INCONGRUENZE NELLE DETERMINAZIONI PER I PASSAGGI DI AREA GLI ORGANI ALIMENTANO IL CONTENZIOSO

Roma -

(90/20) In attesa della pubblicazione dei bandi per i passaggi di area ci siamo andati a rileggere le Determinazioni nelle quali sono stabiliti i criteri di partecipazione e ci sono balzate agli occhi alcune incongruenze. Stiamo parlando delle Determinazioni N. 184/2019 e N. 24/2020 (quest’ultima non ancora pubblicata sulla Intranet dell’Istituto).

All’art. 2 dei “Criteri e modalità di espletamento delle procedure selettive per le progressioni verticali” di entrambe le Determinazioni troviamo scritto che alle selezioni partecipano i lavoratori assunti a tempo indeterminato in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno all’Area professionale di candidatura, vale a dire il diploma di scuola secondaria di secondo grado per il passaggio dall’Area A alla B e il diploma di laurea, cioè la laurea triennale, per il passaggio dall’Area B alla C, come stabilito dal CCNL Enti pubblici non economici del 1° ottobre 2007.

Sempre all’art. 2 delle citate Determinazioni si prevede di far partecipare con riserva i funzionari che abbiano incardinato un contenzioso giudiziario in materia d’inquadramento. E’ evidente che si sta parlando di chi non ha il titolo di studio minimo richiesto per il passaggio rispettivamente all’Area B e all’Area C. Inserire nella Determinazione presidenziale, ribadendola in quella del CdA, una simile previsione equivale ad incentivare il contenzioso e può essere interpretato quasi come un suggerimento ai lavoratori sprovvisti del titolo di studio richiesto per ottenere l’inserimento nelle selezioni, seppure con riserva. E’ per questo che stanno dilagando i ricorsi di alcune sigle sindacali e comitati vari.

Ma andiamo avanti nella lettura delle Determinazioni e scopriamo che al  titolo di studio minimo richiesto per l’accesso all’area superiore non è assegnato alcun punteggio tra quelli riconosciuti per i requisiti culturali. Nessun punteggio per il diploma di scuola secondaria di secondo grado in caso di passaggio in Area B, nessun punteggio per il diploma di laurea o laurea triennale per il passaggio in Area C. Si potrebbe sostenere che essendo il requisito minimo richiesto è giusto che non ci sia il riconoscimento di alcun punteggio, a differenza invece dei titoli di studio superiori, ai quali sono assegnati i relativi punteggi. Una scelta a nostro avviso opinabile ma che avrebbe una sua coerenza.

Tuttavia il ragionamento non tiene nel momento in cui alla lettera d) dell’art. 4 delle suddette Determinazioni si prevede di assegnare 3 punti per idoneità conseguite in precedenti selezioni per il passaggio all’area per la quale si concorre, bandite dall’INPS o da enti soppressi e incorporati.

In questo modo si ottiene che il lavoratore in possesso del titolo di studio minimo richiesto per il passaggio all’area superiore non avrà alcun punteggio per il proprio titolo di studio, ma il collega sprovvisto del titolo di studio richiesto, per il solo fatto di aver incardinato un ricorso non solo otterrà il diritto a partecipare alle selezioni, seppure con riserva, ma anche 3 punti per l’idoneità a precedenti selezioni, che lo proietteranno davanti a chi ha il titolo di studio richiesto. Non vi sembra un pasticcio?

Sappiamo che queste nostre dichiarazioni solleveranno un polverone di polemiche tra lavoratori con interessi contrappoosti e che saranno strumentalizzate da chi non aspetta altro che di continuare ad accusare USB di essere un sindacato che non cura gli interessi dei lavoratori, ma noi non facciamo sindacato di rapina, non prendiamo in giro i lavoratori, non diamo ragione a tutti pur di tesserare il maggior numero di dipendenti, non mettiamo gli uni contro gli altri. Abbiamo sempre agito e continueremo a farlo in nome delle pari opportunità per tutti, di regole trasparenti che non permettano sotterfugi e sappiamo che la lotta al mansionismo si vince all’ARAN e non negli enti. Nel momento in cui non ci sono posti disponibili a C1 neanche per tutti i laureati e ci sono solo un pugno di posti per B1 non si può pensare di scrivere regole per i bandi che aprano le selezioni a tutti, alimentando vertiginosamente un contenzioso che rischia di far naufragare le selezioni. E che siano gli organi dell’Istituto i primi ad animare la gazzarra lascia interdetti e sconcerta.

Si è ancora in tempo per correggere alcuni svarioni e riuscire a pubblicare i bandi entro luglio: nessuno prenda a scusa questi rilievi per buttarla in caciara. Siamo d’accordo a riconoscere un punteggio per precedenti idoneità, ma vanno ricalibrati i punteggi per tutti i titoli di studio, riconoscendo anche un punteggio ai diplomati per i passaggi in Area B e ai titolari di laurea triennale per i passaggi in Area C qualora si ammetta con riserva chi non ha il titolo di studio richiesto. Quando fu discussa la Determinazione 184/2019 la USB era fuori del tavolo sindacale nazionale... e si vede.

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IN ALLEGATO LA LETTERA INVIATA ALL'AMMINISTRAZIONE

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