Assemblea area A e B e tavolo nazionale del 25 novembre

Comunicato n. 89/14

Nazionale -

Grandissima partecipazione all’Assemblea nazionale dei lavoratori delle aree A e B convocata il 25 novembre dalla USB in concomitanza con l’incontro del Tavolo nazionale, per provare ad incidere sulle decisioni che si dovranno assumere con il Contratto Integrativo di Ente 2014.

La partecipazione dei colleghi, provenienti da diversi territori regionali,  è stata così grande che, anche per ragioni di sicurezza, l’amministrazione è stata costretta ad accogliere la richiesta di cambiare la sala dell’assemblea e consentire l’utilizzo della Sala Mancini, abitualmente utilizzata per le video conferenze, che è stata riempita.

Una delegazione di partecipanti all’assemblea, invitata dalla USB, si è recata al Tavolo nazionale chiedendo di iniziare il confronto sul CCNI e di pronunciarsi su:       

  • costituzione di un nuovo “TEP” che preveda secondo la piattaforma presentata dalla USB importi mensili da A1 a C2 € 340,00, C3 € 320,00 e C4/C5 € 310,00, con la salvaguardia della retribuzione accessoria complessiva (Nuovo Tep + Incentivo) non inferiore a quanto percepito nel 2013;    
  • CCNI 2014 selezioni solo per A e B con decorrenza 1° Dicembre 2014;       
  • CCNI 2015 selezioni per A,B,C, con decorrenza 1° gennaio 2015 in modo da garantire l’individuazione delle due sole posizioni  apicali A3 e B3;       
  • l’avvio entro 2015 delle procedure per i passaggi di area in B1 e C1.

 

L’Assemblea nel frattempo ha proseguito i lavori sottolineando la necessità di ribadire la forte presa di posizione, già espressa dalla USB, contro l’Ipotesi avanzata dal Direttore generale sul possibile trasferimento presso qualche Ministero dei lavoratori dell’area A, per ottenere in cambio un pari numero di nuove assunzioni.

Le informazioni provenienti dal Tavolo nazionale hanno fatto pensare che, rispetto alle proposte della piattaforma USB, ci fossero delle iniziali aperture da parte delle altre organizzazioni sindacali, le quali si riservavano tuttavia di esprimersi definitivamente durante l’incontro previsto per il pomeriggio sul CCNI 2014. 

Per quanto riguarda i passaggi con decorrenza dicembre 2014, nel silenzio della altre sigle sindacali, la CISL esprimeva da subito la sua contrarietà respingendo così di fatto la possibilità di effettuare l’accorpamento entro il 2015 nelle posizioni apicali A3 e B3.

  

Anche l’apertura delle altre organizzazioni sindacali  si sono poi rilevate del tutto infondate durante il confronto del pomeriggio sul  CCNI 2014, su cui riferiamo più avanti.

L’assemblea si è chiusa approvando all’unanimità la piattaforma della USB sul rinnovo del contratto integrativo 2014.

  

 

Tavolo Nazionale CIE 2014

 

Già in apertura del confronto, di fronte  all’imbarazzato silenzio di tutte le altre organizzazioni sindacali, si è capito che non ci sarebbe stata alcuna convergenza  sulle proposte della USB, così come fatto ipotizzare durante l’incontro della mattina.

Non solo una clamorosa marcia indietro rispetto alle aperture fatte sotto la fortissima pressione della delegazione dei lavoratori delle aree A e B, ma addirittura una totale inversione di marcia, con la condivisone dell’ipotesi di Contratto Integrativo presentato dall’amministrazione, che di fatto scarica il costo dell’integrazione sulle retribuzioni dei lavoratori.

Un’operazione che comporterà per circa tremila colleghi la perdita di 400 euro e per altri un analogo guadagno, già a partire dal 2014, senza per altro effettuare veramente una completa equiparazione delle retribuzioni ed allargando ancora di più la giungla retributiva.

Un accordo in cui non solo non viene ritoccato il nuovo “TEP” rispetto alla precedenti proposte, ma viene ipotizzato anche l’abbandono del parametro 107 che è servito negli anni a dare almeno una parziale risposta al fenomeno del mansionismo.

Un contratto integrativo dove l’INPS viene definito “Ente incorporante” facendo capire benissimo che l’integrazione è solo fumo negli occhi dove, come sostenuto dallo stesso Direttore della PPC, è stato facile far saltare oltre 300 posizioni organizzative del territorio con una semplice circolare, ma per smontare una sola posizione organizzativa in  Direzione Generale è necessaria la bomba nucleare e una guerra  batterica.

La vergogna ha assalito tutti i firmatari dei precedenti accordi sulle posizioni organizzative (CGIL,CISL,UIL), che erano pronti a firmare l’ennesimo accordo portato ancora una volta al tavolo nazionale e che solo per decenza non è stato  discusso.

L’ipotesi di CCNI 2014 presentata dall’amministrazione  è stata di fatto condivisa dalla UIL che, parlando anche a nome di CGIL e CISL, ha affermato che si poteva benissimo firmare  subito, salvo alcune piccole limature ancora da apportare, chiedendo  in via prioritaria  un incontro ufficiale con il nuovo commissario anche ai fini del reperimento di nuove risorse.

La USB, richiamando interamente la piattaforma presentata ormai da mesi, votata durante l’assemblea, ha fatto presente con forza che non sarà disponibile a firmare alcun accordo che scarichi sulle spalle dei lavoratori i costi dell’integrazione.

In tema di efficientamento e di nuove risorse, richieste ormai da anni, senza alcun risultato da CGIL,CISL,UIL, l’amministrazione secondo la proposta della USB dovrebbe in primo luogo:  

  • riportare nel fondo incentivante le risorse destinate allo straordinario, di cui si perdono oltre due milioni  ogni anno e che potevano essere erogati come incentivo;
  • coprire almeno una buona parte dei costi delle posizioni organizzative dopo aver presentato un vero riassetto dell’istituto, visto che il “modello Mastrapasqua” sta facendo acqua da tutte la parti, costringendo ora un dirigente ora un altro a ricorrere alle forze dell’ordine per tutelare l’erogazione dei servizi e l’incolumità dei lavoratori del front office, rispetto all’onda montante dell’utenza che si riversa agli sportelli.

 

La riunione si è chiusa con un nulla di fatto ed un rinvio ad un prossimo incontro in cui, grazie alla presenza “salvifica e miracolosa” del prof. Treu, sarà possibile trovare nuove risorse per finanziare l’integrazione senza ricorrere ad un prelievo forzoso dalle retribuzioni dei lavoratori e sottoscrivere il CCNI 2014.

 

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