3I - spa, storia di un disastro evitato. Tutte le iniziative di USB: fatti non chiacchiere
3I SPA - STORIA DI UN DISASTRO EVITATO
TUTTE LE INIZIATIVE DI USB: FATTI E NON CHIACCHIERE
(C 34-2026) Apprendiamo con soddisfazione che finalmente i vertici dell’Inps si sono resi conto del fallimento del progetto 3-I SPA come era stato inizialmente (e incautamente) pensato. Evidenziamo come la USB sia stato l’unico sindacato che, oltre a dichiararsi contrario al progetto in tutte le sedi istituzionali, ha intrapreso iniziative pubbliche in piazza chiamando i lavoratori alla mobilitazione. Di seguito un resoconto delle tappe che hanno portato al raggiungimento dell’obbiettivo sindacale e all’accantonamento dello sciagurato progetto 3I.
Aprile 2022 — La nascita del progetto
Il decreto PNRR n. 36/2022 (poi legge 79/2022) prevede la costituzione di una società, la 3-I SPA, partecipata da INPS, INAIL e ISTAT, con l'obiettivo dichiarato di realizzare economie di scala sui servizi informatici e sviluppare l'interoperabilità delle banche dati. In una riunione sindacale del 26 aprile 2022, il presidente Tridico spiega che la società nasce per condividere le banche dati e favorire l'interoperabilità dei sistemi tra i tre enti, ipotizzando che gli informatici delle società esterne attualmente in appalto possano essere tra i primi candidati alle selezioni di personale.
Maggio 2022 — La protesta in piazza
USB legge subito il progetto come un tentativo di esternalizzazione mascherata. Il 25 maggio un presidio organizzato da USB a Largo Argentina, a Roma, vede lavoratori travestiti da fantasmi per rappresentare simbolicamente la fine dell'informatica pubblica se il progetto fosse andato in porto. Contestualmente, l'organizzazione sensibilizza tutti i gruppi parlamentari del Senato chiedendo la cancellazione dell'articolo 28 del relativo disegno di legge.
Giugno 2022 — Le motivazioni contestate
In un incontro del 16 giugno con i vertici dei tre istituti, la cybersicurezza viene indicata come nuova giustificazione dell'operazione, insieme alla possibilità di assumere circa mille giovani ingegneri qualificati altrimenti restii a lavorare nella pubblica amministrazione per i bassi salari offerti. USB considera queste argomentazioni un tentativo di far accettare un'operazione di privatizzazione dell'informatica pubblica mascherata da modernizzazione.
Luglio 2022 – USB interrompe un convegno e contesta governo e vertici degli enti
In direzione generale Inps si svolge un incontro di presentazione del progetto 3I, con la presenza di rappresentanti del governo e componenti degli organi di vertice dei tre enti. I delegati USB Pubblico Impiego interrompono gli interventi sul palco e prendono la parola per denunciare la svendita dell’informatica e delle banche dati pubbliche alla speculazione finanziaria privata. L’intervento suscita l’ira e il dispetto del presidente Tridico e del DG Caridi, che solo a distanza di anni saranno costretti ad ammettere che USB aveva ragione. Gli altri sindacati rimangono in imbarazzato e imbarazzante (per loro) silenzio.
Ottobre 2022 — Un primo risultato
Le iniziative di USB ottengono il risultato temporaneo di bloccare il progetto in attesa delle valutazioni del nuovo governo, anche se la società viene comunque formalmente costituita il 12 ottobre 2022, con un capitale sociale pubblico di 45 milioni di euro ripartito tra INPS (49%), INAIL (30%) e ISTAT (21%).
Marzo 2023 — Lo scandalo Anastasio
Il primo presidente della società, Claudio Anastasio, si dimette dopo aver rivendicato pubblicamente l'assegnazione alla 3-I di una gara informatica INPS del valore di un miliardo di euro e, soprattutto, dopo l'invio di una mail al Consiglio di Amministrazione che riprendeva fedelmente passaggi del discorso con cui Mussolini rivendicò il delitto Matteotti. USB definisce il gesto un "rigurgito fascista" e collega le dimissioni al duello sotterraneo per il controllo della gara, un episodio che conferma, agli occhi del sindacato, la fragilità e la forte politicizzazione della governance della società.
2023–2024 — Il blitz sullo statuto
Il successivo presidente, Gennaro Terracciano, propone modifiche statutarie volte a rafforzare il controllo della Presidenza del Consiglio, a scapito degli enti fondatori. USB denuncia il tentativo di rendere la 3-I meno vincolata ai controlli di INPS, INAIL e ISTAT, ribadendo che nessun informatico dei tre enti dovrà essere costretto a transitare nella nuova società, e sollecitando piuttosto investimenti nell'informatica interna, a fronte di gare di servizi informatici che arrivano a sfiorare 1,9 miliardi di euro.
Febbraio 2025 — La svolta
Dopo anni di pressione sindacale arriva la conferma attesa: durante un confronto con la Direzione Generale, viene confermato che la ragione sociale della società — che con il decreto PA 2025 cambierà nome in Indata PA SPA — non sarà più quella di assorbire hardware e software degli enti, bensì di sviluppare sistemi di interoperabilità tra gli enti e per l'intera pubblica amministrazione. Il decreto attuativo conferma che la società, rinominata Indata PA SpA, favorirà l'interconnessione e la standardizzazione dei sistemi informativi e delle banche dati ai fini dell'interoperabilità, assorbendo anche funzioni oggi svolte dall'Agenzia per l'Italia Digitale.
- situazione attuale (2025–2026)
Il cambio di rotta ottenuto non ha risolto tutte le criticità della società. Diverse ricostruzioni giornalistiche (L'Espresso, Etica Digitale) descrivono un ente che in tre anni ha avuto quattro presidenti e più amministratori che dipendenti, sopravvissuto finora più a colpi di veti incrociati che grazie a un piano industriale solido, segnalando come il cambio di denominazione in Indata PA resti per ora, in larga parte, un passaggio formale. Resta comunque confermato, e va ascritto alla vertenza sindacale condotta nei fatti dalla sola USB, l'abbandono della linea originaria di assorbimento diretto dell'informatica interna degli enti da parte della società.
- bilancio della battaglia USB
Dal 2022 al 2025, USB INPS e USB Pubblico Impiego hanno condotto una battaglia costante, coerente e ostinata contro quello che abbiamo sempre letto come un disegno di esternalizzazione dell'informatica pubblica: presidi di piazza, mobilitazione dei gruppi parlamentari, presenza costante ai tavoli sindacali e alle riunioni presso il Ministero del Lavoro, denunce puntuali di ogni scandalo di governance.
Come ricorda un comunicato USB del febbraio 2025, è stato un impegno portato avanti "in strada, nelle assemblee, nei presidi, alle riunioni presso il Ministero del Lavoro". Una battaglia che molti, all'inizio, davano per persa in partenza, e che invece ha contribuito concretamente a impedire che l'informatica di INPS, INAIL e ISTAT venisse relegata a un guscio vuoto gestito da soggetti esterni.
Il cambio di ragione sociale verso l'interoperabilità, anziché l'assorbimento del patrimonio informatico interno degli enti, rappresenta un risultato che USB Pubblico Impiego può a ragione rivendicare come frutto della propria costanza: una dimostrazione che la mobilitazione sindacale, se portata avanti con continuità e senza sconti, con i fatti e non solo con le chiacchiere, può davvero incidere sulle scelte di politica industriale della pubblica amministrazione.