All'assemblea USB, le lavoratrici e i lavoratori dicono NO alle pagelline

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UNITI VINCIAMO, DIVISI CI (S)VALUTANO

ALL'ASSEMBLEA USB, LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI 

DICONO NO ALLE PAGELLINE

(C 13-2026) Giovedì 5 marzo si è svolta in direzione generale una partecipatissima assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori INPS per contestare il sistema di valutazione individuale, uno strumento di governance, ricatto e discriminazione che determina in maniera discrezionale le progressioni economiche e una parte consistente del salario dei dipendenti.

L'assemblea si è trasformata in un lungo e determinato corteo nei corridoi della direzione generale, mandando un segnale forte contro uno strumento che aumenta le disuguaglianze e inquina l'ambiente di lavoro. Un sistema che sostituisce i principi di solidarietà e tutela collettiva con una competizione individuale che nulla ha a che vedere con la funzione sociale della Pubblica Amministrazione. Contestare il sistema di valutazione significa infatti difendere la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, tutelare i servizi pubblici e garantire i diritti delle cittadine e dei cittadini. In un contesto in cui le risorse pubbliche vengono dirottate verso le spese militari mentre i salari restano inadeguati rispetto al costo della vita, l'assenza di turnover svuota le sedi e i carichi di lavoro aumentano. Anziché intervenire sui problemi reali della Pubblica Amministrazione, il DDL Zangrillo, attraverso la retorica del merito, introduce ulteriori elementi di discriminazione e ricatto, predeterminando la percentuale di dipendenti che possono essere valutati come “eccellenze” a scapito di tutti gli altri, creando nuove disparità salariali e peggiorando il clima nei luoghi di lavoro.

Queste sono le ragioni che abbiamo portato, al termine dell'assemblea, all'incontro con la Direttrice Generale dell'INPS, che si è resa disponibile ad aprire una discussione sul sistema di valutazione e sulle sue ricadute. Abbiamo rappresentato le criticità emerse sia rispetto alla dannosità e inutilità del sistema di valutazione in generale, sia rispetto a quanto accaduto all'interno dell'INPS, dove il passaggio dal voto al giudizio ha determinato un ulteriore peggioramento. Abbiamo quindi chiesto una revisione del sistema di valutazione che non abbia l'obiettivo di punire i dipendenti, ma che sia trasparente, tempestivo e dotato di reali meccanismi di tutela in grado di contrastare la discrezionalità di chi valuta.

Queste richieste sono imprescindibili se davvero si sostiene che l'obiettivo della Pubblica Amministrazione è essere al servizio della cittadinanza e non penalizzare chi ogni giorno garantisce i servizi pubblici in questo Paese.

Non ci fermeremo qui. Continueremo a mobilitarci e a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere la funzione sociale di chi è al servizio dei cittadini e per contrastare ogni tentativo di peggiorare salari, diritti e condizioni negli uffici attraverso il ricatto della valutazione.