Gioia e dolori dell'informatica INPS

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GIOIE E DOLORI DELL’INFORMATICA INPS

Si è svolto oggi, martedì 15 luglio 2026, il previsto incontro del Direttore Centrale dell’Informatica Massimiliano D’Angelo con tutto il personale informatico, alla presenza del Direttore Generale Valeria Vittimberga.

Vittimberga non ha lesinato apprezzamenti nei confronti di tutti gli informatici dell’Istituto, sottolineando il valore aggiunto rappresentato dal personale della Direzione Centrale.

D’Angelo ha premesso che il numero degli informatici è ancora insufficiente rispetto agli impegni e alle esigenze dell’INPS e che sarà necessario procedere progressivamente, anno dopo anno, all’assunzione di nuovo personale.

Relativamente agli incarichi di responsabilità, ha preannunciato:

  • l’attivazione di 10 nuovi progetti ACT (ad alto contenuto tecnologico), che porteranno complessivamente a 54 posizioni; il nuovo bando dovrebbe essere pubblicato entro la fine di settembre;
  • a valle della suddetta procedura e in seguito agli ulteriori pensionamenti previsti, si renderanno disponibili 21 nuove posizioni di Capo Progetto Informatico;
  • a inizio settembre è prevista una nuova selezione per l’idoneità a Capo Progetto Informatico;
  • per gli STT (Supporto Tecnologico Territoriale, ex GAI), sarà pubblicato un bando per 8 responsabili regionali.

È stata inoltre annunciata l’introduzione in INPS della Quarta Area, con 100 posti complessivi, di cui 50 riservati al personale interno, ovviamente non solo informatico.

Per quanto riguarda la graduatoria dei dirigenti, il Direttore Generale ha auspicato un futuro scorrimento.

Il concorso per 499 assistenti dovrebbe consentire l’assunzione del personale già entro dicembre, grazie alla previsione di una prova unica, con l’obiettivo di rafforzare gli STT territoriali, oggi fortemente carenti di personale. Nessuna data è stata invece fornita per il previsto bando relativo agli 88 funzionari.

Sono stati inoltre annunciati investimenti significativi nei settori dei data center, della sicurezza informatica e dell’internalizzazione dei servizi di gestione.

A seguito del confronto con altri enti, sembra definitivamente scongiurata l’ipotesi di un trasferimento di funzioni verso la società 3-I, una realtà che continua a non mostrare un ruolo concreto e definita dallo stesso DG “società fantasma”.

USB INPS non può che accogliere positivamente le parole del Direttore Generale, sia sul tema delle assunzioni e dello sviluppo professionale dei lavoratori, sia – soprattutto - sul tema della 3-I.

Di fatto, Vittimberga ha fatto proprie le parole d’ordine che USB sostiene da anni, quando altri chiedevano piani industriali per la società o ne auspicavano addirittura l’ingresso ai tavoli dell’informatica INPS.

Non è però più eludibile il tema dell’insufficienza del Fondo Risorse Decentrate (cosiddetto fondo incentivante) per sostenere il proliferare di posizioni indennizzate assegnate in autonomia dall’Amministrazione ma pagate con i soldi di tutti i lavoratori. La latitanza del Consiglio di Amministrazione e soprattutto del Presidente Fava su questo argomento è inaccettabile e imbarazzante (per loro).

Sulla quarta area ci siamo già espressi più volte in passato e ci limitiamo a richiamare le note criticità, relative all’erosione della capacità assunzionale dell’ente (un’elevata professionalità per due funzionari) e all’inserimento di personale senza esperienza direttamente in posizione di governo di strutture complesse.

Nessuna riflessione è stata svolta sul ruolo delle funzioni informatiche presso le direzioni “di prodotto”.

Se, da un lato, si sostiene che il personale informatico sia insufficiente numericamente, dall’altro si deve essere coerenti e – come la USB chiede da molto tempo - riportare in DCTII i funzionari informatici assegnati altrove, superando situazioni di sottoutilizzo professionale e restituendo a questi lavoratori adeguate opportunità di crescita.

Il governo della spesa informatica, ormai prossima al miliardo di euro, è una necessità non più rinviabile. Per la USB è indispensabile investire nella formazione del personale sull’utilizzo degli strumenti e delle procedure interne, riducendo parallelamente il ricorso a una pletora di consulenti che troppo spesso propongono soluzioni preconfezionate, la “pietra filosofale” di turno, generando ulteriore spesa e complessità organizzativa.

Non di rado tali consulenti ignorano perfino gli standard adottati dall’Istituto, come il Design System Sirio e gli altri framework tecnologici e metodologici già presenti in INPS da tempo.

Esiste una versione edulcorata della realtà, fatta di premi e riconoscimenti ottenuti al Forum PA e in altre manifestazioni, che ci viene propinata quasi quotidianamente e ossessivamente sulla intranet. Ben vengano i premi, ma è ormai indispensabile intervenire sul governo dei progetti, molti dei quali producono risultati poco apprezzabili sia dai cittadini sia dall’Istituto. Si deve passare da un modello organizzativo troppo liquido a uno più strutturato, autorevole e responsabile, senza sconti e senza interferenze esterne.

È necessario selezionare con maggiore efficacia le priorità e avere il coraggio di dire "no" a ciò che non genera valore, senza drammi e senza timori.

I numerosi progetti PES, PNRR e le iniziative locali, spesso sviluppati senza un adeguato coordinamento e senza una reale integrazione con i sistemi esistenti, fanno sorgere il dubbio che si stia dedicando troppa attenzione al futuro e troppo poca al presente.

Un presente nel quale i sistemi informativi devono essere governati con efficacia e nel quale i cittadini continuano a chiedere, prima di tutto, servizi funzionanti, pensioni e prestazioni erogate in tempi accettabili. I continui malfunzionamenti delle procedure lamentati nei giorni scorsi e il blocco totale di oggi all’ora di pranzo sono l’ulteriore conferma delle nostre ragioni.