I PASSAGGI AD A3/B3 NON SI FARANNO NEANCHE NEL 2019 NEL CONTRATTO INTEGRATIVO 2018 PROMESSE DA MARINAI

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Roma -

Siamo felici che il prof. Tridico si stia impegnando per risolvere il problema del mansionismo attraverso un emendamento da inserire nella prossima Legge di Stabilità, anche se non è dato sapere se la soluzione sia per tutti i lavoratori delle Aree A e B o solo per una parte. Tuttavia in attesa di soluzioni complessive quello che è possibile fare con la contrattazione integrativa andrebbe fatto.

Invece è ormai chiaro che nemmeno nel 2019 saranno effettuate le selezioni per le progressioni economiche ad A3 e B3, promesse nel contratto integrativo 2018. Per la verità la USB aveva proposto d’inserire i colleghi nelle sessioni straordinarie di recupero emanate con messaggio Hermes N. 4014 del 29 ottobre 2018, ma sia i sindacati presenti al tavolo sia l’amministrazione decisero di negare la partecipazione alle selezioni a coloro che avevano ottenuto già un passaggio economico con le procedure selettive del 2016. Contro quell’esclusione la USB promosse un ricorso tutt’ora pendente al TAR del Lazio.

Si vuole negare ai lavoratori delle Aree A e B anche solo il piccolo risultato di raggiungere la posizione apicale dell’area, altro che risolvere il mansionismo!!! Nel frattempo le lavoratrici ed i lavoratori che risultavano già collocati ad A3 e B3 prima delle selezioni 2016 e che grazie alla USB nel 2017 avevano ottenuto la maggiorazione del TEP di 60 e 65 euro mensili se la sono vista togliere con il contratto integrativo 2018, a partire da giugno dello scorso anno. La USB, al contrario, aveva proposto di allargare tale compenso economico a tutti i lavoratori delle Aree A e B. Ancora un’ingiustizia verso chi si è visto negli anni negare il passaggio all’area superiore, togliere la quota di maggiorazione dell’incentivo (107) ed ora anche quella aggiuntiva del TEP. E’ questa l’attenzione che si ha verso i lavoratori mansionisti?

Visto che alla USB è impedito di partecipare ai lavori del tavolo sindacale, almeno quelli che lo frequentano si attivino per difendere gli interessi dei lavoratori invece di scrivere dieci comunicati al giorno come se i problemi li dovessero risolvere altri.

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