I DEPOSITARI DEL VERBO

Comunicato n. 27/10

Roma -

 

Il comportamento assunto dalla CISL in questi ultimi mesi, sia dentro che fuori l’Istituto, è un cocktail difficile da decifrare, condito con i soliti ingredienti della scorrettezza e dell’arroganza. Riassumiamone i contenuti in ordine cronologico.

Con la “consueta concretezza” di chi da sempre ha sistemato le faccende nei corridoi e dopo “aver lavorato incessantemente per tutto il mese di agosto”, la CISL interna annuncia urbi et orbi, nel bel mezzo di una grande lotta unitaria, il clamoroso risultato conseguito: l’agognato aumento dei buoni pasto a 12 euro.

La presunzione è tale che, per recuperare in termini di credibilità e di consensi ormai a picco, i vertici della Funzione Pubblica, notato il marcato isolamento, intervengono quotidianamente per dimostrare la “validità del percorso CISL” e giungono finanche a smentire ufficialmente i dati conclusivi sulla consultazione unitaria riguardante le Linee guida 2010 (diffusi da tutte le altre OOSS a metà settembre), perché conseguiti “senza alcuna certificazione”.

Un vero e proprio autogol si registra poi quando, nel pomeriggio del 1° ottobre a conclusione della grande manifestazione unitaria indetta dagli altri sindacati in difesa dell’Istituto, la CISL conferma l’avvenuta certificazione del CCNI 2009  soltanto per la parte normativa. Senza cioè la parte economica. Una inezia.       

Ma lo “sforzo progettuale” della CISL prosegue senza tentennamenti di sorta, con i suoi sepolcri imbiancati che, in diretta televisiva, tentano di spiegare agli ignavi (tra i quali un operaio metalmeccanico ed una lavoratrice precaria) “che cosa è il lavoro e come vengono regolamentati i turni”. Testuale!! Uno sconcio. Velo pietoso sul nuovo modello Pomigliano. Dove si perde il senso della misura. Ed è a questo punto che più di qualcuno si sente legittimamente provocato da chi, invece di provare a difendere la vita e la dignità dei lavoratori, continua ad impartire seriose lezioni dal pulpito, sentendosi unico depositario del Verbo.

Le innocue, colorate e simboliche contestazioni dei giorni scorsi, organizzate da gruppi spontanei, stanno proprio ad indicare la siderale distanza oggi esistente tra questa OS, stranamente sempre pronta a collaborare con la controparte nel tentativo di smantellare tutti i diritti acquisiti, ed il mondo del lavoro in genere. Come già in precedenti occasioni (occupazione di interi edifici subito consegnati ai cittadini senza casa e promozione di Gruppi di Acquisto Solidale, per aiutare le famiglie meno abbienti), gli attivisti di “Action – Diritti in movimento” hanno avuto in realtà il grande merito di evidenziare le palesi contraddizioni esistenti. “Ma come si permettono di protestare?” Probabilmente questo è ciò che hanno pensato alla CISL, trovando la stolida solidarietà di vari esponenti del governo. Anche il successivo tentativo, fatto alla disperata ricerca di una qualunque via pur di uscire dall’isolamento, di criminalizzare in maniera indegna chi la pensa diversamente, rientra probabilmente nel “percorso coerente della CISL” quella che parla “alla testa dei lavoratori” e che predilige comunque la collaborazione. Ignorando una realtà fatta di migliaia di morti sul lavoro, di malati terminali, di cassintegrati, disoccupati e precari, per non parlare del lavoro nero/sommerso. Con la certezza che l’operato di questi collaborazionisti è consegnato alla Storia. 

 

Coordinamento regionale RdB-USB INPS Lazio

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