EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA

Comunicato n. 36/14

Roma -

Si è svolto giovedì scorso il XXIV coordinamento USB del Lazio, al quale hanno partecipato 48 delegati delle differenti gestioni provenienti dalla intera regione.

 

Molteplici i temi all’ordine del giorno a cominciare dallo sciopero generale che è stato indetto dalla nostra OS per protestare contro l’attacco, senza precedenti, sferrato al mondo del lavoro in tutte le sue forme e ai cardini della democrazia.

 

Nonostante le comprensibili difficoltà, uno sciopero inevitabile e doveroso, che fa da unico contraltare efficace alle risibili manifestazioni di sabato sul Jobs Act e sul lavoro inteso dal governo come semplice “opportunità a tutele crescenti”.

 

La discussione si è poi spostata sulle procedure di recupero disposte in maniera unilaterale dall’amministrazione centrale e inerenti le somme relative alla cassa pensionistica. Considerati i grossolani errori commessi in merito dalla DG, sia a livello specialistico che formale, la USB ha predisposto una diffida e indetto una apposita assemblea per circa 840 colleghi interessati il prossimo 28 ottobre a Roma, mentre vanno ovviamente preparate le memorie difensive da parte dei singoli.

 

Per quello che concerne le convocazioni, in questi giorni diramate a tappeto, sull’orario di servizio e di lavoro, tenendo presente che il primo va inevitabilmente ad impattare sul secondo, il coordinamento ha espresso una netta avversione alle disposizioni imposte circa la rideterminazione, precisando più in particolare che l’orario di lavoro ad oggi non risulta tra le materie escluse dalla contrattazione (com’è invece accaduto per l’organizzazione del lavoro con il decreto Brunetta) e pertanto questo ennesimo colpo di mano va rigettato ovunque con fermezza.

 

Molti delegati hanno poi rappresentato, in maniera chiara e accorata, le difficoltà tuttora esistenti a livello interpersonale tra i lavoratori delle gestioni pubblica e privata, analizzando gli inevitabili strascichi derivanti dalla soppressione dell’ex SCAU, dell’INPDAI e dell’IPOST prima dell’INPDAP e dell’ENPALS più di recente.     

 

Insomma, un film già visto ed un tessuto sempre da ricostruire a livello umano con deterioramenti continui e fratture profonde difficili da sanare, specialmente se i vertici dirigenziali dell’INPS perseverano nel considerare gli utenti soltanto dei numeri e i lavoratori semplici pedine da utilizzare alla catena di montaggio. Un’esperienza davvero umiliante, che molti hanno già vissuto e raccontano con dolore, che rende quanto mai necessaria l’apertura di un confronto immediato, mentre è stata da più parti sottolineata l’assenza di una formazione adeguata.

 

I lavori del XXIV coordinamento sono proseguiti con una disamina puntuale sui contenuti della cosiddetta legge di stabilità relativi alle costituende due agenzie della Vigilanza (sotto il controllo diretto del potere politico) e dell’Occupazione, con la finalità neppur malcelata di portare le prestazioni all’esterno dell’Istituto.

 

Pieno sostegno è stato fornito alle sacrosante rivendicazioni dei lavoratori delle aree A e B (che ancora non trovano posto nella contrattazione 2014) mentre la differenza stipendiale mensile tra un A1 e un C5 si aggira intorno a 530 euro!!!

 

Nonostante tutto, contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione già in atto, contro il blocco dei contratti previsto fino al 2020, contro una fasulla e virtuale integrazione pagata dai lavoratori, contro la trasformazione dell’Ente in una sterile banca dati, contro il mercato delle posizioni, il vento soffia ancora...

 

 

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