L’AMMINISTRAZIONE SFRUTTA I LAVORATORI DELLE AREE A/B MA NON RICONOSCE LA LORO PROFESSIONALITA’

Roma -

(18/20)    Se c'è da liquidare una prestazione, da coprire gli sportelli del front office, da assumersi responsabilità superiori all’area di appartenenza, non si va tanto per il sottile e si sfruttano a piene mani le lavoratrici ed i lavoratori delle aree A e B, ma guai a rivendicare la certificazione delle mansioni effettivamente svolte oppure a chiedere di poter partecipare ad esperienze lavorative che richiedano una professionalità specifica, in quel caso si è considerati dei paria, ultimi degli ultimi, non appartenenti alla nobile casta dell’area C e, quindi, esclusi da tali percorsi.

La questione è tornata d’attualità nel momento in cui sono stati pubblicati i messaggi per l’individuazione degli “esperti di materia” e dei “consiglieri di fiducia”. In entrambi i casi il personale delle aree A e B non ha potuto proporsi per tali funzioni, anche se in possesso delle capacità e dell’esperienza maturata per ricoprire la funzione di esperto di materia o dei titoli richiesti per svolgere il compito di consigliere di fiducia.

E’ prevalsa ancora una volta la paura di una dirigenza arroccata a difesa del proprio fondoschiena, incurante della mortificazione e della delusione che un tale comportamento produce sui diretti interessati. Sfruttati sì, gratificati no!!!

Non si può continuare ad accettare una simile condizione di disparità di trattamento e di diseguaglianza. Condizione ormai evidente anche ai tavoli di confronto all’Aran, riconosciuta da tutti, ma alla cui soluzione nessuno vuole realmente arrivare. La politica clientelare si ciba di situazioni di sfruttamento perché producono masse più o meno ampie di consenso che si rinnova nel tempo, mentre la soluzione di tali problemi comporterebbe la liberazione definitiva dei lavoratori dalla condizione di oppressione e l’annullamento degli strumenti di ricatto.

Care lavoratrici e cari lavoratori delle aree A e B è venuto il tempo di liberarsi delle catene che vi hanno messo ai polsi, è venuto il tempo di reagire. Mandate a quel paese chi vi promette di risolvere i vostri problemi e poi presenta una proposta di sistema di classificazione in cui i lavoratori dell’area B non laureati sono condannati a vita a restare bloccati in quell’area. Rispondete con un bel calcio nel culo a chi oggi vi parla di mansionismo ma ha impedito che il contratto collettivo affrontasse e risolvesse tale problema. Ribellatevi a chi ha impedito nel 2018 l’apertura delle selezioni interne al personale transitato in A2 e B2 nel 2016, bloccando così la possibilità di far transitare tutti ad A3 e B3, che era l’obiettivo minimo che come USB ci eravamo dati per combattere il mansionismo. Ora non sarà possibile fare quei passaggi neanche nel 2019 perché è passato, mentre anche il 2020 è a rischio se non si chiudono i contratti integrativi per tempo e non si stanziano le risorse per quei passaggi. Tutto per mantenervi nella condizione di bisogno e non risolvere i vostri problemi.

Noi abbiamo sempre lottato, e continuiamo a farlo, per riconoscere ai lavoratori i loro diritti, perché non vogliamo che si sia iscritti alla USB sotto il ricatto di un ricorso presentato o di un diritto fatto passare per favore. Purtroppo altri agiscono in modo diverso e finché avranno la forza dei numeri dalla loro parte le cose non cambieranno. Per questo è importante rompere la catena del consenso di sindacati che non fanno gli interessi dei lavoratori. Come sempre dipende solo ed esclusivamente da voi.                

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