I DIRITTI DEVONO ESSERE UGUALI PER TUTTI

Roma -

(95/20) SINDACALISTI USB INPS DI NUOVO SOTTO ATTACCO

QUALCUNO APPLAUDE PENSANDO DI TRARNE VANTAGGIO

Due dirigenti sindacali nazionali della USB Pubblico Impiego INPS, Vincenzo Campolo e Luigi Romagnoli, in forza come dipendenti alla direzione centrale tecnologia informatica e innovazione, hanno aderito all’interpello nazionale per i cambi di profilo per esigenze dell’amministrazione, art. 4 dell’accordo nazionale 30/4/2020, dichiarandosi disponibili a transitare dal profilo amministrativo a quello informatico. I due lavoratori, che guidano la struttura nazionale della USB, figurano tra il personale della DCTII dal 2014, anno in cui rientrarono parzialmente in produzione a seguito del dimezzamento delle agibilità sindacali imposto dal Governo Renzi, restando in distacco al 50%.

Nel 2015 furono esclusi dal passaggio al profilo informatico per una vendetta consumata dall’allora capo del personale che, tra le altre cose, non gradì la trasmissione agli organi dell’Istituto di una lettera anonima recapitata al sindacato di base nella quale il dirigente era accusato di comportamenti censurabili in attività di servizio. La versione ufficiale fu che l’attività svolta dai due sindacalisti della USB non era pienamente attinente alle funzioni informatiche.

Stiamo parlando degli stessi sindacalisti che tre anni prima, nel 2012, rischiarono il licenziamento per aver denunciato un altro capo del personale dell’Istituto, che aveva autorizzato a se stesso un prestito, per giunta d’importo maggiore rispetto a quello possibile. Il capo del personale deferì i due lavoratori all’ufficio disciplina con la proposta del licenziamento per un volantino della USB che riteneva offensivo nei suoi confronti, denunciando per diffamazione uno dei due sindacalisti. Finì che il procedimento disciplinare nei confronti dei dirigenti della USB fu archiviato, così come la denuncia penale, mentre il capo del personale fu licenziato e poi riassunto ma degradato a seguito di una successiva conciliazione.

Arriviamo ai giorni nostri e la storia si ripete. Dopo sei anni di lavoro informatico ai due sindacalisti della USB non può più essere messa in discussione l’attività svolta ed allora ci si inventa che poiché non sono in produzione a tempo pieno non possono passare al profilo informatico. Un criterio cucito su misura e inventato di sana pianta dalla Commissione centrale, nella quale, guarda caso, siede il direttore centrale organizzazione e comunicazione del quale la USB ha chiesto la rimozione da alcune settimane per non aver garantito un’adeguata informazione esterna rispetto alla gestione delle prestazioni Covid e per non aver saputo fornire le opportune indicazioni organizzative per l’attività informativa da remoto rivolta all’utenza nella fase di emergenza sanitaria.

I rappresentanti della USB nel corso delle due riunioni del tavolo sindacale nazionale sul tema dei cambi di profilo hanno puntualmente evidenziato l’incongruenza di alcune proposte della Commissione centrale volte ad escludere una parte consistente di disponibilità espresse dai lavoratori per il passaggio ai profili sanitario, tecnico ed informatico. Quindi non hanno agito “pro domo sua” come maliziosamente dichiara il volantino di CGIL-CISL-CONFINTESA e CONFSAL UNSA intitolato “CAMBIO PROFILO: LA VERITA’ EMERGE!”, diffuso ieri 30 luglio, nel quale, piuttosto che evidenziare la mancanza di coerenza delle proposte della Commissione centrale rispetto all’accordo che quelle stesse organizzazioni sindacali hanno sottoscritto, hanno preferito attaccare a testa bassa lavoratori dell’Istituto che hanno il torto di rappresentare un’organizzazione sindacale, come la USB, che è l’unico, vero ostacolo, ad una deriva sindacale di tipo consociativo e clientelare. Perché i diritti dei rappresentanti della USB non dovrebbero essere tutelati come quelli di tutti gli altri lavoratori dell’Istituto? Perché questo accanimento verso la USB?

Vi lasciamo con questo interrogativo, al quale noi da tempo abbiamo dato risposta, scegliendo ancora una volta la strada della coerenza e del coraggio e non quella dell’interesse personale. Sarebbe stato fin troppo facile rispondere alla sguaiata polemica di quelle organizzazioni sindacali con altrettanto livore, magari ricordando i trascorsi di qualcuno dei firmatari di quel volantino, ma noi preferiamo combattere l’avversario sul piano delle idee e delle proposte. Uno dei punti di forza dei rappresentanti della USB è quello di non avere scheletri nell’armadio e quindi di non essere ricattabili. Non importa se questo comporta essere attaccati in modo vigliacco dall’amministrazione sul piano personale, con l’applauso di alcuni sindacati compiacenti che sperano di trarne vantaggio. Noi andiamo avanti tra e con i lavoratori che ci riconoscono onestà e coerenza.            

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