IL DIRETTORE GENERALE SE C’E’ BATTA UN COLPO

Roma -

(30/20) Sulle autorizzazioni alle richieste di smart working legate all’emergenza sanitaria ci arrivano le più svariate segnalazioni. Qualche dirigente autorizza il lavoro agile per soli due giorni a settimana, altri per quindici giorni, quindi con una scadenza inferiore a quella individuata dal DPCM del 9 marzo scorso. Insomma, sembra di essere in una repubblica delle banane e non all’interno di una grande e importante struttura della pubblica amministrazione.

Il direttore generale dell’INAIL proprio ieri ha emanato disposizioni precise ed inequivocabili sulla fruizione dello smart working per emergenze. Si legge nella nota che il lavoro agile deve essere massimamente promosso e agevolato su tutto il territorio nazionale. I responsabili di struttura dovranno ritenere superata la criteriologia di accoglimento delle istanze, limitandosi a verificare la consegna da parte dell’ente della strumentazione informatica o il possesso della stessa da parte del dipendente. Sono sospesi i rientri settimanali dei dipendenti e il lavoro agile deve considerarsi autorizzato in via generale fino al 3 aprile.

L’INAIL non ha lasciato ai dirigenti la decisione di valutare caso per caso se accogliere e con che modalità le singole istanze. Il direttore generale è intervenuto per assicurare pari trattamento a tutti e in tutto il territorio nazionale. Così si fa. L’INPS ce l’ha un direttore generale che decide? Dott.ssa Di Michele faccia sentire che c’è e si assuma le sue responsabilità assicurando pari trattamento a tutti e gestendo con coraggio questa difficile fase. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per gestire un’emergenza che si fa più difficile di ora in ora.                    

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