Comunicato del coordinamento LAZIO: Per la dirigenza dell’area romana l’utenza è solo una questione di cruscotto per i lavoratori sono persone, 365 giorni l’anno.
GIRIAMO A TUTTO IL PERSONALE IL COMUNICATO DEL COORDINAMENTO REGIONALE USB INPS LAZIO
BOCCIATI
PER LA DIRIGENZA DELL’AREA ROMANA L’UTENZA È SOLO UNA QUESTIONE DI CRUSCOTTO
PER I LAVORATORI SONO PERSONE, 365 GIORNI L’ANNO.
Quasi 8.000 cittadini respinti in sei mesi nelle sedi della DCM Roma. La dirigenza se ne accorge solo ora che il dato pesa sui suoi risultati e, come al solito, scarica sui lavoratori
DENUNCIAMO quello che i numeri gridano da mesi. Nel primo semestre 2026 le sedi della DCM Roma hanno “rifiutato” per incapienza delle agende circa 7.900 richieste di appuntamento, una su cinque (19,78%, contro il 3,64% nazionale), oltre la metà dei rifiuti dell’intero Paese.
Improvvisamente, nel pieno dell’estate più calda finora registrata, la DCM grida all’emergenza, improvvisamente… si palesa il problema…
Possibile che nessuno, ai vertici, se ne sia mai accorto? I numeri erano in ogni cruscotto, mese dopo mese: nessun allarme, nessun piano. Poi l’indicatore sale dal 30% al 45% nell’Indice Customer (messaggio Hermes n. 1761) e l’utenza diventa di colpo una priorità assoluta: non quando restava fuori dalla porta e non influiva sui numeri, che soli guidano l’agire dei nostri dirigenti/responsabili, ma solo quando comincia a pesare sul loro portafoglio e sulla loro scheda di valutazione. E la “soluzione” è scaricare tutto su chi lavora, più slot e nuove agende a organici invariati, come se il problema fosse la produttività del personale e non le scelte di chi ha la responsabilità di organizzare il servizio pubblico e diserta quotidianamente i canoni del buon andamento, perché impegnato solo ad orientare le lavorazioni al massimo realizzo di cruscotto (PIAGA MALIGNA DELL’INPS).
Fino a ieri la soddisfazione dell’utenza non era nei pensieri di lorsignori, fino a ieri contavano i biechi numeri di lavorazioni, la cui qualità e impatto sugli utenti interessava poco e niente.
È sconcertante doverlo ricordare, ma siamo a Roma: la capitale del pubblico impiego, dei ministeri, dei fondi speciali e dei grandi poli specialistici nazionali, dallo spettacolo al credito. Qui si concentrano lavorazioni che altrove quasi non esistono, ed è proprio lì che si ammassano i rifiuti: oltre 2.100 sulle pensioni dei fondi alternativi all’AGO, più di 1.100 sulle prestazioni dei lavoratori dello spettacolo (PALS), oltre 1.500 sul credito ai dipendenti pubblici. Una dirigenza consapevole del territorio che amministra avrebbe programmato da anni: organici adeguati, agende dimensionate sulla domanda, personale formato e affiancato su quelle materie, poli specialistici dotati di strumenti e risorse. Nulla è stato fatto: Roma è stata amministrata come una sede qualunque, la sua specificità - nota, prevedibile, strutturale - semplicemente ignorata. Questo risultato decreta definitivamente il fallimento della dirigenza romana che risulta deficitaria da almeno un decennio. Non una fatalità, ma una precisa responsabilità gestionale, di cui oggi pagano il conto gli utenti respinti e i lavoratori travolti da raffazzonati tentativi di salvare capra e cavoli, attuati in tutta fretta, aumentando a dismisura i carichi di lavoro con la previsione di raddoppi di slot consulenza impossibili da gestire in parallelo al mantenimento degli standard di lavorazioni necessari.
USB DENUNCIA L’EMERGENZA DI CAOS ORGANIZZATIVO NELLE SEDI ROMANE
I LAVORATORI TARTASSATI E SVILITI DALLE PAGELLINE SEMPRE PIU’ AL RIBASSO, CHE MINANO SEMPRE PIU’ IL CLIMA LAVORATIVO PONENDOLI IN RECIPROCA QUOTIDIANA COMPETIZIONE, BOCCIANO DECISAMENTE L’OPERATO DELLA DIRIGENZA CHE NAVIGA A VISTA SENZA UN PROGETTO COERENTE DI LAVORO CONDIVISO CON IL PERSONALE
PER FRONTEGGIARE QUESTA INARRESTABILE DERIVA USB CHIEDE:
· un piano straordinario e immediato di potenziamento del personale nei settori e nei Poli specialistici in crisi, a partire dalle pensioni pubbliche;
· la previsione urgente di un piano di assunzione di un numero cospicuo di ASSISTENTI AMMINISTRATIVI, figura ormai quasi scomparsa nella dotazione organica ma FONDAMENTALE per supportare il servizio all’utenza.
· NESSUN AMPLIAMENTO DI SLOT SENZA UN PROGETTO SERIO. Spostare i “soldatini” qui e là significa sacrificare le lavorazioni di oggi e fabbricare le emergenze di domani;
· un confronto immediato sui carichi di lavoro delle filiali romane. Stiamo infatti registrando da tempo l’imposizione di ritmi sempre più pressanti e vessatori che espongono a grave rischio la salute psicofisica dei lavoratori.
I lavoratori delle sedi assistono da sempre l’utenza 365 giorni l’anno, allo sportello e nelle lavorazioni, anche quando nessun cruscotto li guarda.
Chi ha scoperto i cittadini solo quando sono diventati una percentuale, non presenti ai lavoratori il conto della propria incapacità.
L’utenza non si cura a suon di cruscotto. Si cura con le persone, le competenze e le risorse. Ogni giorno! Non quando suona la campanella al Signor Direttore!
USB P.I. INPS COORDINAMENTO REGIONALE LAZIO
Roma 7 agosto 2026