Il TFR ALL’INPS FA GOLA A TANTI

VI INVIAMO UN INTERESSANTE ARTICOLO SUL TFR PUBBLICATO LUNEDI’ 17/02/2020 DAL FATTO QUOTIDIANO  a cura del prof. Beppe Scienza

Roma -

L’industria della previdenza integrativa le prova tutte per mettere le mani sul Trattamento di fine rapporto (Tfr) degli italiani. Addirittura accusa l’Inps di rifiutarsi di trasferire quello giacente nel suo fondo di Tesoreria “a un altro fondo pensione”. Come dire? Biechi burocrati che vogliono condannare i lavoratori a una vecchiaia senza fonti di sostentamento. Così esso si è visto costretto a ribadire l’ovvia infondatezza di tale pretesa col messaggio n. 403 del 4-2-2020. La c.d. portabilità vale fra fondi pensione e quello in questione mica lo è: si tratta di un contenitore per il Tfr accantonato dalle aziende con almeno 50 dipendenti.

Fermo restando che l’Inps ha ragione in pieno, merita entrare nel merito. Converrebbe ai lavoratori spostare a un fondo pensione non solo il loro Tfr futuro ma addirittura quello già maturato? No; e in questo frangente ancora meno che in altri.

Tirare i remi in barca. In effetti adesso è consigliabile proprio il contrario, cioè togliere più che si può dai fondi pensione. Marca male infatti per la loro quota nel reddito fisso, che nel complesso è la componente preponderante. Bisogna aspettarsi rendimenti molto inferiori di quelli visti finora; e magari anche pesantemente negativi.

Come per i fondi comuni obbligazionari, le performance passate sono irripetibili, perché frutto del crollo dei tassi di interesse, che però hanno praticamente toccato il fondo. Mica sono pensabili rendimenti negativi dei Btp o anche dei titoli di Stato tedeschi del -2 o -3 (meno tre) per cento annuo!

È quindi prudente sfruttare la possibilità di prelevare il 30% senza motivazioni dopo almeno otto anni di permanenza nella previdenza integrativa. Ugualmente fanno bene a riprendere tutto i pochi fortunati cui ciò è concesso per un cambio della loro posizione lavorativa.

Uno poi non sa cosa fare delle cifra recuperata? Purtroppo non è possibile riportarla in azienda nel Tfr. Si può metterla in Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) indicizzati all’inflazione. Ma anche tenerla provvisoriamente sul conto non è assurdo.

Tfr vincente. Soprattutto questo è uno dei momenti più sbagliati per spostare il Tfr nei fondi pensione, da parte di chi per sua fortuna non l’ha fatto, cioè la maggior parte dei lavoratori italiani. Il discorso è numerico: attualmente il Trattamento di fine rapporto è l’impiego previdenziale migliore che esista. Ragionando sul tasso d’inflazione tendenziale, il Tfr rende l’1,9% mentre per esempio i Btp Italia 2023 sullo 0,6%. La fiscalità è un po’ diversa, ma non ribalta certo la convenienza.

Beppe Scienza
Docente di Metodi per le Scelte Finanziarie e Previdenziali

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