IN ARRIVO LE LISTE DEI CATTIVI  USB: VOLETE LA GUERRA?

Nazionale -

(124/20) Lo scorso 13 ottobre si è tenuta una riunione in conference call alla quale hanno partecipato tutti i dirigenti generali, centrali e regionali, il presidente, il consiglio d’amministrazione e la direttrice generale. Tralasciamo in questa occasione di riportare e approfondire i temi generali trattati nell’incontro perché saranno oggetto di approfondimento nei prossimi giorni, ci preme invece qui sottolineare due questioni che riguardano direttamente le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto.

Nel corso della riunione è stato annunciato l’invio ai dirigenti centrali e regionali di liste di lavoratori in smart working che negli ultimi sei mesi abbiano effettuato collegamenti informatici per un tempo ritenuto  insufficiente rispetto al normale orario di lavoro. Non si parla di lavoro effettuato, quindi, ma di tempo trascorso davanti al computer. Un colpo a tradimento quello annunciato dai responsabili della tecnostruttura della direzione generale, dopo aver ringraziato in più occasioni tutto il personale che, in condizioni di assoluta difficoltà e con grande generosità, mettendo a disposizione dell’azienda strumenti informatici personali, si è prodigato nei lunghi mesi di lockdown per assicurare l’erogazione delle prestazioni, lavorando in orari non coincidenti con il normale orario di lavoro, compreso le giornate di riposo e festive, sopperendo spesso e volentieri alle falle organizzative e tecnologiche dell’Istituto. E’ una vera e propria dichiarazione di guerra alle lavoratrici e ai lavoratori dell’INPS, annunciata alla dirigenza generale e taciuta ai sindacati incontrati appena il giorno precedente. Diffidiamo l’amministrazione centrale dall’inviare simili liste e dall’attivare ritorsioni economiche e disciplinari, chiedendo un immediato incontro sull’argomento.

La seconda questione che vogliamo trattare in questa comunicazione è legata alla valutazione della performance individuale, per la quale, a partire dalla dirigenza, è stata data indicazione di non assegnare il punteggio massimo, nel caso della dirigenza 60, per non “inflazionarlo”. Un ragionamento davvero singolare, che non si basa sul merito reale ma parte già con l’obiettivo di contenere i valori positivi, forse per permettere al centro di elevarli a proprio piacimento? Vi è di più. Ai dirigenti di II fascia sarà assegnato un “bonus reputazionale”, valido per ottenere incarichi di rilevanza superiore e non solo. Insomma, se questo è il buongiorno, non c’è da stare allegri ed occorre reagire con determinazione respingendo simili proposte, che potrebbero per giunta essere estese al restante personale dell’Istituto.

Proprio in un momento di grande difficoltà generale, di costante timore per la propria salute a causa dell’emergenza sanitaria che si sta affrontando, invece di cercare coesione si spinge sull’acceleratore delle divisioni, della meritocrazia costruita a tavolino tra chi è schierato dalla parte “giusta” e chi no. Si predica la pace e si pratica la guerra. E’ necessario ricondurre alla ragione un’amministrazione che, nel suo complesso, continua a commettere errori organizzativi e strategici che non favoriscono il funzionamento dell’Istituto e il benessere dei lavoratori, ma su questo torneremo a ragionare nei prossimi giorni.

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RICHIESTA DI INCONTRO

                                                           Al Presidente  Prof. Pasquale Tridico

                                                           Alla Direttrice generale  Dott.ssa Gabriella Di Michele

                                                           Alla Direttrice centrale Risorse Umane  Dott.ssa Maria Grazia Sampietro

                                                           e p.c. Al Dirigente l’Ufficio Relazioni Sindacali   Dott. Aldo Falzone

Oggetto: Richiesta incontro urgente.

La scrivente organizzazione sindacale è venuta a conoscenza che, nel corso dell’incontro dello scorso 13 ottobre con la dirigenza generale dell’Istituto, sia stato annunciato l’invio di liste di dipendenti che negli ultimi sei mesi di  smart working risultino essersi collegati alle procedure per un tempo minore di quello relativo al normale orario di lavoro.

Stigmatizzando l’iniziativa e diffidando codesta amministrazione dal realizzarla, si chiede un immediato incontro in merito.

Si coglie l’occasione per chiedere, alla luce del DPCM del 13 ottobre e in attesa del DPCM del ministro per la pubblica amministrazione, un nuovo incontro sulla regolamentazione dello smart working nell’attuale fase di emergenza sanitaria.

 

Roma, 15 ottobre 2020                                     p. USB Pubblico Impiego INPS

Luigi Romagnoli