I LAVORATORI PRENDONO PAROLA SUL CONTRATTO INTEGRATIVO CENTINAIA DI MAIL ALLA CASELLA DELLA USB INPS

Nazionale -

(52/21)  Chi pensa che i lavoratori siano rassegnati, ripiegati su sé stessi, senza più alcuna voglia di partecipare ai processi decisionali che li riguardano si sbaglia di grosso. Ne sono la prova le tante mail arrivate in queste ore alla casella di posta elettronica della USB dell’INPS, dopo aver diffuso il testo della bozza di contratto integrativo 2020 predisposta dall’amministrazione centrale in previsione della riunione di oggi pomeriggio alle ore 17.

Stiamo cercando di leggerle tutte e vi assicuriamo che terremo nella dovuta considerazione le vostre valutazioni. Entro pochi giorni risponderemo a tutti. Continuate pure a scriverci, come state facendo anche in queste ore, perché è un bel segnale di partecipazione collettiva da inviare a chi vi vorrebbe proni ai voleri della burocrazia sindacale e inerti di fronte ad un’amministrazione incapace di smarcare l’INPS da logiche falsamente meritocratiche.

Molti i temi segnalati e qui fatichiamo a riassumerli tutti, quindi ci limitiamo a segnalarne alcuni: richiesta di un’indennità specifica per le lavoratrici e i lavoratori delle Aree A e B, a partire da chi è fermo al livello apicale (A3 e B3) e non ha prospettive di crescita professionale; estensione delle progressioni economiche a chi è attualmente inquadrato ad A1 e B1; estensione delle progressioni economiche a chi è inquadrato in Area C; buono pasto per chi lavora in smart working; indennità Covid per il 2020 a copertura della mancata erogazione del buono pasto in smart working e delle spese sostenute per lavorare da remoto; nette critiche al sistema di valutazione della performance individuale; TEP da inserire tra le voci fisse e continuative del salario accessorio; maggiore valorizzazione delle funzioni svolte dai tecnici diplomati (geometri/periti industriali), dagli informatici e dagli infermieri; parificazione delle indennità tra le diverse strutture sociali gestite dall’Istituto; perplessità sul richiamo al reassessment organizzativo quale modello organizzativo futuro mentre è tutt’ora in corso in sole tre sedi la sperimentazione.

Quelli elencati sono solo alcuni dei temi toccati nelle vostre mail. Di sicuro è una bozza di contratto integrativo che non ci convince. Torneremo a proporre un contratto integrativo biennale 2020-2021 per essere certi di poter attuare entro quest’anno le progressioni economiche ed avere il tempo necessario a svolgere pienamente il nostro ruolo all’interno della contrattazione, senza una pistola puntata alla tempia e senza subire alcun ricatto da parte dell’amministrazione.

Ribadiamo la nostra contrarietà alle schede di valutazione individuale e ai cosiddetti super incentivi riservati ai pochi eletti. Deve continuare ad essere valorizzato il risultato complessivo ottenuto con il contributo collettivo, senza cedere ai falsi valori di una finta meritocrazia che determina divisione tra i lavoratori. Per le Aree A e B proporremo che le progressioni economiche siano estese anche agli A1 e B1 e che siano rivisti i punteggi per i titoli di studio (eccessivamente sventagliati) e per l’anzianità lavorativa (da valorizzare ulteriormente). Chiederemo di estendere le progressioni economiche anche all’Area C.  Deve essere chiaro a tutti che ormai non sono più possibili passaggi all’interno dell’area con decorrenza 1° gennaio 2020, ma siamo ancora in tempo per effettuarli con decorrenza 1° gennaio 2021, sempre che le selezioni si aprano e si chiudano entro l’anno. Come già previsto dalla nostra piattaforma torneremo a chiedere un’indennità Covid per il 2020, che sia comprensiva dei buoni pasto non erogati in smart working e delle spese sostenute dal personale per lavorare da remoto. Torneremo anche a chiedere che la maggiorazione oraria prevista per l’informazione al pubblico sia riconosciuta anche nel caso tale attività sia svolta in modalità agile, così come insisteremo affinché il TEP sia considerato un riconoscimento della professionalità e dell’impegno del personale dell’Istituto, slegato dalla produttività e dalla valutazione individuale. Infine, per quanto riguarda le posizioni organizzative, torneremo a porre la questione del finanziamento delle indennità, che a nostro parere deve ricadere totalmente o almeno parzialmente sul bilancio dell’INPS e non sul Fondo della produttività. Partiremo da questi punti per affrontare anche le altre questioni che ci avete sottoposto e che non trascureremo. 

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