diminuisce e i carichi di lavoro aumentano. Pressioni continue e richieste inaccettabili – come quella di lavorare gratis fuori dall’orario – sono sempre più diffuse. L’autoritarismo dilaga, supportato dalla minaccia delle pagelle</u>. Gli impegni a rivedere il sistema di valutazione, anche dopo la grande manifestazione USB in direzione generale, non hanno ad&nbsp;oggi&nbsp;avuto riscontro concreto.</p>
<p>Il “Metaprocesso” viene presentato dall’Amministrazione come la possibile soluzione di molti dei mali dell’Inps. L’idea di spostare i carichi di lavoro e non più le persone – facilitando anche la mobilità interna – può essere valida e va presa, insieme ad altri strumenti, in seria considerazione ma al momento troppi aspetti del modello presentato sono generici e soprattutto non sono chiari i possibili risvolti negativi sulla produttività e sulla relazione con l’utenza. La sperimentazione è stata condotta senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali e lo sbandierato esito positivo della stessa è per noi tutto da verificare.</p>
<p>I pensionamenti proseguono a ritmo incessante mentre i concorsi e le selezioni interne arrancano. Quello per avvocati è affondato nelle sabbie mobile di via Ciro il Grande, il bando per funzionari amministrativi è ancora una chimera. L’ipotesi, fatta dall’Amministrazione nel piano dei fabbisogni, di quasi pieno organico a fine anno appare un’utopia se non un’aperta presa in giro. Per ora si continua a lavorare sempre in meno a ritmo sempre più pesante. I salari valgono sempre meno mentre il governo destina sempre più risorse alle spese militari, con il supporto dei sindacati collaborazionisti. Le promesse e le vanterie del presidente Fava relative allo sblocco del fondo incentivante Inps si sono rivelate aria fritta. Evidentemente la sua relazione con il ministro Giorgetti è meno privilegiata di quella dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, dove lo sblocco è stato autorizzato. Il Consiglio di Amministrazione nel suo complesso risulta non pervenuto per tutto ciò che riguarda il benessere del personale.</p>
<p><u>Mai come ora il futuro dei lavoratori dell’Inps è apparso incerto e immerso nella nebbia. Mai come ora è necessario trovare una direzione, che non può che essere quella di un’alternativa sindacale vera e conflittuale, capace di ridare dignità e forza alle rivendicazioni e a ricostruire un’idea di futuro.</u></p>
<p>&quot;Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri&quot; (Antonio Gramsci)</p>
<p>&nbsp;USB Pubblico Impiego Inps</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155080</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:07:00 +0100</pubDate>
                        <title>NO alle pagelline, il video dell&#039;iniziativa e le proposte di USB</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><p class="text-center"><strong></p><iframe allow=";" allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/L5DVpCYraQs" width="640"></iframe><p></strong></p></p>
<p class="text-center"><strong>NO ALLE PAGELLINE</strong></p>
<p class="text-center"><strong>IL VIDEO DELL’INIZIATIVA E LE PROPOSTE USB</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p>(C 16-2026) La grande manifestazione contro le pagelle - di cui vi proponiamo un video al link qui sopra - organizzata da USB Inps in direzione generale il 5 marzo 2026, ha confermato quanto il tema sia sentito dai dipendenti e come sia solo la nostra organizzazione a poterne rappresentare le istanze in un modo diverso dalle chiacchiere.</p>
<p>Il sistema di valutazione individuale incide sempre di più, e sempre più in negativo, sulla vita lavorativa dei dipendenti.</p>
<p>Le cosiddette pagelline non determinano solo il TEPI, ma influenzano differenziali stipendiali, progressioni verticali, incarichi e opportunità di carriera.</p>
<p>Il continuo allargamento degli ambiti di applicazione rende ancora più evidenti e inaccettabili le criticità del modello attuale, caratterizzato da eccessiva discrezionalità e scarsa uniformità nelle valutazioni. La grande manifestazione organizzata da USB Inps presso la Direzione Generale rilancia la lotta del personale contro questo strumento di gestione del potere con connotazione intimidatoria, ricattatoria e ritorsiva.</p>
<p><strong>LE PRINCIPALI CRITICITÀ</strong></p>
<p><em>• Eccessivo potere dei direttori di sede.</em></p>
<p>La valutazione finale dei lavoratori è a totale discrezione dei direttori, senza limiti al ribasso, con il rischio concreto di creare forti differenze tra sedi e territori, oltre a casi di abuso e prevaricazione sui singoli.</p>
<p><em>• Influenza dei responsabili e dei titolari di Posizione Organizzativa.</em></p>
<p>Nella pratica quotidiana sono spesso responsabili e titolari di P.O. a fornire indicazioni al direttore sulla valutazione da attribuire ai lavoratori.</p>
<p>Questo crea una evidente contraddizione: i titolari di posizione organizzativa sono infatti funzionari come gli altri lavoratori valutati e di conseguenza controinteressati per i differenziali stipendiali e i percorsi di crescita professionale. Potrebbero quindi influenzare a proprio vantaggio le valutazioni. Ciò non significa, ovviamente, che tutti e neppure molti lo facciano. La sola potenzialità è però un evidente conflitto -involontario – di interessi.</p>
<p><em>• Rischio di valutazioni non omogenee su base territoriale.</em></p>
<p>Le valutazioni individuali possono dipendere più dalle dinamiche interne alle singole sedi, o alle singole direzioni centrali in DG, che da criteri oggettivi e uniformi.</p>
<p>Questo problema è ancora più grave se si considera che i differenziali stipendiali vengono poi assegnati tramite graduatorie nazionali.</p>
<p>Se la graduatoria è nazionale, le valutazioni devono essere necessariamente armonizzate tra territori. Altrimenti si creano evidenti iniquità tra lavoratori di regioni diverse.</p>
<p><em>° Mancanza di trasparenza.</em></p>
<p>Ognuno vede solo la propria valutazione e tutte le altre sono secretate, con la scusa della riservatezza che sulla materia di lavoro non ha motivo per esistere. Per quanto detto sopra sul sistema delle graduatorie nazionali, la secretazione è inaccettabile.</p>
<p><em>° Ritardi inaccettabili che rendono evidente l’intento intimidatorio e repressivo dello strumento pagelle e screditano come menzogna ogni affermazione che vorrebbe dipingerle come strumento di crescita professionale e valorizzazione delle persone.</em></p>
<p><strong>LE NOSTRE PROPOSTE</strong></p>
<p><em>Trasparenza delle valutazioni.</em></p>
<p>Ogni lavoratore, proprio in quanto potenziale controinteressato, deve poter consultare la valutazione di tutti gli altri, su base nazionale.</p>
<p><em>Tempestività delle valutazioni, in particolare di quella intermedia.</em></p>
<p>Proponiamo la seguente tempistica:</p><ol> 	<li>• entro il mese di giugno dell’anno di riferimento la provvisoria;</li> 	<li>• entro il mese di febbraio dell’anno successivo la definitiva.</li> </ol><p>Questo consentirebbe ai lavoratori di conoscere per tempo la situazione ed evitare che eventuali criticità emergano soltanto al momento della valutazione finale.</p>
<p><em>Tutela contro valutazioni negative e percorso di miglioramento</em></p>
<p>Nel caso in cui il valutatore intenda attribuire uno o più punteggi intermedi inferiori a una soglia prestabilita, deve essere previsto:</p><ol> 	<li>• notifica scritta entro il 30 giugno e un confronto diretto con il lavoratore, nei quali vengano spiegate in modo chiaro le contestazioni;</li> 	<li>• l’individuazione di un percorso di miglioramento e recupero, con indicazioni operative e strumenti utili per colmare le carenze evidenziate;</li> </ol><p><em>Armonizzazione su base regionale e nazionale delle valutazioni.</em></p>
<p>Proponiamo un sistema articolato su tre livelli:</p><ol> 	<li>• il direttore di sede formula una proposta di valutazione per i lavoratori della struttura;</li> 	<li>• una commissione regionale esamina e armonizza le valutazioni dei lavoratori della regione, evitando disparità tra sedi;</li> 	<li>• una commissione nazionale effettua la verifica finale, garantendo l’armonizzazione delle valutazioni tra le diverse regioni.</li> </ol><p>In questo modo:</p><ul> 	<li>• il direttore propone la valutazione;</li> 	<li>• la Commissione regionale la esamina e la armonizza a livello territoriale;</li> 	<li>• la Commissione nazionale garantisce uniformità a livello nazionale, in coerenza con le graduatorie dei differenziali stipendiali che sono nazionali. La DG e le DR, articolata in varie DC, devono ovviamente essere considerate e trattate al pari dei territori.</li> </ul><p><em>Introduzione di un “correttivo” nazionale delle valutazioni e scarto di quelle individuali troppo eccentriche.</em></p>
<p>Per evitare eccessivi squilibri tra territori proponiamo che il sistema tenga conto di una media nazionale delle valutazioni, riferita anche all’anno precedente, così da garantire maggiore equilibrio tra regioni e sedi, impedendo che in alcune realtà si assegnino punteggi sistematicamente più alti o più bassi rispetto ad altre.</p>
<p>Inoltre, i valori che si discostino in negativo dalla media generale oltre un valore definito, dovranno essere scartate e ricondotte al suddetto valore.</p>
<p><strong><u>Ribadiamo che USB Pubblico Impiego è totalmente contraria alla presenza di qualunque sistema di valutazione individuale nella pubblica amministrazione.</u></strong> Proponiamo comunque le modifiche sopra descritte per ridurre la discrezionalità del modello attualmente in vigore, per renderlo – nei limiti del possibile - più equilibrato, trasparente e uniforme.</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155040</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 19:04:02 +0100</pubDate>
                        <title>Selezioni INPS: tempi biblici e trasparenza optional</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/selezioni-inps-tempi-biblici-e-trasparenza-optional-1904.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>SELEZIONI INPS</strong></p>
<p class="text-center"><strong>TEMPI BIBLICI E TRASPARENZA OPTIONAL</strong></p>
<p class="text-justify">(C 15-2026) Negli ultimi mesi l’Inps continua a farsi notare, oltre che per i già ben noti tempi lunghissimi, per la scarsa trasparenza nelle proprie selezioni. Dopo la procedura interna per capo progetto informatico e quella per il cambio di profilo verso quello informatico, sulle cui opacità ci siamo già soffermati, ora la vicenda della procedura comparativa per tredici posti di dirigente di seconda fascia diventa emblematica: viene pubblicata una graduatoria e alcuni giorni dopo viene rifatta a causa di errori nella valutazione del punteggio da attribuire ai titoli di studio.</p>
<p class="text-justify"><em>Il risultato? Candidati retrocessi senza alcuna spiegazione, frustrazione e malcontento diffuso.</em></p>
<p class="text-justify">Prima di modificare la graduatoria sarebbe stato fondamentale avvisare i candidati, tramite un messaggio Hermes, spiegando che - a causa di errori nella valutazione dei titoli - la graduatoria sarebbe stata rettificata. Non averlo fatto non è solo una mancanza di trasparenza, ma anche segno di una gestione superficiale e irrispettosa. Ora è inevitabile che si aprano numerosi ricorsi da parte di chi si è visto superare o comunque penalizzato senza motivo apparente.</p>
<p class="text-justify"><strong>A ciò si aggiunga che la graduatoria riporta dei codici indecifrabili al posto dei candidati, aggiungendo ulteriore opacità e aggravando il clima di sfiducia.</strong></p>
<p class="text-justify">È evidente che l’Ente non sia più in grado di gestire neanche un concorso senza generare caos e malcontento. La mancanza di rispetto e correttezza verso i candidati non può più essere tollerata.</p>
<p class="text-justify"><strong><em>Serve un cambio di passo immediato: procedure trasparenti, comunicazioni tempestive, graduatorie affidabili. E tempi certi per le varie procedure in corso – come quelle per i differenziali stipendiali, per la stabilizzazione dei comandati e concorsi vari - delle quali si sono perse le tracce.</em></strong></p>
<p class="text-justify">Solo così l’INPS potrà ristabilire fiducia e rispetto con il proprio personale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Basta discrezionalità, basta improvvisazione: la trasparenza non è un optional, è un obbligo.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154981</guid>
                        <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:49:50 +0100</pubDate>
                        <title>Coordinamento Nazionale INPS di FRASCATI del 6 e 7 marzo: nuovo slancio all&#039;azione sindacale.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/a-1451.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>I temi contenuti nel comunicato del coordinamento nazionale USB INPS:</p>
<p><strong>• Rinnovo del CCNL 2025–2027</strong><br /> ➤ Insufficienza delle risorse per gli aumenti salariali<br /> ➤ Richieste sindacali (aumenti reali ➤ quattordicesima ➤ revisione indennità)<br /> ➤ Democrazia sindacale (modifica art. 7)</p>
<p><br /> <strong>• Prospettive del CCNI 2026</strong><br /> ➤ Criticità dell’accordo 2025<br /> ➤ Stabilizzazione del salario accessorio<br /> ➤ Revisione dei criteri per i differenziali stipendiali e progressioni<br /> ➤ Tutela dei lavoratori nei trasferimenti</p>
<p><br /> <strong>• Sistema di valutazione (“Pagelline”)</strong><br /> ➤ Critiche al sistema di valutazione<br /> ➤ Effetti su incentivi economici</p>
<p>➤ progressioni di carriera</p>
<p><br /> <strong>• Assunzioni e organizzazione del lavoro</strong><br /> ➤ Necessità di rafforzare la pianta organica<br /> ➤ Possibile riorganizzazione delle attività degli uffici</p>
<p><br /> <strong>• Intelligenza artificiale e impatto sul lavoro pubblico</strong></p>
<p>➤ Effetti sull’occupazione e sull’organizzazione del lavoro<br /> ➤ Proposta di riduzione dell’orario di lavoro</p>
<p><br /> <strong>• Tutele e diritti dei lavoratori</strong><br /> ➤ Protezione dell’immagine professionale</p>
<p>➤ utilizzo degli strumenti digital</p>
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<p>COORDINAMENTO NAZIONALE USB INPS</p>
<p><strong>Contratto, valutazione e salari: le priorità della USB</strong></p>
<p>Nel corso dell’ultimo Coordinamento Nazionale, svoltosi il 6 e 7 marzo a Frascati, si è tenuto un ampio e partecipato confronto tra tutti i coordinatori regionali USB sui principali temi che riguardano il lavoro pubblico, le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e le prospettive future dell’INPS. Dal dibattito è emersa con forza la necessità di rilanciare l’azione sindacale su alcuni nodi fondamentali che incidono direttamente sui diritti, sui salari e sull’organizzazione del lavoro.</p>
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<p><strong>CCNL 2025–2027 – RINNOVO DEL CONTRATTO -</strong><br /> Tra i temi centrali della discussione vi è stato il rinnovo del CCNL 2025–2027. I delegati hanno evidenziato come le risorse stanziate dal Governo per il rinnovo contrattuale risultino del tutto insufficienti a garantire aumenti salariali adeguati all’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni. Il Coordinamento ribadisce la necessità di un contratto che riconosca concretamente il valore del lavoro pubblico attraverso:<br /> • aumenti salariali reali;<br /> • il superamento dei tetti che limitano la valorizzazione economica dei lavoratori;<br /> • l’introduzione della quattordicesima;<br /> • una revisione dei meccanismi di attribuzione delle indennità e degli incarichi basata su criteri oggettivi e trasparenti.<br /> È stata inoltre ribadita l’importanza di rafforzare la democrazia sindacale, a partire dalla modifica dell’articolo 7, affinché nessuna organizzazione sindacale — anche qualora non firmi il contratto — possa essere esclusa dalla contrattazione, dal confronto e dall’informativa, al fine di garantire una maggiore partecipazione dei lavoratori alle scelte che li riguardano.</p>
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<p><strong>PROSPETTIVE CCNI 2026</strong><br /> Particolare attenzione è stata dedicata al CCNI 2026. I delegati hanno evidenziato come l’accordo del 2025, firmato esclusivamente dalla CISL, abbia prodotto effetti limitati in termini di differenziali stipendiali e introdotto requisiti che rischiano di restringere ulteriormente l’accesso alle progressioni economiche. In riferimento anche alle recenti prese di posizione di Paolo Zangrillo sul disegno di legge riguardante il merito, USB ribadisce con forza che uno degli obiettivi centrali dovrà essere la stabilizzazione di una parte consistente del salario accessorio, trasformandolo in salario fisso e continuativo. Solo in questo modo sarà possibile sottrarre queste risorse a logiche discrezionali e a pratiche di gestione opache, restituendo ai lavoratori diritti e salario certo.<br /> Si pone quindi l’esigenza di:<br /> • rivedere i criteri di accesso ai differenziali stipendiali;<br /> • garantire percorsi di progressione equi e accessibili a tutti i lavoratori;<br /> • salvaguardare chi non ha ancora beneficiato di passaggi economici, affinché ogni lavoratore possa ottenere una progressione in tempi congrui;<br /> • finanziare le posizioni organizzative con fondi dell’amministrazione, recuperando così risorse da destinare a un maggior numero di differenziali stipendiali o agli incentivi;<br /> • tutelare i lavoratori che hanno serie esigenze di trasferimento, sia in assegnazione provvisoria sia, nei casi più significativi, in forma definitiva.</p>
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<p><strong>PAGELLINE</strong><br /> Uno dei temi più critici emersi dal Coordinamento riguarda il sistema di valutazione individuale. Grande soddisfazione è stata espressa dai delegati per l’importante assemblea del 5 marzo, alla quale hanno partecipato lavoratori provenienti da tutta Italia: una giornata di mobilitazione che solo USB è stata in grado di organizzare e che ha aperto nuove prospettive, spingendo il Direttore Generale ad assumere un impegno contro il sistema delle cosiddette “pagelline”.<br /> In previsione del futuro decreto Zangrillo, il sistema rischia di accentuare ulteriormente le differenziazioni: solo il 30% dei dipendenti potrà ottenere una valutazione eccellente e, all’interno di questa percentuale, soltanto il 20% potrà accedere al punteggio massimo.<br /> Questo meccanismo è strettamente collegato sia agli incentivi economici sia alle future progressioni di carriera, comprese le progressioni orizzontali e i differenziali stipendiali. I delegati hanno denunciato il rischio che si ampli ulteriormente la forbice tra lavoratori, trasformando la valutazione in uno strumento di competizione interna anziché di valorizzazione collettiva del lavoro svolto.</p>
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<p><strong>ASSUNZIONI E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO</strong><br /> I delegati hanno evidenziato la necessità di rafforzare la pianta organica attraverso nuove assunzioni, anche alla luce dei carichi di lavoro crescenti e della continua evoluzione dei servizi.<br /> È stata inoltre sottolineata l’importanza di una riorganizzazione del lavoro e degli uffici, che potrebbe prevedere anche accorpamenti di alcune attività e prodotti, al fine di migliorare l’efficienza dei servizi e le condizioni di lavoro.</p>
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<p><strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE</strong><br /> Grande attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra lavoro pubblico e intelligenza artificiale. L’introduzione di nuove tecnologie rappresenta una trasformazione profonda che potrebbe avere ricadute significative anche sulle assunzioni e sull’organizzazione del lavoro, in particolare all’interno dell’INPS.<br /> Il Coordinamento ritiene fondamentale governare questo processo affinché l’innovazione tecnologica non si traduca in una riduzione dei diritti o dei livelli occupazionali, ma possa invece contribuire a migliorare i servizi e la qualità del lavoro. In questa prospettiva si inserisce anche la riproposizione della richiesta di riduzione dell’orario di lavoro, collegata proprio all’aumento della produttività derivante dall’utilizzo delle nuove tecnologie.</p>
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<p><strong>TUTELE E DIRITTI DEI LAVORATORI</strong><br /> È stata inoltre avanzata la richiesta di rafforzare le tutele per i lavoratori anche in relazione all’utilizzo degli strumenti digitali, come nel caso dello sportello web, dove è stata sollecitata una maggiore protezione dell’immagine e dell’identità professionale dei dipendenti.</p>
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<p><strong>IL CONTESTO INTERNAZIONALE E LE RICADUTE SUL LAVORO</strong><br /> Il Coordinamento ha infine espresso forte preoccupazione per il contesto internazionale, segnato dall’escalation militare e dalla guerra in Iran intrapresa dagli Stati Uniti. Le conseguenze dei conflitti non si limitano al piano geopolitico, ma producono effetti economici e sociali che ricadono direttamente sul mondo del lavoro, alimentando l’inflazione, riducendo le risorse per il welfare e comprimendo ulteriormente i salari.<br /> Per questo motivo il Coordinamento rilancia con forza una parola d’ordine chiara: abbassiamo le armi e alziamo i salari. Le risorse pubbliche devono essere destinate alla pace, ai servizi pubblici, alla valorizzazione del lavoro e alla tutela dei diritti sociali.</p>
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<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br /> <em>Il Coordinamento Nazionale ha ribadito la necessità di rafforzare l’iniziativa sindacale su tutti questi fronti, promuovendo partecipazione, informazione e mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile ottenere contratti più giusti, salari dignitosi e un’organizzazione del lavoro che valorizzi davvero il ruolo del servizio pubblico.</em></p>
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<p>Roma, marzo 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Coordinamento Nazionale USB INPS PI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 22:53:11 +0100</pubDate>
                        <title>sito internet irraggiungibile</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>SITO INTERNET IRRAGGIUNGIBILE</strong></p>
<p class="text-justify">Oggi da poco prima delle 16 il sito internet del nostro Istituto è risultato non raggiungibile per almeno un'ora, creando un danno, oltre che all'utenza, anche all'immagine reputazionale dell'Inps, che è uno dei pilastri della Pubblica Amministrazione e uno degli Enti che investe maggiormente nell'informatica.</p>
<p class="text-justify"><strong>Cogliamo l'occasione per ringraziare i colleghi della DCTII delle varie aree coinvolte che si sono subito attivati per un veloce ripristino della situazione, ma come organizzazione sindacale non possiamo che farci delle domande sulle scelte strategiche fatte dall’amministrazione, che inseguendo la tecnologia e l'innovazione rischia di perdere per la strada il funzionamento corrente</strong>: le procedure che funzionano a singhiozzo ne sono la prova ed ora lo è anche il sito internet. Peccato che la scelta strategica di ospitare il portale Internet su una infrastruttura esterna (con relativi costi per l'Inps) fu fatta proprio con la motivazione che così non si sarebbe mai presentato il problema della non raggiungibilità ... sarebbe davvero un'innovazione che qualcuno desse spiegazioni chiare di quello che succede nell'Ente, <strong>sempre più votato alle &quot;copertine&quot; che alla copertura del servizio.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154972</guid>
                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 22:44:02 +0100</pubDate>
                        <title>All&#039;assemblea USB, le lavoratrici e i lavoratori dicono NO alle pagelline</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/allassemblea-usb-le-lavoratrici-e-i-lavoratori-dicono-no-alle-pagelline-2246.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>UNITI VINCIAMO, DIVISI CI (S)VALUTANO</strong></p>
<p class="text-center"><strong>ALL'ASSEMBLEA USB, LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI&nbsp; </strong></p>
<p class="text-center"><strong>DICONO NO ALLE </strong><strong>PAGELLINE</strong></p>
<p class="text-justify">(C 13-2026)&nbsp;Giovedì 5 marzo si è svolta in direzione generale una partecipatissima assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori INPS per contestare il sistema di valutazione individuale, uno strumento di governance, ricatto e discriminazione che determina in maniera discrezionale le progressioni economiche e una parte consistente del salario dei dipendenti.</p>
<p class="text-justify">L'assemblea si è trasformata in un lungo e determinato corteo nei corridoi della direzione generale, mandando un segnale forte contro uno strumento che aumenta le disuguaglianze e inquina l'ambiente di lavoro. Un sistema che sostituisce i principi di solidarietà e tutela collettiva con una competizione individuale che nulla ha a che vedere con la funzione sociale della Pubblica Amministrazione. <u>Contestare il sistema di valutazione significa infatti difendere la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, tutelare i servizi pubblici e garantire i diritti delle cittadine e dei cittadini.</u> <u>In un contesto in cui le risorse pubbliche vengono dirottate verso le spese militari mentre i salari restano inadeguati rispetto al costo della vita, l'assenza di turnover svuota le sedi e i carichi di lavoro aumentano. </u>Anziché intervenire sui problemi reali della Pubblica Amministrazione, il DDL Zangrillo, attraverso la retorica del merito, introduce ulteriori elementi di discriminazione e ricatto, predeterminando la percentuale di dipendenti che possono essere valutati come “eccellenze” a scapito di tutti gli altri, creando nuove disparità salariali e peggiorando il clima nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Queste sono le ragioni che abbiamo portato, al termine dell'assemblea, all'incontro con la Direttrice Generale dell'INPS, che si è resa disponibile ad aprire una discussione sul sistema di valutazione e sulle sue ricadute. Abbiamo rappresentato le criticità emerse sia rispetto alla dannosità e inutilità del sistema di valutazione in generale, sia rispetto a quanto accaduto all'interno dell'INPS, dove il passaggio dal voto al giudizio ha determinato un ulteriore peggioramento. Abbiamo quindi chiesto una revisione del sistema di valutazione che non abbia l'obiettivo di punire i dipendenti, ma che sia trasparente, tempestivo e dotato di reali meccanismi di tutela in grado di contrastare la discrezionalità di chi valuta.</strong></p>
<p class="text-justify"><u>Queste richieste sono imprescindibili se davvero si sostiene che l'obiettivo della Pubblica Amministrazione è essere al servizio della cittadinanza e non penalizzare chi ogni giorno garantisce i servizi pubblici in questo Paese.</u></p>
<p class="text-justify"><u>Non ci fermeremo qui. Continueremo a mobilitarci e a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere la funzione sociale di chi è al servizio dei cittadini e per contrastare ogni tentativo di peggiorare salari, diritti e condizioni negli uffici attraverso il ricatto della valutazione.</u></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:42:04 +0100</pubDate>
                        <title>ASSEMBLEA NAZIONALE contro il sistema di valutazione individuale. Giovedì 5 marzo, in direzione generale</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/assemblea-nazionale-contro-il-sistema-di-valutazione-individuale-giovedi-5-marzo-in-direzione-generale-1146.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>ASSEMBLEA NAZIONALE contro il sistema di valutazione individuale. giovedì 5 marzo, in direzione generale</strong></p>
<p class="text-center"><strong>FERMIAMO L'iniquo sistema di valutazione&nbsp;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>UNITI CONTIAMO DIVISI CI SVALUTANO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:34:58 +0100</pubDate>
                        <title>Trabocchetti elettronici. mail fishing ai dipendenti INPS: serve una riflessione</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/trabocchetti-elettronici-mail-fishing-ai-dipendenti-inps-serve-una-riflessione-1036.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>TRABOCCHETTI ELETTRONICI</strong></p>
<p class="text-center"><strong>“MAIL FISHING” AI DIPENDENTI INPS: SERVE UNA RIFLESSIONE</strong></p>
<p class="text-justify">(C 12-2025) Molti dipendenti Inps hanno ricevuto nei giorni scorsi una e-mail di “phishing” sulla propria casella di posta aziendale, con la quale si comunicava l’avvio di un procedimento disciplinare, si contestava un mancato pagamento o altre amenità del genere. Questo episodio ha creato molta agitazione e ansia tra i lavoratori e, a quanto pare, anche qualche malore.</p>
<p class="text-justify"><strong>La questione non riguarda solo la modalità “a sorpresa” del possibile o presumibile test interno - considerato che molteplici indizi sembrano portare in questa direzione - quanto piuttosto la necessità di capire chi definisca le linee guida sulla sicurezza informatica all’Inps: le società esterne con i loro pacchetti preconfezionati o la tecnostruttura dell’Istituto?</strong></p>
<p class="text-justify">È una domanda legittima. Quella dei test di phishing simulato è una pratica consolidata nel mondo delle grandi aziende private, dove serve a misurare il livello di attenzione dei propri dipendenti. Ricordiamo all’Amministrazione che l’Inps non è una società privata, ma rappresenta un pilastro fondamentale dello stato sociale del paese e come tale deve avere il totale controllo delle proprie strategie di sicurezza. Le tecnologie fornite dall’esterno devono essere adattate alle esigenze dell’Inps. Sempre. Anche in fase di test, perché gli oltre 24000 dipendenti dell’Istituto non sono le cavie per esperimenti nelle mani di chicchessia.</p>
<p class="text-justify"><em>Difficile dire se sia più grave che i sistemi di difesa aziendali siano stati facilmente “bucati” da un attacco esterno o che qualcuno all’interno si sia divertito a giocare allo “scienziato pazzo”.&nbsp;In particolare, se i falsi provvedimenti disciplinari dovessero essere confermati di origine interna, si tratterebbe di un comportamento totalmente censurabile.</em></p>
<p class="text-justify"><strong>USB chiede con forza la re-internalizzazione delle politiche aziendali di sicurezza informatica e ribadisce che i fornitori di tecnologia devono adeguarsi alle esigenze dell’Istituto e non viceversa.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:25:56 +0100</pubDate>
                        <title>L&#039;antimateria infetta anche i centri medici, FLP colpisce ancora</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/lantimateria-infetta-anche-i-centri-medici-flp-colpisce-ancora-1027.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>L'ANTIMATERIA INFETTA ANCHE I CENTRI MEDICI</strong></p>
<p class="text-center"><strong>FLP COLPISCE ANCORA</strong></p>
<p class="text-justify">(C 11-2025)&nbsp;In un recente comunicato, che ad ogni buon fine si allega, mettevamo in guardia il personale Inps dal rischio da FLP. Disinformazione, millanterie e promesse a vanvera sono solo alcuni dei metodi “di lavoro” utilizzati da quella organizzazione consociativa che si spaccia per rivoluzionaria e che propaganda come novità la riproposizione dei più logori e stantii meccanismi di servilismo verso il potere. Una vera e propria antimateria sindacale, che dovrebbe essere inclusa nel manuale dei rischi professionali!</p>
<p class="text-justify">A conferma della fondatezza della nostra teoria, in un volantino diffuso il 12 febbraio 2026, i nostri eroi spargono una cortina fumogena per tentare di nascondere la loro responsabilità nella definizione del testo dell’indecente CCNI Inps 2025, che mette a bando un numero insufficiente di differenziali e rischia di penalizzare ingiustamente una parte del personale infermieristico. Nel delirante volantino, negano ogni responsabilità e rivendicano anzi fantomatici meriti nella risoluzione del problema, arrivando a ipotizzare una prossima firma tardiva dell’accordo da cui si erano sfilati in extremis.</p>
<p class="text-justify"><em>Probabilmente stizziti per essere stati bruciati sul tempo nella comunicazione della prossima risoluzione del problema degli infermieri, si scagliano scompostamente contro USB e nuovamente si vantano del loro seggio al tavolo di trattativa, ansiosi di apporre la firma sull’accordo che certifica l’esclusione per anni da ogni speranza di ottenere un differenziale per buona parte del personale, a partire da ex mansionisti e assunti 2022 e 2023.</em></p>
<p class="text-justify"><strong>Qui all’USB non ci facciamo incantare dall’antimateria sindacale e ci scusiamo anticipatamente se non replicheremo ad eventuali ulteriori esternazioni. Fermiamo il contagio!</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 14:11:52 +0100</pubDate>
                        <title>DIFFERENZIALI STIPENDIALI: discriminazioni per gli ex mansionisti e per i neoassunti</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/differenziali-stipendiali-discriminazioni-per-gli-ex-mansionisti-e-per-i-neoassunti-1412.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>DIFFERENZIALI STIPENDIALI: DISCRIMINAZIONI PER GLI EX MANSIONISTI E PER I NEOASSUNTI</strong></p>
<p class="text-justify">(C10/2026) Gli ex mansionisti, transitati solo negli ultimi anni nell’Area dei Funzionari, hanno svolto per lungo tempo mansioni superiori senza il dovuto riconoscimento giuridico ed economico. Per anni hanno garantito all’Amministrazione professionalità, responsabilità e carichi di lavoro propri dell’Area C, pur rimanendo formalmente inquadrati nell’Area B.&nbsp;Il passaggio all’Area dei Funzionari ha finalmente riconosciuto il loro ruolo sul piano formale. Tuttavia, sul piano economico, il sistema dei differenziali stipendiali rischia di lasciarli con la stessa retribuzione ancora per molti anni.</p>
<p class="text-justify">A tre anni dall’introduzione dei differenziali stipendiali emergono con chiarezza le criticità del meccanismo. Un’ampia platea di lavoratori, transitati o assunti nell’Area dei Funzionari, non ha potuto accedere ad alcun differenziale economico.&nbsp;<strong>Con il bando previsto in base al CCNI 2025 alcuni lavoratori beneficeranno di una seconda progressione stipendiale e altri resteranno a guardare</strong>.&nbsp;Il meccanismo non è quindi neutro: rende molto difficile per i neo-funzionari recuperare terreno - nonostante la previsione contrattuale di un punteggio aggiuntivo per chi non ha ottenuto alcun differenziale stipendiale per più di sei anni – e amplia ulteriormente la forbice retributiva tra dipendenti della medesima Area.&nbsp;Ne deriva una crescente percezione di ingiustizia, con effetti evidenti sul clima lavorativo: demotivazione, divisioni e perdita di fiducia.</p>
<p class="text-justify">Tutto ciò è il risultato non solo del CCNL ma anche di scelte contenute nel CCNI Inps 2025: la sola CISL lo ha firmato, ma allo stesso modo sono responsabili Confsal Unsa, FLP e Confintesa perché hanno comunque partecipato agli incontri di trattativa che hanno definito questo impianto. È stato così accettato un modello che non garantisce una distribuzione equilibrata delle progressioni economiche e che oggi mostra tutti i suoi limiti.&nbsp;Il messaggio che passa è semplice e preoccupante: chi ha già beneficiato dei differenziali continua ad avvantaggiarsi, mentre chi è entrato da poco nell’Area dei Funzionari rischia di restare fermo per anni.&nbsp;Non si può parlare di valorizzazione del personale se si creano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Un sistema di progressioni economiche deve offrire opportunità diffuse, non alimentare disparità.</p>
<p class="text-justify"><strong>Riteniamo quindi necessario rivedere questo meccanismo e aprire un confronto serio per correggere le distorsioni esistenti. Le progressioni economiche devono tornare a essere uno strumento di riconoscimento e crescita per tutti, non un fattore di ulteriore divisione tra lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 13:59:03 +0100</pubDate>
                        <title>SPORTELLO WEB MEETING Assemblea della USB mercoledì 18 febbraio ore 11 su teams</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/sportello-web-meeting-assemblea-della-usb-mercoledi-18-ore-11-1400.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">SPORTELLO WEB MEETING Assemblea della USB</p>
<p class="text-center">mercoledì 18 febbraio ore 11 su teams</p>
<p class="text-center">Discutiamo assieme dell'introduzione dello sportello telematico, mercoledì 18 dalle 11 alle 13 su piattaforma teams. collegati al seguente link&nbsp;<a href="https://tinyurl.com/usbassembleawm" target="_blank" rel="noreferrer">https://tinyurl.com/usbassembleawm</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:22:32 +0100</pubDate>
                        <title>USB incontra il Direttore generale INPS</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/usb-incontra-il-direttore-generale-inps-1024.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>USB INCONTRA IL DIRETTORE GENERALE</strong></p>
<p class="text-center">RISPOSTE POSITIVE PER INFERMIERI E&nbsp;CAPI PROGETTO INFORMATICI</p>
<p><strong>(C09/2026)&nbsp;</strong>L’incontro di venerdì 6 febbraio tra l'esecutivo nazionale USB Inps e il Direttore Generale ha consentito di sbloccare due questioni spinose che USB riteneva prioritarie e non più rinviabili.</p>
<p class="text-center"><strong>INFERMIERI</strong></p>
<p>Abbiamo ottenuto l’impegno a superare il vincolo del CCNI 2025 che limitava l’indennità per particolari compiti ai soli infermieri delle Commissioni di Invalidità Civile. L’obiettivo è il mantenimento di tale indennità per tutti gli infermieri dell’Istituto (invalidità civile, accertamento sanitario ai fini previdenziali e di idoneità al servizio, medicina fiscale), eliminando una disparità di trattamento inaccettabile introdotta per l'incapacità dei presunti sindacati seduti al tavolo di trattativa, Cisl in primo luogo ma anche gli autonomi che si sono sfilati in extremis ma che pure sono responsabili della stesura dell'accordo.</p>
<p class="text-center"><strong>INFORMATICA</strong></p>
<p>A seguito delle criticità denunciate da USB INPS sull’ultima selezione per Capo Progetto, il Direttore Generale si è impegnato a garantire una sessione &quot;di recupero&quot; o a emanare un nuovo bando per chi è risultato ingiustamente non idoneo, rivedendo i criteri di valutazione che si sono rivelati penalizzanti per le competenze interne.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>Risultati molto concreti che confermano l’efficacia dell’azione sindacale svolta da USB, che anche fuori dal tavolo riesce a rimediare ai pasticci combinati da chi si gloria del solo fatto di sedersi e non fa gli interessi dei lavoratori. Ora aspettiamo che gli impegni assunti siano rispettati.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:41:03 +0100</pubDate>
                        <title>INPS bocciato sulle pagelle. il coordinamento nazionale USB rilancia la mobilitazione</title>
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		                        		https://inps.usb.it/leggi-notizia/a-1741.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>INPS BOCCIATO SULLE PAGELLE</strong></p>
<p class="text-center"><strong>IL COORDINAMENTO NAZIONALE USB RILANCIA LA MOBILITAZIONE</strong></p>
<p class="text-justify">(C 08-2026) Giovedì 29 gennaio 2026 Usb Inps ha convocato un partecipatissimo coordinamento nazionale con unico punto all'ordine del giorno: le pagelle. La consegna delle valutazioni &quot;provvisorie&quot; ha infatti spazzato via le illusioni di molti colleghi e le bugie di alcuni presunti sindacati. <u>L'Istituto ha approfittato del passaggio dal voto al giudizio (che contiene comunque il voto) e dalla scala di 7 a quella di 5 per livellare verso il basso i punteggi,</u> sostenendo ipocritamente che i due sistemi non si possano confrontare. La rabbia, la costernazione e la frustrazione sono generalizzate in moltissime sedi dell'Istituto. Le eccezioni virtuose sono poche. In molti casi c'è mutismo e rassegnazione per paura di ritorsioni: &quot;non ti va bene il 3? Attento che potrebbe diventare un 2&quot;.</p>
<p class="text-justify">La quasi totalità delle sedi Inps nel 2025 ha raggiunto pienamente i risultati di performance, nonostante una carenza di organico arrivata al 25%. Come si giustifica l’abbassamento dei voti? Siamo bravi a lavorare in gruppo ma scarsi presi uno per uno? Una penosa pagliacciata.</p>
<p class="text-justify"><u>La pagella è come un cancro che corrode dall'interno la pubblica amministrazione</u>: consente l'intimidazione e la ritorsione, distrugge la motivazione e la voglia di lavorare, incoraggia il servilismo e il lecchinaggio. Il disegno di legge del ministro contro la pubblica amministrazione Zangrillo prevede la reintroduzione delle fasce di merito e il taglio degli incentivi dei reietti. Con gli stipendi al palo grazie ai sindacati complici e il fondo di ente bloccato nonostante le promesse, si avrà l'effetto devastante della <u>differenziazione forzata della miseria.</u></p>
<p class="text-justify">Di fronte a un attacco di questo tipo, è indispensabile una risposta forte, che rivendichi la dignità dei lavoratori pubblici. Per questo <strong><u>Usb Inps convocherà all’inizio di marzo una grande manifestazione nazionale di protesta.</u></strong> Non si deve cedere alla rassegnazione. Ricordiamo che il primo tentativo di introduzione delle pagelle tra il 2002 e il 2005 venne travolto dalle proteste dei lavoratori. Ricordiamo il caso emblematico della sede Inps di Lodi, dove l'ex direttore Pece cercò di utilizzare le pagelle come arma di repressione contro i delegati sindacali Usb, finendo però - dopo una lunga battaglia - per essere sconfessato dai superiori e valutato lui stesso negativamente. La lotta e l'impegno perseverante portano a vittorie importanti. <u>Usb rilancia la battaglia contro le pagelle. Tutti a Roma: divisi ci svalutano uniti vinciamo.</u></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:32:50 +0100</pubDate>
                        <title>Riorganizzazione Informatica: Rafforzare l&#039;esistente per sostenere il cambiamento</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>RIORGANIZZAZIONE INFORMATICA: RAFFORZARE L’ESISTENTE PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO</strong></p>
<p><strong>(C07/2026)&nbsp; </strong>Si è svolta venerdì 30 scorso la prevista riunione indetta dal Direttore Centrale dell’Informatica sulla nuova riorganizzazione del settore che è entrata in vigore dal 1° febbraio.&nbsp;Durante l’incontro, durato circa 45 minuti, è stata presentata una slide in cui si preannunciano modifiche alle attuali aree dirigenziali con l’inserimento di 5 nuove, per un totale di 22 aree.</p>
<p>Le nuove introduzioni e variazioni riguardano tra le altre cose:</p><ul> 	<li><strong>un’area AI Strategy &amp; platform (dedicata alle progettualità specifiche riguardanti l’Intelligenza Artificiale)</strong></li> 	<li>un’area lavoro e politiche sociali (che sarà l’interfaccia con il Ministero del Lavoro)</li> 	<li><strong>un’area dedicata ai servizi IT di prossimità (che supporterà asset management - helpdesk - tutti i servizi che servono per monitorare e migliorare il funzionamento dei servizi IT)</strong></li> 	<li>un’area dedicata alla contabilità e servizi fiscali (che si scorpora dall’attuale business platform)</li> 	<li><strong>un’area specifica dedicata alla data governance (che si scorpora dalla data platform)</strong></li> 	<li>un’area cybersecurity che si occuperà dello specifico tema, lasciando all’area internal audit, risk management l’attenzione su questi temi meno “tecnici”</li> </ul><p><strong>Per evitare aggravi organizzativi e possibili disservizi, nella prima fase non verrà spostato il personale ma si sta già lavorando per individuare le competenze che alimenteranno le nuove aree.</strong></p>
<p>La USB accoglie con favore la creazione di un’area per il supporto alle strutture territoriali, all’asset management e al monitoraggio: negli ultimi mesi si sono verificati troppi incidenti informatici che hanno limitato l’operatività delle sedi creando difficoltà nell’erogazione dei servizi di prossimità al cittadino e stress tra i colleghi, impegnati a garantire la produttività.</p>
<p>Positiva anche l’introduzione di un’area che raccolga tutte le progettualità legate all’Intelligenza Artificiale, elemento chiave per il futuro dell’INPS e per i cittadini.</p>
<p>A ogni riorganizzazione, tuttavia, devono essere date <em>gambe e braccia</em>.</p>
<p><strong>È necessario procedere con urgenza alle assunzioni dalla graduatoria del concorso pubblico e a completare la procedura comparativa in corso in modo da assegnare alle aree un dirigente a pieno regime e non “ad interim”.</strong></p>
<p>Devono essere assegnati il prima possibile, ai <strong>funzionari idonei</strong>&nbsp;alla posizione di capo progetto, i progetti che consentiranno di portare avanti le innumerevoli attività e nuove progettualità che saranno individuate nelle nuove aree. Molti colleghi già di fatto svolgono mansioni da capo progetto senza averne la posizione.</p>
<p><strong>Ribadiamo la nostra richiesta, già fatta ai vertici, di una sessione di recupero per i colleghi risultati non idonei all’ultima selezione per idoneità a capo progetto, poiché la precedente selezione è stata – per usare un eufemismo – aleatoria.</strong></p>
<p>Inoltre, va rivista la scelta di inserire colleghi informatici nella funzione “procedure” delle direzioni di prodotto. Lo avevamo già detto a suo tempo e i fatti ci hanno dato ragione, come spesso accade: il personale informatico che opera in queste funzioni è spesso snaturato e non riesce a utilizzare le competenze tecniche per le quali è stato assunto, portando quindi ad un depauperamento di skill e di fatto ad una mancanza di pari opportunità rispetto a chi è rimasto all’interno della DCTII.</p>
<p>È necessario procedere rapidamente al concorso per <strong>88 funzionari</strong>&nbsp;e <strong>248 assistenti informatici</strong>&nbsp;non appena saranno chiusi i bandi dato che queste assunzioni sono già di per sé insufficienti in vista di futuri pensionamenti.</p>
<p><strong>In DCTII i colleghi sostengono carichi di lavoro al limite della sopportazione, per far fronte alle decine di adempimenti che il Governo attribuisce all’Ente – talvolta senza logica – e che richiedono sviluppi informatici rapidi.&nbsp;Parallelamente sono aumentati gli adempimenti burocratici e si registra una scarsa formazione tecnica, indispensabile per governare i processi di lavoro.&nbsp;</strong></p>
<p>La situazione degli STT è drammatica, ridotti al lumicino e costretti a farsi carico di territori complessi e articolati per l’orografia del territorio, in molti casi anche in assenza di un responsabile regionale.</p>
<p><strong>È opportuno selezionare con maggiore efficacia le priorità e avere il coraggio di dire <em>no</em> a ciò che è inutile senza drammi o paure.</strong><br /> I numerosi progetti PES, PNRR e quelli locali, spesso emanati senza una logica di correlazione tra loro e con i sistemi esistenti, fanno sorgere il dubbio che ci si stia concentrando troppo sul futuro, trascurando il presente in cui i sistemi devono essere governati e in cui i cittadini chiedono – a gran voce – pensioni e bonus.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:33:57 +0100</pubDate>
                        <title>VIDEOCHIAMATA INPS: quando gli argini si rompono è necessario tornare alla realta, ascoltare chi è in prima linea</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>QUANDO GLI ARGINI SI ROMPONO…</strong></p>
<p class="text-center"><strong><em><u>QUANDO GLI ARGINI SI ROMPONO, È NECESSARIO TORNARE ALLA REALTÀ: ASCOLTARE CHI È IN PRIMA LINEA</u></em></strong></p>
<p class="text-justify"><strong>(C06/2026)</strong>&nbsp;Quanto accaduto nella giornata di ieri, durante la presentazione tecnica in merito alla gestione dello sportello attraverso lo strumento della videochiamata, che ha coinvolto circa 900 colleghi delle Direzioni di Milano, Roma e Napoli, non può essere derubricato a semplice incidente tecnico o procedurale. Quell’evento assomiglia, fuor di metafora, alla rottura di un argine ormai troppo fragile per contenere un fiume in piena. Quella a cui abbiamo assistito è stata l’esplosione spontanea di chi, operando ogni giorno a contatto con l’utenza, conosce la realtà delle problematiche e comprende perfettamente che non può essere lo strumento della videochiamata la soluzione magica per un rapporto efficace con il cittadino.</p>
<p class="text-justify">È stato il grido d’allarme di centinaia di colleghi che hanno voluto manifestare le loro legittime e preoccupanti istanze sulla tutela della privacy e della sicurezza personale; un bisogno urgente di partecipazione attiva da parte di chi il lavoro di Front Office lo vive sulla propria pelle e non da dietro una scrivania direzionale. La tensione emersa ieri è la conseguenza inevitabile di un modello gestionale che ha colpevolmente rinunciato al confronto, preferendo una conduzione solitaria e verticistica alla doverosa condivisione dei percorsi. Una dirigenza che impedisce la partecipazione ai processi decisionali, che si isola nelle proprie certezze teoriche e riduce i lavoratori a meri esecutori, finisce per alimentare una pressione che cerca sbocchi spontanei al di fuori dei consueti canali, come è stato evidente.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non si può pensare di governare processi complessi tenendo fuori dalla porta le intelligenze e le esperienze di chi lavora. Per questo, rivolgiamo un appello fermo al Direttore Generale affinché promuova un cambio di rotta radicale</strong>. Servono sessioni di ascolto reali e costruttive tra il Centro e le Sedi: se vogliamo veramente affrontare il miglioramento dei servizi all’utenza, è necessario riconoscere il valore e ascoltare le proposte di chi opera sul campo. Ascoltare i colleghi è l'unico modo per individuare i veri vulnus del sistema. Solo abbattendo il muro dell'incomunicabilità e permettendo a chi conosce i problemi di suggerire i correttivi, potremo risanare la frattura odierna e rilanciare con forza una cultura organizzativa coesa e identitaria. È essenziale agire subito affinché non si depauperi quel prezioso patrimonio del passato che, grazie alla guida di menti illuminate, ha lasciato un segno indelebile nella cultura dell’INPS, <strong>rendendolo grande e consentendo nel tempo che diventasse l’ente portante del welfare per l’attuazione delle politiche pubbliche più importanti per il nostro Paese. rinunciando così alla opportunità di raccogliere dal confronto, anche sanamente conflittuale, gli spunti propulsivi alla crescita e alla messa a punto degli obiettivi di valore pubblico cui è preposta.</strong></p>
<p class="text-justify">Sempre più spesso ci troviamo di fronte a direttori particolarmente inclini ad evitare il confronto con le sigle sindacali, schermandosi dietro la mancata sottoscrizione del CCNL di categoria, oltre il tavolo della trattativa, uno scudo che manifesta l’intolleranza nei confronti del contraddittorio alla “<strong><em>MARCHESE DEL GRILLO</em></strong>”, così privando l’ente di spunti propulsivi alla crescita e alla messa a punto degli obiettivi di valore pubblico cui è preposto.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:16:07 +0100</pubDate>
                        <title>NOTA USB su aggiornamento delle Linee Guida in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Al Presidente Inps&nbsp;Avv. Gabriele Fava</p>
<p class="text-right">Alla Direttrice Generale&nbsp;Dott.ssa Valeria Vittimberga</p>
<p class="text-right">Alla Direttrice centrale Risorse Umane&nbsp;Dott.ssa Cristina Deidda</p>
<p class="text-right">e p.c.&nbsp;Al Dirigente l’Ufficio Relazioni Sindacali&nbsp;Dott. Salvatore Ponticelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggetto: Ulteriore rinnovo della richiesta USB di aggiornamento delle Linee Guida in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale in Inps</strong></p>
<p class="text-justify">Si fa riferimento alle note USB Inps di pari oggetto del 28/06/2023, del 16/02/2024 e del 05/06/2024, che ad ogni buon fine si allegano in copia. Ritorniamo su un tema sul quale, nonostante la disponibilità generica manifestata per le vie brevi e le richieste di altre organizzazioni, non è stato mai dato seguito, nonostante il lungo tempo trascorso e l’avvicendamento dei vertici dell’Istituto. Spiace dover constatare l’indisponibilità a adottare provvedimenti a costo zero dei quali potrebbe beneficiare parte del personale. Si ripropongono, per l’ennesima volta, le argomentazioni a supporto della richiesta, confidando in una maggiore attenzione e sensibilità.</p>
<p class="text-justify"><em>Il rapporto di lavoro a tempo parziale in Inps è attualmente regolato dalle Linee Guida pubblicate con Messaggio Hermes 4798 del 28/11/2016.</em></p>
<p class="text-justify"><strong>La pubblicazione di tali linee guida da parte dell’allora direttore centrale delle Risorse Umane rappresentò un “intervento a gamba tesa” sulla materia, andando ad introdurre incomprensibili rigidità in un istituto giuridico che dovrebbe essere finalizzato a conciliare le esigenze lavorative con quelle della vita privata.</strong></p>
<p class="text-justify">In particolare, le Linee Guida individuano sei tipologie di articolazione dell’orario di lavoro orizzontale e undici per quello verticale ed esclusivamente queste sono ammesse per la stipula di contratti di lavoro a tempo parziale.</p>
<p class="text-justify">Tipologie differenti attivate prima dell’adozione delle Linee Guida vengono mantenute solo “ad esaurimento” ma non autorizzate “ex novo”.</p>
<p class="text-justify">L’inutile rigidità e il ruolo di limitazione dell’istituto del tempo parziale operato delle Linee Guida vigenti è palese. A mero titolo di esempio, chi necessita di un solo mese non lavorato in modalità verticale è costretto a prenderne tre - perché questo è il minimo previsto per questa tipologia – o a rinunciare.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il superamento di queste disposizioni nel senso di introdurre maggiore elasticità porterebbe vantaggi sia all’organizzazione del lavoro che alle esigenze del personale.</strong></p>
<p class="text-justify">Si chiede pertanto – nuovamente - di ritirare il sopra richiamato Messaggio Hermes 4798/2016, ripristinando così la situazione precedente.</p>
<p class="text-justify">In attesa di cortese riscontro, si inviano distinti saluti.</p>
<p class="text-justify">Roma, 26 gennaio 2026 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sergio Noferi per USB Pubblico Impiego INPS</p>]]></content:encoded>
			
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