ARROGANZA E SFRUTTAMENTO

Comunicato n. 42/13

Roma -

Sulla discriminazione continua che, mese dopo mese, subiscono i colleghi delle aree A e B non sono consentiti punti di vista. Bastano le parole pronunciate dal coordinatore nazionale della USB ex ENPALS in occasione dell’assemblea del 15 novembre scorso in Direzione Generale a fotografare lo status quo: l’arroganza e lo sfruttamento da parte dei vertici dell’amministrazione sono squallidamente palesi.
Per questo motivo, crediamo sia finalmente giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti, proprio come hanno cominciato a fare i colleghi di Monteverde.
Nessuno può bloccare il percorso di mobilitazione in atto, così come le posizioni apicali in A3 ed in B3 possono essere inserite e definite all’interno del contratto con risorse equamente distribuite dal Fondo ed è solo una questione di volontà. Fatta eccezione per alcuni chiarimenti riguardanti il prospetto sulle indennità e i costi dell’operazione, la piattaforma rivendicativa inoltrata dal Movimento il 4 novembre scorso a tutte le OO.SS. e presentata nel corso dell’assemblea è stata pienamente condivisa nella sostanza, tenendo in particolare conto del fatto che il modello organizzativo che l’Istituto si è dato non prevede mansioni di area A.
Del resto, va doverosamente appena ricordato che da 15 anni a questa parte la USB porta avanti in beata solitudine la battaglia per l’area unica, con iniziative le più disparate e finanche uno sciopero della fame datato luglio - agosto 2007.
Più recentemente, il sistema di classificazione del personale indicato all’interno della piattaforma USB di Pubblico Impiego, presentata e protocollata all’ARAN il 10 ottobre scorso, ripropone in maniera formale la costituzione dell’area unica. Ma una volta fissate le priorità (che per altri continuano ad essere le vituperate posizioni organizzative) e preso atto del disinteresse, pressoché generale, sulla riduzione della forbice stipendiale, non è possibile restare con le mani in mano.
L’accorato appello rivolto dai lavoratori di Monteverde in lotta ai colleghi della intera regione è stato chiaro e al tempo stesso ineludibile: “BASTA con il dire si a tutte le richieste che si susseguono perché, alla resa dei conti, ci si dà solo la zappa sui piedi”. Un appello che la USB ha fatto subito proprio e rilanciato nelle altre sedi, a cominciare dall’Aurelio e Latina, nonostante le crescenti difficoltà dovute al fatto che si ragiona esclusivamente in ottica di riduzione della spesa.
Nel corso della vivace assemblea è stato poi sottolineato il fatto che le selezioni 2011 e 2012 sono praticamente saltate per colpa dell’amministrazione, ma ora bisogna pretenderle. Così come la continua sperimentazione in atto ha imposto nel Lazio e specialmente nell’area metropolitana una organizzazione del lavoro unilaterale e non condivisa dalle mille responsabilità incerte e tutte da definire.
Al termine dell’assemblea USB, una delegazione di lavoratori dell’area A è stata ricevuta dal direttore generale dell’Istituto al quale sono state rappresentate le varie istanze con particolare riguardo alla possibilità di utilizzare già il prossimo CCNI per superare le differenze stipendiali tra un mansionista ed un collega C1 con l’eventuale sottoscrizione di un apposito accordo in cui vengano individuati gli adempimenti necessari nell’attuale sistema organizzativo adottato dall’INPS.
Una battaglia che porteremo avanti indipendentemente dai numeri, che non ci hanno mai spaventato, perché giusta e pertanto degna di essere combattuta...