CEDOLINO DI FEBBRAIO: ANCORA CONFUSIONE E… AMARE SORPRESE!

Comunicato n.9/06

Roma -

Con lo stipendio del mese di febbraio è stato messo in pagamento il saldo dell’incentivo, compreso il coefficiente di maggiorazione (107 invece che 100) per il personale collocato nelle Aree A e B e per i C1/C2.

Hanno trovato inoltre applicazione gli istituti previsti dall’accordo di luglio 2005, quali: adeguamento dell’assegno di garanzia; t.e.p.; indennità per i C3 e C1/C2 (non destinatari di riallineamento t.e.p./assegno di garanzia) dei profili amministrativo e sanitario.

Proprio su quest’ultima voce accessoria si è ingenerata una grande confusione. A quale genio è venuto in mente di definirla "maggiorazione tempo reale"?

Ricordiamo che sul Contratto integrativo è individuata come "maggiorazione del t.e.p." ed è una definizione voluta dalla stessa Amministrazione, per semplificare la lettura delle voci del salario accessorio da parte dei ministeri vigilanti.

La dizione "maggiorazione del tempo reale" ha provocato le giuste rimostranze dei lavoratori che partecipano al progetto "Tempo reale" ma che non sono destinatari di tale indennità.

C’è da chiarire, ma avrebbe dovuto farlo l’Amministrazione, che tale compenso nulla ha in comune con lo stanziamento di € 2.000.000,00 previsto dal Contratto integrativo per remunerare le Sedi pilota (fino ad un massimo di € 500,00 per singolo lavoratore) e quanti partecipano al progetto dal mese di dicembre 2005.

A parte la confusione, i lavoratori destinatari dell’indennità (€ 70,00 mensili per i C3 ed € 30,00 per i C1/C2) hanno avuto l’amara sorpresa di verificare che tale compenso è stato riconosciuto solo per il 2005. Infatti, dal gennaio 2006 la voce "maggiorazione del tempo reale" non è più erogata.

I patti al tavolo della trattativa erano ben chiari a tutti, quando si concordò l’erogazione di un compenso per il personale dell’Area C non indennizzato. Il fatto che l’Amministrazione l’abbia collegato al tempo reale, poi, fa apparire ancora più singolare la scelta di sospendere il pagamento per il 2006, anno in cui il"Tempo reale" dovrebbe svilupparsi in modo compiuto.

 

NOI NON CI STIAMO.

 

L’Amministrazione deve rivedere nei prossimi quindici giorni la propria scelta, disponendo la continuità del pagamento di tale indennità.

In caso contrario, avvieremo una ferma mobilitazione nelle Sedi che avrà una diretta ripercussione sull’applicazione del "Tempo reale" e sulla produttività dell’Istituto.

 

Ci impegniamo, infine, di analizzare in tempi ristretti l’andamento del salario accessorio negli ultimi anni, per verificare se, ad un aumento del Fondo di Ente, sia corrisposto un effettivo aumento retributivo.