DICHIARAZIONI INESATTE DA PARTE DELLA MINISTRA CATALFO. TRIDICO INTERVENGA A NOME DELL’INPS

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Roma -

Lo scorso 19 dicembre in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati si è tenuta l'audizione della ministra Catalfo in merito all'indagine conoscitiva sul riordino del sistema della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione ed assicurazione obbligatoria, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 14 Settembre del 2015 n. 149. Nel corso dell'audizione la ministra, dopo una lunga elencazione di dati statistici, dai quali, a suo dire, risulterebbe il buon andamento dell'Ispettorato nazionale del Lavoro, ha sottolineato un problema di mancata condivisione delle banche dati tra gli enti (INPS-INAIL-INL).

Su questo punto è doveroso che l’INPS ribadisca invece che sono stati forniti tutti gli applicativi richiesti dall'Ispettorato allo scopo di consentire anche ai funzionari ispettivi del Ministero di procedere autonomamente alla quantificazione degli obblighi contributivi relativi alle aziende ispezionate.

Tuttavia ancora oggi, a tre anni dall'avvio dell'Ispettorato, soltanto gli ispettori dell'INPS sono in grado di leggere ed interpretare i dati aziendali e di  procedere, in conseguenza, all'esatta quantificazione dell'evasione contributiva, perché sono gli unici a possedere le competenze professionali che di certo non si acquisiscono in poco tempo.

Invitiamo il presidente Tridico a correggere le affermazioni della ministra Catalfo, sia in merito alla mancata condivisione delle banche dati, sia per quanto concerne la cosiddetta intensa formazione degli ispettori dell'INPS e dell’INAIL in materia di attività di polizia giudiziaria, a meno che non si abbia una diversa percezione di cosa significhi “intensa formazione”.                                

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