INPS, IL DIRETTORE GENERALE CONFONDE I TAVOLI SINDACALI VA DOVE NON DOVREBBE E NON VA DOVE DOVREBBE

Nazionale -

(112/22)  Il direttore generale dell’INPS si comporta come l’oste di una bella trattoria di campagna, al quale non puoi chiedere il menù o la lista dei vini perché è lui a proporti i piatti del giorno e il vino è sempre quello della casa, anche se guardandoti intorno non scorgi vigneti per almeno tre miglia. Quando gli scappa di esternare, il direttore generale dell’INPS non bada tanto all’etichetta, alla conformazione dei tavoli sindacali, se siano riunioni tecniche o politiche, se chi siede a quei tavoli rappresenti anche l’area della dirigenza oppure no; è talmente impellente il bisogno d’informare le rappresentanze dei lavoratori che entra nella prima sala che trova aperta e comincia a parlare. E c’è pure chi lo ringrazia per dedicare una parte del suo prezioso e regale tempo a intrattenere gli avventori del “fortunato” tavolo sindacale.

È andata così lo scorso 9 novembre, quando il direttore generale si è improvvisamente manifestato al tavolo tecnico convocato per la ripartizione dei benefici assistenziali, dove non è prevista la sua presenza perché è un tavolo normalmente propedeutico a predisporre l’accordo sull’utilizzo della parte del monte salari dedicata alle politiche di welfare nei confronti del personale, documento che successivamente viene portato al tavolo sindacale nazionale per la discussione politica e la sottoscrizione dell’intesa.  Il direttore generale, che forse non aveva particolari impegni in quel momento o avvertiva l’incontenibile stimolo di esternare informazioni, ha varcato la soglia della sala e davanti agli increduli delegati sindacali ha cominciato a sciorinare informazioni, mentre alla riunione del tavolo sindacale dell’8 novembre, quella in cui si doveva affrontare lo spinoso tema della valutazione individuale, la delegazione di parte pubblica era rappresentata dal solo direttore centrale Pianificazione e controllo di gestione, ma è probabile che quel giorno il direttore generale soffrisse di ritenzione d’informazioni. Vediamo con che argomenti ha intrattenuto i presenti nell’incontro tecnico del 9 novembre.

DIRIGENTI

A breve sarà avviata la contrattazione integrativa per l’area della dirigenza e l’interpello per l’assegnazione degli incarichi di seconda fascia, con l’intenzione di formalizzarli entro metà dicembre con decorrenza 1° gennaio 2023, anche se la maggior parte degli attuali incarichi in verità sarebbe scaduta a febbraio del prossimo anno. Ma si sa, con la “manutenzione evolutiva” sono stati azzerati tutti gli incarichi dirigenziali di prima e seconda fascia. Forse qualcuno dovrebbe accendere un faro sull’operazione di riorganizzazione mascherata da manutenzione per evitare il passaggio ai ministeri vigilanti.

REASSESSMENT

È stato inviato alle organizzazioni sindacali un documento di analisi dell’estensione a tutto il territorio del reassessment organizzativo. È intenzione dell’Amministrazione aprire con i sindacati un confronto per migliorare il modello di servizio, così da definire gli eventuali interventi entro il prossimo 31 dicembre.

ORDINAMENTO DELLE FUNZIONI CENTRALI E TERRITORIALI

Nei giorni scorsi è stata emanata la direttiva N. 4 del direttore generale, contenente nel dettaglio le scelte organizzative presenti nel nuovo Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali.

PERFORMANCE

In merito alle richieste avanzate dalle rappresentanze dei lavoratori nell’incontro dell’8 e riguardanti la valutazione individuale, il direttore centrale Risorse Umane sta lavorando per fornire le opportune risposte nell’incontro già programmato per il 15 novembre, dove si parlerà anche di performance organizzativa e delle proposte di variazione avanzate dall’Amministrazione. Il capo della Tecnostruttura dell’INPS ha sottolineato l’importanza di valutare il grado di soddisfazione dei cittadini intervenendo sulle criticità presenti, come nel caso dell’estratto conto sul quale si sta operando per assicurarne la correntezza.

SOCIETÀ 3-I

Il direttore generale ha detto di non volersi sottrarre all’argomento ma ha liquidato la cosa con una battuta, affermando che non è perché si fa la 3-I che l’INPS rischia di scomparire, ma proprio perché c’è l’INPS la 3-I si adegua alle esigenze dell’Istituto. Amen.

 

Ci auguriamo che quello del 9 novembre sia solo un episodio isolato e non la nuova regola delle relazioni sindacali in Istituto e ci aspettiamo che il direttore generale sia presente all’incontro del 15 novembre, nel quale dovranno arrivare tutte le risposte ai quesiti posti in merito alla valutazione individuale.

 

 

 

 

 

 

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