IL 29/11 ALL’INPS HA SCIOPERATO IL 16,74% DEL PERSONALE ANCHE NEL PUBBLICO IMPIEGO C’E’ CHI SI OPPONE ALLA CATASTROFE AMBIENTALE

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Roma -

Fryday For Future aveva proclamato per il 29 novembre il quarto sciopero globale per il clima, la USB in Italia ha convocato per quella data lo sciopero generale ed ha invitato tutti ad andare a Taranto, individuando nella vertenza della ArcelorMittal (ex Ilva) l’emblema delle contraddizioni aperte dal capitalismo del novecento rispetto al lavoro, all’ambiente ed alla salute.

Questi gli obiettivi dello sciopero: chiusura delle fabbriche inquinanti; riconversione dell’attività produttiva con l’intervento diretto dello Stato e non attraverso soldi pubblici dati ai privati; recupero dei territori ad un’economia compatibile con l’ambiente. Nella piattaforma rivendicativa della USB anche l’appello per una pubblica amministrazione più attenta al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile, alla salute dei lavoratori.

Dai primi dati forniti dall’Ufficio Relazioni Sindacali risulta che complessivamente 4.055 lavoratrici e lavoratori dell’INPS hanno partecipato allo sciopero del 29 novembre per una percentuale di adesione pari al 16,74%. Se il dato viene depurato della dirigenza la percentuale di scioperanti sale al 16,77%. Una partecipazione significativa, considerato che nel solo 2019 la USB ha promosso quattro scioperi generali che all’INPS hanno registrato sempre una consistente partecipazione:

  • 8 MARZO Sciopero generale contro la violenza sulle donne 19,37%
  • 10 maggio Sciopero generale del pubblico impiego per il contratto 16,99%
  • 27 settembre Sciopero generale per il clima 15,94%
  • 29 novembre Sciopero generale per un’economia rispettosa dell’ambiente 16,74%
     

La delegazione nazionale della USB PI INPS ha partecipato alla manifestazione a Taranto insieme ad una folta delegazione della Puglia e di altre regioni. USB si caratterizza ancora una volta per essere un sindacato generale, indipendente ed alternativo sia al sindacalismo padronale e governativo che a quello corporativo e populista. La battaglia in difesa dell’ambiente è lunga, ma la presenza in piazza di moltissimi giovani e studenti fa ben sperare.

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