Decreto sviluppo: il governo attacca le funzioni centrali dello Stato! USB si mobilita per la difesa delle funzioni pubbliche di Vigilanza e per la tutela professionale dei lavoratori

COMUNICATO STAMPA


Negli ultimi venti giorni il governo ha scatenato un tale fuoco di fila contro l’attività di accertamento fiscale e contributivo, da determinare smarrimento e rabbia tra i funzionari della Vigilanza delle amministrazioni pubbliche.

 

“L’ultimo colpo è stato assestato con il Decreto per lo sviluppo, presentato in Consiglio dei ministri lo scorso 5 maggio – afferma Luigi Romagnoli del Coordinamento nazionale USB pubblico impiego – All’Art. 7 si dispone che i controlli in materia fiscale e contributiva da parte delle diverse amministrazioni siano unificati, che abbiano una cadenza al massimo semestrale e una durata non superiore ai 15 giorni, esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed emergenza. La trasgressione di tali disposizioni da parte dei lavoratori pubblici sarà considerata illecito disciplinare”.

 

“Lo stesso giorno il direttore dell’Agenzia delle Entrate scriveva una lettera ai dipendenti invitandoli ad evitare comportamenti vessatori nei confronti dei contribuenti – prosegue il delegato USB – mentre quindici giorni prima il ministro dell’Economia e delle Finanze, intervenendo in Commissione al Senato, aveva parlato di oppressione fiscale sulle imprese”.

 

“E’ chiara l’intenzione di mettere definitivamente sotto tutela politica l’attività di Vigilanza, togliendo autonomia alle singole amministrazioni, per liberare le imprese dai controlli di legalità con il chiaro intento di scaricare la crisi, che appare sempre più devastante, sui redditi da lavoro dipendente – conclude Romagnoli dell’USB pubblico impiego – A queste scelte politiche opponiamo le nostre iniziative. Stiamo raccogliendo le firme in calce ad un disegno di legge di iniziativa popolare su Fisco e sostegno al reddito da lavoro dipendente, per restituire slancio ai salari, mentre il prossimo mese di giugno chiameremo i lavoratori pubblici ad una giornata di mobilitazione in difesa delle funzioni pubbliche di Vigilanza, controllo e servizio e per rafforzare le tutele professionali dei lavoratori, non escludendo il ricorso allo sciopero per difendere un’attività che riteniamo vitale per il Paese, a presidio della legalità, dei diritti dei lavoratori e dell’interesse economico collettivo”.

 

 

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