​​​​​​​CHI SARÀ IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL’INPS?

Nazionale -

 (08/22)  Ore decisive per la scelta del nuovo direttore generale dell’INPS che succederà a Gabriella Di Michele, il cui mandato è scaduto nei giorni scorsi. Oggi dovrebbe esserci un incontro tra il CdA dell’Istituto e il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Non vogliamo cimentarci nel toto nomine, piuttosto ci interessa delineare il profilo che, a nostro avviso, dovrebbe possedere il responsabile della Tecnostruttura INPS, uomo o donna che sia.

Innanzitutto, deve essere autorevole, perché il direttore generale è Organo dell’Istituto, responsabile della macchina organizzativa, quindi è chiamato a collaborare con l’Organo di governo rappresentato dal CdA e dal presidente secondo le rispettive competenze, evitando comportamenti subalterni o addirittura di rinuncia delle proprie prerogative. In tal senso è richiesta una conoscenza profonda del complesso ingranaggio organizzativo dell’Istituto con una solida e diffusa esperienza dirigenziale. Allo stesso tempo, appartenenze a schieramenti politici o sindacali non devono condizionarne l’operato, che deve contraddistinguersi per equilibrio, competenza e capacità manageriale.

Deve essere un soggetto di specchiata moralità, che non abbia scheletri nell’armadio, per evitare che comportamenti di dubbia legittimità possano essere utilizzati per attaccare l’Istituto e sporcarne l’immagine agli occhi dei cittadini, con ripercussioni negative anche sul personale, in special modo quello a diretto contatto con l’utenza.

Cosa ci aspettiamo dal nuovo direttore generale?

  • l’immediata revisione dell’attuale modello organizzativo imposto a forza e con ottusa testardaggine, recuperando una visione ampia dei processi lavorativi che produca allargamento delle conoscenze e capacità di presidiare ampi settori lavorativi, attraverso percorsi formativi che portino ad una concreta crescita professionale;
  • la capacità di ricompattare tutta la classe dirigente dell’Istituto, ancora oggi divisa e lacerata da lotte intestine alimentate da scelte vendicative degli organi interni di governo e di gestione;
  • la forza di applicare le disposizioni legislative con la necessaria flessibilità e autonomia quando necessario, come nel caso della valutazione del personale o dell’utilizzo dello smart working in questa fase di emergenza sanitaria, senza far venire meno il livello dei servizi e il presidio delle attività, anzi, utilizzando ancora l’attuale fase per sperimentare soluzioni innovative nell’interesse collettivo. 

Chiunque assumerà il prestigioso ed oneroso incarico di dirigere l’INPS a nostro avviso dovrà partire da qui e noi glielo ricorderemo, uomo o donna che sia.

 

 

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