25 APRILE ​​​​​​​ORA E SEMPRE RESISTENZA

Nazionale -

(57/21) Quest’anno, per la seconda volta, passeremo il 25 aprile – ricorrenza della liberazione dal nazi-fascismo - ancora in piena pandemia: qualcuno vuole confondere le acque parlando di liberazione dal covid per le previste riaperture dal 26 in qualche regione. Il solito tentativo di mistificare i fatti per cancellare la storia della nostra democrazia.

Vogliamo ricordare un importante episodio, che la storiografia ufficiale non inquadra nella resistenza organizzata: le quattro giornate di Napoli. Tra il 27 e il 30 settembre 1943, l’insurrezione popolare di ottomila napoletani, con l’apporto di militari fedeli al Regno del Sud, liberarono la città dall'occupazione tedesca. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, a insorgere con successo contro l'occupazione tedesca grazie al coraggio dei suoi cittadini. L'episodio valse alla città la medaglia d'oro al valor militare.

Vecchi e nuovi fascismi sono sempre in agguato se non si mantiene alta la guardia sulla difesa della democrazia e sui diritti. All’ArcelorMittal (ex ILVA) un lavoratore - Riccardo Cristello - è stato licenziato in tronco per aver postato su facebook l’invito alla visione di una fiction televisiva con Sabrina Ferilli, “Svegliati amore mio”, sulle devastazioni ambientali che produce la siderurgia. La serie televisiva è ambientata nel 2002 ed è collocata in un luogo indefinito, né tantomeno compaiono marchi riferibili all’acciaieria di Taranto. Questo è il fascismo aziendale, di cui parlava Di Vittorio, che non solo impedisce a chi lavora di esercitare i propri diritti all’interno del luogo e del rapporto di lavoro, ma colpisce anche le proprie libertà come persona. Contro questo il sindacato si deve battere senza se e senza ma.

A 76 anni dalla liberazione, il 25 aprile resta quanto mai attuale, come segno di resistenza alla rimozione della memoria della lotta partigiana, una resistenza che si deve rinnovare ogni giorno nell’impegno politico, nell’iniziativa sociale e nell’azione sindacale, a difesa dei diritti fondamentali sanciti dalla costituzione.

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