L’AMMINISTRAZIONE CONVOCA PER IL CCNI 2020 A RISCHIO LE PROGRESSIONI ECONOMICHE 2021

Nazionale -

 (49/21)  Il contratto integrativo 2020 ufficialmente è stato aperto lo scorso 4 dicembre grazie all’iniziativa della USB che il 30 novembre aveva protestato nella sala del Consiglio d’Amministrazione chiedendo l’apertura della contrattazione e le progressioni economiche per le Aree A e B. Da subito l’amministrazione ha messo le organizzazioni sindacali di fronte ad un ricatto: il contratto integrativo doveva onorare tutti gli impegni assunti con l’accordo integrativo 2019, compreso il sistema di valutazione della performance individuale. Ricordiamo che la USB nel 2019 era esclusa dai tavoli di confronto per non aver sottoscritto il contratto collettivo. Il ricatto è andato avanti per tutto il mese di dicembre e l’INPS si è rifiutato di accettare la proposta della USB di un accordo a stralcio per effettuare progressioni economiche per titoli riservate al personale delle Aree A e B. Così alla fine non se n’è fatto niente e le progressioni 2020 sono saltate.

Ora l’amministrazione torna a convocare i sindacati per la definizione del contratto integrativo 2020, ma siamo alla fine di marzo e, pur affrettando i tempi della contrattazione, tra il passaggio agli organi interni di controllo e quello ai ministeri vigilanti, passeranno diversi mesi. Se per l’apertura del contratto integrativo 2021 si deve attendere la ratifica di quello del 2020 si rischia che anche quest’anno non sia possibile effettuare le progressioni economiche che, a questo punto, dovranno riguardare i lavoratori di tutte e tre le Aree A-B-C. Per questo non ci era sembrata fuori luogo la proposta avanzata da alcune organizzazioni sindacali di riunire in un unico contratto integrativo 2020 e 2021, lasciando ovviamente distinti i due Fondi e il loro utilizzo. In tal modo si sarebbero riunificati i tempi di esame dell’accordo biennale da parte degli organi di vigilanza. Invece l’amministrazione ha convocato solo per la definizione del contratto integrativo 2020.

Porteremo queste riflessioni al tavolo, chiedendo precise garanzie in merito all’effettuazione di selezioni nel 2021 per le progressioni economiche nelle Aree A-B-C con decorrenza 1° gennaio 2021. Se non sarà accettato un contratto biennale che, lo ripetiamo, ci sembra opportuno solo perché si sono accumulati colpevoli ritardi e ci sono delle scadenze non più rinviabili per non penalizzare ulteriormente i lavoratori dell’Istituto, proporremo ancora una volta un accordo a stralcio per poter effettuare le progressioni economiche entro quest’anno.

Gli altri obiettivi li abbiamo ripetuti più volte in passato ma è bene rinfrescare la memoria a tutti:

  • Riconoscimento di un compenso mensile di 60 euro ai lavoratori dell’Area A e di 65 euro a quelli dell’Area B, con decorrenza 2020, da mantenere fino al passaggio in Area C;
  • Riconoscimento del TEP nel 2020 anche agli assunti nel 2019, alla maturazione di un anno di anzianità di servizio all’INPS;
  • Attribuzione di un’indennità Covid per il 2020 di 800 euro e ripristino dei buoni pasto in smart working o, in alternativa, riconoscimento di un’indennità giornaliera in caso di lavoro agile, come avvenuto in altre amministrazioni come ad esempio all’ACI;
  • Contrarietà a nuove posizioni organizzative e alla proposta di assegnare gli incarichi in direzione generale e nelle direzioni regionali svincolati dalla gestione di gruppi di lavoro;
  • Revisione dei criteri di attribuzione delle posizioni organizzative e delle fonti di finanziamento delle stesse.

Tra gli obiettivi generali resta quello del pieno utilizzo della graduatoria delle selezioni 2020 per i passaggi a C1, mentre continuiamo a sollecitare i vertici perché si assumano anche diplomati, così da promuovere buona occupazione anche per chi non ha la laurea e favorire ulteriori passaggi a B1 attraverso l’utilizzo della graduatoria delle selezioni 2020.

In ogni caso, lo ripetiamo per l’ennesima volta, il mansionismo delle Aree A e B dovrà e potrà essere sanato complessivamente solo con il rinnovo del contratto collettivo 2019-2021 attraverso la definizione di un nuovo sistema di classificazione. Noi siamo pronti.

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