ASSEMBLEA SEDE INPDAP POTENZA

In allegato il comunicato stampa

Nazionale -

La RdB USB ha tenuto ieri un’assemblea dei lavoratori della Sede di Potenza che ha visto, insieme ad una fortissima partecipazione dei lavoratori, anche la presenza del consigliere regionale Marcello Pittella del PD, già intervenuto sull’argomento con dichiarazioni sugli organi di stampa locali.

Come ovvio il principale argomento affrontato dall’assemblea è stata la chiusura della Sede Regionale dell’Inpdap e l’accorpamento delle sedi di Matera e Potenza sotto un’unica direzione funzionale.

Nel suo breve interveneto il consigliere Pittella, condividendo l’Analisi del delegato della Federazione regionale RdB USB, ha ribadito che la chiusura della Direzione regionale Inpdap  si aggiunge all’ulteriore impoverimento della presenza delle istituzioni pubbliche nella regione Basilicata, che ha già dovuto subire tagli pesantissimi in molti settori della P.A.

Quindi, un ulteriore scippo a danno della Regione mentre non viene toccata la Direzione regionale Inpdap Umbria, paragonabile sia in termini di numero di province che di bacino di utenza.

Una decisone incomprensibile ed improponibile che rischia di produrre pesantissime ricadute sull’opportunità di avvicinare funzioni e strutture al cittadino, obiettivo che sembra invece porsi la determinazione varata dall’Inpdap.

La RdB USB ha rincarato la dose, accettando di sfidare il gratuito giudizio di “TERRORISTI” lanciatogli contro da chi non ha altri argomenti per difendere l’indifendibile, chiarendo che la  determina presidenziale n°226 non ha niente a che vedere con il suo oggetto: “Ordinamento dei Servizi” in quanto, cavandosela con qualche paginetta in cui si elencano Direzioni ed Uffici da chiudere o da salvare, non procede poi con la definizione delle relative funzioni ed attività, non chiarisce i problemi che  ne discendono automaticamente come quello dell’individuazione dei centri di costo e delle relative responsabilità, procede come denunciato dallo stesso Direttore generale ad assumere quello che per noi è uno pseudo Ordinamento  dei Servizi piegando la stessa funzionalità dell’Istituto a logiche di pressione politica e sindacale, che ci autorizza anche ad ipotizzare una facile spiegazione sul diverso trattamento riservato alla regione Umbria ricordando come questa sia da sempre serbatoio elettorale del Presidente.

Dopo un primo momento di imbarazzo dovuto alla sorpresa della determina n°226, si devono oggi registrare le prime reazioni, sia da parte dei lavoratori come quella della Sede di Rimini sia da parte di altri soggetti politici, come la mozione presentata in Consiglio regionale Molise dal consigliere Massimo Romano con la richiesta urgente di intervento sul Governatore regionale Iorio.

Non mancano poi le interrogazioni parlamentari, l’ultima delle quali a firma dell’On. Gnecchi del PD, presentata in data 20 ottobre, con la quale si chiede al Governo di chiarire le procedure di nomina dei nuovi dirigenti generali a seguito della determinazione n°226 del Presidente dell’Istituto.

La situazione è veramente grave e l’unica cosa sensata che l’Amministrazione dovrebbe fare è quella di ritirare la determina, così come sta chiedendo la RdB USB, e tornare al tavolo di confronto per una più attenta valutazione delle decisioni da assumere.

Nell’assemblea di Potenza la RdB USB ha confermato quindi tutto il suo impegno in tal senso, anche confortata dall’ipotesi di intervento formulate dal Consigliere regionale Pittella sul possibile coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni, dell’UPI (unione Province) e dell’ANCI (unione Comuni).

Se il livello dello scontro è destinato a crescere, fatto che non depone  certo a favore dell’Istituto,  non bisogna poi dimenticare le ripercussioni sui lavoratori, a partire dalle nomine dei neo Dirigenti (proprio Potenza docet) che dovranno essere ricollocati, ai colleghi che si sono resi disponibili ad andare a lavorare nelle Direzioni Regionali con la relativa assunzione delle responsabilità e che oggi dovranno far ritorno nelle Sedi Provinciali di appartenenza, senza parlare del rischio che una volta unificate la Sedi si potrà più facilmente chiedere a qualche lavoratore di spostarsi da una parte all’altra per esigenze funzionali, ad esempio da Chieti a Teramo o da Viterbo a Rieti (ecc…) visto che la Sede di lavoro è unica.

“TERRORISMO”  o semplice valutazione dei rischi?

Lasciamo alla riflessione dei lavoratori decidere, ma in fretta, prima che la situazione si consolidi dovendo poi rincorrere i problemi.

Invitiamo quindi tutti, e non solo i colleghi interessati dal terremoto che sta coinvolgendo 44 Sedi su 104, a mettere in atto insieme con la RdB USB una serie di iniziative di lotta per far tornare indietro l’Amministrazione su una decisone che, mentre non tocca le Direzioni Generali, non sa fare altro che aumentare le difficoltà gestionali delle Sedi Provinciali, come se non bastassero quelle con cui i lavoratori fanno i conti giornalmente.

Infine, a meno di manovre nascoste ed indicibili,  per “TERRORISTI” come noi appare del tutto evidente un elevatissimo grado di irresponsabilità dei vertici dell’Inpdap se solo si pensa al trasferimento delle competenze dall’Enam, di cui la determina n° 226 sembra non tener conto, facendo piombare senza alcuna indicazione operativa ed organizzativa  sulle Sedi Provinciali il carico di lavoro derivante dai quasi 1.500.000 (tre milioni con i familiari) di nuovi utenti.

A questo punto, scusateci ma la domanda è d’obbligo, chi sono i veri “TERRORISTI”?

 

RdB USB Pubblico Impiego INPS

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