GENTILE SIG. DIRETTORE...

Modena -

 

Gentile Sig. Direttore,  

                  

chi Le scrive sono le RSU dell’INPS di Modena. Siamo increduli ed indignati per l’incivile e menzognera campagna diffamatoria nei confronti di tutto il pubblico impiego. Poiché l’Istituto, di cui ci onoriamo di far parte, è stato oggetto di numerosi attacchi, ci sentiamo, innanzitutto, di fare alcune considerazioni preliminari sui compiti e funzioni istituzionali che rappresentano il “core business” dell’intera attività.

L’INPS negli ultimi decenni ha acquisito una efficienza ed efficacia riconosciute da tutti gli attenti osservatori e in particolare dalle Istituzioni (Parlamento, Governo) che nel corso degli anni hanno affidato compiti che, pur non rientrando della sfera assicurativo- previdenziale, facevano e fanno parte del sistema di sicurezza sociale (“Welfare State”) di cui l’INPS costituisce il pilastro più importante.

Si ricorda che i servizi / prodotti attualmente trattati e, quindi, erogati, sono in totale n°486 e solo al raggiungimento degli obiettivi fissati dagli organi preposti, è legata l’erogazione dei benefici economici ulteriori.

Ricordiamo che presso l’INPS vi è stato l’accorpamento delle funzioni di Enti quali l’INAM. lo SCAU, l’INPDAI, in più gli sono stati affidati altri compiti quali: il pagamento delle prestazioni economiche agli “invalidi civili”, la cessione del quinto e l’attività delle “commissioni mediche di verifica provinciale”  relativamente agli invalidi civili, quindi l’INPS, oltre ad assolvere compiti istituzionali (riscossione crediti e pagamento prestazioni) svolge anche compiti di natura prettamente assistenziale e sociale.

 

- E’ una campagna menzognera perché il ministro Brunetta “mente sapendo di mentire”. Quando dichiara che l’INPS dà in appalto a ditte private la liquidazione delle pensioni e che i dipendenti di tali aziende produrrebbero sei volte di più che i lavoratori dell’Istituto Previdenziale. Notizia totalmenteinventata !!! Assolutamente falsa! L’INPS liquida le pensioni, mediamente, in poco più di un mese, nonostante il notevole calo di organico e il blocco del turn-over.  Quindi non c’è nessunissima necessità né  intenzione di dare all’esterno questo servizio basilare per un Ente Previdenziale . Forse questo Ente fa gola a molti parlamentari-imprenditori e, vista la mole di informazioni private che contiene nei propri archivi, potrebbe far gola ad aziende poco scrupolose per effettuare loschi affari alla faccia della legge sulla privacy.

 

- E’ una campagna incivile!! Il ministro Brunetta, (lui sì, campione d’assenteismo, con una presenza  in servizio, quand’era euro parlamentare, solo del 48,21%) Con la sua “opera” diffamatoria, sta colpevolizzando un’intera classe lavoratrice. Sta generalizzando comportamenti scorretti che sono propri di una minoranza  di lavoratori sia pubblici che privati.

Al di là dei proclami, infatti, le percentuali d’assenza dal lavoro, nel confronto tra pubblico e privato,  divergono di poco. Quello del ministro é un  comportamento che divide, contrapponendo il mondo del lavoro pubblico a quello privato, quasi ci fossero interessi diversi tra i due settori, che non quello della “fratellanza solidale” nel lavoro.

Gli antichi latini, che di “potere” ne sapevano, dicevano “DIVIDE ET IMPERA”…

 

- Brunetta mente quando dice: “nessun premio di produzione sarà distribuito in base ad automatismi. Si dovrà tener conto dell’apporto individuale”.

 E’ già così dal 1990 (Art13 DPR 43/90). All’INPS i parametri dell’apporto individuale sono addirittura quattro.

Come quando dice: “caccia  ai fannulloni che si ammalano, visita fiscale fin dal primo giorno di malattia e con taglio dello stipendio per i primi 10 giorni” E’ già così dal 1994 anno nel quale si sono stipulati i Contratti di lavoro di tipo privatistico per i dipendenti pubblici (Art. 21 del CCNL).

Brunetta vende fumo con affermazioni false per non affrontare i veri problemi di tutti i lavoratori, Per non confrontarsi sull’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni e sul rinnovo dei Contratti di Lavoro.

 

- E’ una campagna  incivile, perché il  ministro Brunetta si permette di utilizzare un sito Internet “istituzionale”, quale quello del ministero da lui rappresentato, quindi pagato con denaro di noi tutti, per pubblicare quotidianamente vignette satiriche che deridono sarcasticamente i lavoratori pubblici.  Proprio lui, che, rivestendo una posizione istituzionale quale ministro della funzione pubblica, “dovrebbe rappresentare” tutto il pubblico impiego. Invece ne è il primo schernitore e denigratore, mostrandosi irrispettoso per il “lavoro altrui”, che è anche il suo!!

Lavoro altrui che significa: turni massacranti per gli infermieri d’ospedale, sempre sott’organico e sotto pagati. Scuole pubbliche con un numero di alunni per classe, sempre più alto, dove gli insegnanti sono ridotti ad essere, alla faccia di ogni elementare “principio” pedagogico, “manovali” dell’insegnamento e con uno stipendio tra i più bassi d’Europa. Poliziotti che rischiano la vita tutti i giorni, ai quali tagliano gli stanziamenti necessari a migliorare il servizio. Ispettori previdenziali e ministeriali impossibilitati  a svolgere l’attività ispettiva perché senza soldi per benzina e missioni esterne. Tribunali bloccati per mancanza di fondi per la carta, le attrezzature informatiche, traduttori. E così via elencando: dipendenti della Previdenza, degli Enti Locali, delle varie Agenzie, dei Ministeri ecc. costretti a lavorare tra mille difficoltà, sotto organico e sotto inquadrati e sempre più spesso in condizioni di precariato.

Eppure TUTTI i politici, in campagna elettorale si sono impegnati, promettendo lotta all’evasione, stanziamenti per la sicurezza, scuola e Amministrazione Pubblica più moderna e competitiva, vicina al cittadino ecc. La realtà post - elettorale è ben altra!

Il signor ministro, purtroppo, TACE sui vergognosi privilegi di quelli che sono i più pubblici di tutti i dipendenti: I MINISTRI E I PARLAMENTARI i quali, nonostante un tasso di assenteismo individuale, quello sì, vergognosamente alto (arriva sino al 98,50%), continuano a percepire “comunque e sempre” stipendi e indennità varie che possono arrivare oltre i 22.000 euro mensili. Mediamente i più alti d’Europa, mentre gli stipendi dei lavoratori Italiani sono tra i più bassi!!!

Da un’elaborazione del Sole 24 ore riferita ai dati di Camera e Senato , si può scoprire agevolmente gli assenti alle votazioni parlamentari (ricordate i famosi pianisti, di cui non è più di moda parlare, che votano anche per chi non c’è?) Se qualcuno vuole verificare trova i nomi di gran parte dei cosiddetti “nuovi Moralizzatori”. Visto il “curriculum” di molti parlamentari, se si utilizzasse la loro stessa logica generalizzante, adoperata nei confronti dei lavoratori pubblici, paradossalmente si potrebbe affermare che il nostro parlamento è costituito da pregiudicati, delinquenti, ladri e condannati….

 

- E’ mendace quando, ad Agosto, produce statistiche sulla produzione di tutto il Pubblico Impiego, riferite al mese di Luglio. Per dimostrare che grazie alle sue provocazioni e al suo ex DL 112 , si sarebbe già verificato in tutto il settore, un calo delle malattie mediamente del 35% ed un aumento di produttività della stessa entità…(!!?) Ma ci faccia il piacere!!! Per un decreto deliberato solo pochi giorni prima, il 25 di giugno? Quando le scuole sono già chiuse e in pieno periodo di ferie? Cosa impossibile anche se avesse la bacchetta magica. Veramente il sig. ministro dimostra di aver scarsa considerazione dell’intelligenza degli Italiani…!

 

- Brunetta mente quando dice che i dipendenti del pubblico impiego progrediscono automaticamente nella carriera…quello che aspettiamo dal 2006 avverrà attraverso una selezione di 2000/2500 test… altro che passaggi di livello “automatici”!!

TUTTE le statistiche economiche collocano il valore dei salari Italiani, al penultimo posto in Europa, (tra la Grecia e il Portogallo).  In realtà la legge, nei suoi ottantacinque articoli e circa 110 pagine, contiene norme che colpiscono i cittadini tutti, in primis come lavoratori, sia pubblici che privati,  e poi come utenti del servizio Pubblico.

Quanti sanno, infatti, che la legge toglie l’obbligo del riposo ogni sette giorni lavorativi portandolo ad una media bisettimanale? Che allarga le deroghe all’obbligo delle 11 ore di riposo giornaliero per i lavoratori che fanno turni? Che cancella le sanzioni a carico delle aziende che non rispettano i limiti di legge sull’orario di lavoro e sui riposi giornalieri e settimanali?…

Poi si stupiscono dell’aumento dei morti sul lavoro e “ipocritamente” gli  dedicano un minuto di raccoglimento in quel tempio “dell’alta ipocrisia” che è ogni anno l’inaugurazione della “prima alla Scala” (come è accaduto per i lavoratori morti, della Thyssen, dove alcuni di loro erano in turno da più di dodici ore).

 

La legge 133 è tutta così: toglie definitivamente il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro (“con buona pace” dei giovani in cerca di occupazione). Trasforma le università in “fondazioni”, con la conseguenza, di fatto,  di privatizzarne la ricerca per fini aziendali e non nell’interesse sociale. Apre alla privatizzazione di molti servizi pubblici ecc.

Non ci dilunghiamo oltre per non tediarla ulteriormente su questo argomento. Certo “noioso” ma, aggiungiamo, fondamentale per il futuro di tutti noi  lavoratori. Stanno stringendo il cerchio sul pubblico impiego, per cambiare le regole contrattuali anche del lavoro privato. Questa è la scandalosa verità, che  sta’ dentro alla legge 133 e a questa becera e vergognosa campagna. Lesiva della dignità di tutte quelle persone “perbene”, che ogni mattina si apprestano ad affrontare una nuova giornata di onesto e serio lavoro. Solo due sono le certezze immediate di questa falsa ondata moralizzatrice: il taglio del salario dei dipendenti pubblici e l’orizzonte di un contratto da 60 euro. 

 

La salutiamo cordialmente, ringraziandola per lo spazio che vorrà dedicarci.

 

RSU INPS MODENA

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