BUONO PASTO IN LAVORO AGILE INTERVENGONO ANCHE LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

Roma -

(43/20) Senza un accordo integrativo che escluda il riconoscimento del buono pasto in caso di attività espletata in modalità di lavoro agile, il datore di lavoro è obbligato ad erogare il ticket perché lo smart working è solo una diversa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. Lo scrive il Movimento Difesa del Cittadino su un articolo pubblicato alcuni giorni fa sul quotidiano economico “Investireoggi”.

La questione viene affrontata anche all’interno di FPA, il Forum della Pubblica Amministrazione, evidenziando che il lavoro da casa non esclude il riconoscimento del buono pasto. La scelta, quindi, è aziendale.

USB sottolinea come la modalità di lavoro agile abbia le stesse caratteristiche del lavoro in sede, con l’unica differenza del luogo in cui si effettua la prestazione lavorativa.

Pertanto si torna a chiedere il riconoscimento del buono pasto a tutti i lavoratori che sono in lavoro agile, ribadendo che il ticket rappresenta anche un’integrazione stipendiale alla quale non è giusto che i lavoratori rinuncino, soprattutto perché costretti a lavorare a distanza dalla propria sede di lavoro per problemi di sicurezza e per salvaguardare la propria salute. 

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