LE RICHIESTE DELLA USB AL TAVOLO INPS

Roma -

(92/20) Questa mattina si terrà un incontro con l’amministrazione centrale dell’INPS, ancora una volta in videoconferenza nonostante la USB avesse chiesto di convocare le riunioni in presenza. Dal momento che gli organi dell’Istituto hanno deciso la riapertura degli sportelli, al sindacato di base dell’INPS appare poco opportuno che ai lavoratori delle sedi sia chiesta la presenza mentre amministrazione e sindacati continuano a dialogare a distanza.

All’ordine del giorno della riunione i cambi di profilo e le risposte ai quesiti dei sindacati. A tale proposito riportiamo di seguito quanto, ad avviso della USB, deve essere fatto e con quali tempi:

  • Pubblicazione dei bandi per i passaggi di area da A a B e da B a C entro il 31 luglio c.a., eventualmente anche sulla base dei posti autorizzati al 2019, provvedendo contemporaneamente a mettere a disposizione di tutti i candidati la banca dati dei test dai quali saranno estratti quelli oggetto della prova selettiva;
  • Apertura della contrattazione integrativa 2020 subito dopo la pausa estiva, con l’impegno a definire il contratto entro ottobre 2020 per poter effettuare entro dicembre le progressioni all’interno delle singole aree A-B-C, con l’obiettivo prioritario di portare i lavoratori delle aree A e B ad A3 e B3;
  • Definizione delle assegnazioni temporanee per Legge 104 ed altre eventuali problematiche individuali e familiari entro il 15 settembre 2020;
  • Pubblicazione del bando di mobilità nazionale subito dopo l’emanazione delle procedure per il concorso pubblico a 1.815 consulenti della protezione sociale;
  • Avvio di una mobilità in ingresso di infermieri entro settembre del c.a. e successivo concorso pubblico per la copertura delle esigenze di personale dell’area sanitaria;
  • Organizzazione diretta dei corsi di formazione degli infermieri professionali e riconoscimento di tale formazione obbligatoria come attività di servizio;
  • Apertura di un tavolo sulla regolamentazione dello smart working, che tenga conto del confronto che sarà avviato presso il Dipartimento della Funzione Pubblica;
  • Subito dopo la pausa estiva verifica della sperimentazione avviata a Napoli e Rovigo sull’attività informativa di primo livello da remoto, al fine di estendere tale sperimentazione all’intero territorio nazionale;
  • Cancellazione dell’obbligo di recuperare 30 minuti di pausa mensa nei giorni successivi alla partecipazione ad assemblee esterne giornaliere, in quanto tale disposizione determina un aumento dell’orario di lavoro settimanale, come da sentenza in appello del Tribunale di Milano su ricorso della USB di Monza;
  • Riconoscimento della maggiorazione oraria per attività di front office svolta da remoto durante l’emergenza sanitaria;
  • Valutazione dell’estensione a 15 anni del piano di ammortamento dei prestiti;
  • Restituzione di quanto trattenuto a seguito di comunicazione del 18/2/2019 nei confronti del personale transitato in mobilità, in base al consolidamento di un indirizzo giuridico favorevole ai lavoratori.

Restano aperte alcune questioni che necessitano di un intervento politico-legislativo:

  • Il riconoscimento della piena contribuzione per i periodi di part-time verticale ciclico;
  • Norma attuativa dell’estensione a tutto il personale della possibilità di aderire al Fondo del Credito e Welfare (0,35%);
  • Intervento legislativo che cancelli il ruolo ad esaurimento degli ispettori di vigilanza e restituisca all’INPS la facoltà di assumere nuovi ispettori.

Infine, sul piano della democrazia e della libera informazione, andrebbe rivista la scelta che limita l’invio di posta elettronica sindacale a 300 Kb.

Probabilmente l’elenco non è esaustivo, ma già dare risposta positiva ai problemi elencati dimostrerebbe una concreta attenzione verso i lavoratori dell’Istituto. Siamo sicuri che gli organi e la direzione del personale dell’INPS non resteranno insensibili a quanto rappresentato, così come riscontriamo quotidianamente attenzione ed ascolto. Bisogna arrivare a meta sui singoli problemi, così da consolidare l’immagine di un’amministrazione attenta ai bisogni del personale.

 

 

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