24 MARZO, ONORARE I MORTI DELLE FOSSE ARDEATINE A ROMA PER NON DIMENTICARE CHE L’ITALIA DI OGGI NASCE DALLA RESISTENZA

Roma -

((38/20) Nella storia recente dell’INPS ci sono stati solo altri due episodi in cui il 24 marzo non si è tenuta la cerimonia di commemorazione dei caduti delle Fosse Ardeatine nel cortile interno della direzione generale, davanti alla lapide in cui sono ricordati i colleghi dell’INPS che furono tra i 335 cittadini italiani trucidati dai tedeschi per rappresaglia, perché il giorno precedente, il 23 marzo, in Via Rasella una bomba aveva ucciso 33 soldati dell’esercito di occupazione.

Oggi la cerimonia non si tenuta perché siamo nel pieno di una grave emergenza sanitaria e sono vietati gli assembramenti per cercare di contenere la diffusione del virus Covid-19, ma nel 2009 e nel 2010, sotto la presidenza Mastrapasqua e con un governo di centro-destra guidato da Silvio Berlusconi, la cerimonia non si tenne per scelta, con la volontà di voler rimuovere dalla memoria il ricordo della lotta partigiana e delle nefandezze perpetrate dagli occupanti tedeschi con il sostegno dei fascisti italiani. In quei due anni fu la RdB, prima ancora di chiamarsi USB, ad organizzare nella giornata del 24 marzo del 2009 e del 2010 un momento di raccoglimento e di testimonianza di memoria democratica davanti alla lapide dove sono ricordati i nomi di Guido Costanzi, Carlo De Giorgio, Aladino Covoni, Luigi Perantoni.

Anche oggi idealmente siamo lì, con un fiore in mano e con la consapevolezza che quei morti innocenti hanno indicato la strada del riscatto contro l’oppressore nazista e contribuito alla liberazione del Paese. Ora e sempre resistenza.

 

 

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