DIFFERENZIALI STIPENDIALI: discriminazioni per gli ex mansionisti e per i neoassunti
DIFFERENZIALI STIPENDIALI: DISCRIMINAZIONI PER GLI EX MANSIONISTI E PER I NEOASSUNTI
(C10/2026) Gli ex mansionisti, transitati solo negli ultimi anni nell’Area dei Funzionari, hanno svolto per lungo tempo mansioni superiori senza il dovuto riconoscimento giuridico ed economico. Per anni hanno garantito all’Amministrazione professionalità, responsabilità e carichi di lavoro propri dell’Area C, pur rimanendo formalmente inquadrati nell’Area B. Il passaggio all’Area dei Funzionari ha finalmente riconosciuto il loro ruolo sul piano formale. Tuttavia, sul piano economico, il sistema dei differenziali stipendiali rischia di lasciarli con la stessa retribuzione ancora per molti anni.
A tre anni dall’introduzione dei differenziali stipendiali emergono con chiarezza le criticità del meccanismo. Un’ampia platea di lavoratori, transitati o assunti nell’Area dei Funzionari, non ha potuto accedere ad alcun differenziale economico. Con il bando previsto in base al CCNI 2025 alcuni lavoratori beneficeranno di una seconda progressione stipendiale e altri resteranno a guardare. Il meccanismo non è quindi neutro: rende molto difficile per i neo-funzionari recuperare terreno - nonostante la previsione contrattuale di un punteggio aggiuntivo per chi non ha ottenuto alcun differenziale stipendiale per più di sei anni – e amplia ulteriormente la forbice retributiva tra dipendenti della medesima Area. Ne deriva una crescente percezione di ingiustizia, con effetti evidenti sul clima lavorativo: demotivazione, divisioni e perdita di fiducia.
Tutto ciò è il risultato non solo del CCNL ma anche di scelte contenute nel CCNI Inps 2025: la sola CISL lo ha firmato, ma allo stesso modo sono responsabili Confsal Unsa, FLP e Confintesa perché hanno comunque partecipato agli incontri di trattativa che hanno definito questo impianto. È stato così accettato un modello che non garantisce una distribuzione equilibrata delle progressioni economiche e che oggi mostra tutti i suoi limiti. Il messaggio che passa è semplice e preoccupante: chi ha già beneficiato dei differenziali continua ad avvantaggiarsi, mentre chi è entrato da poco nell’Area dei Funzionari rischia di restare fermo per anni. Non si può parlare di valorizzazione del personale se si creano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Un sistema di progressioni economiche deve offrire opportunità diffuse, non alimentare disparità.
Riteniamo quindi necessario rivedere questo meccanismo e aprire un confronto serio per correggere le distorsioni esistenti. Le progressioni economiche devono tornare a essere uno strumento di riconoscimento e crescita per tutti, non un fattore di ulteriore divisione tra lavoratori.