LAZIO: linee guida SW queste sconosciute
LINEE GUIDA SW QUESTE SCONOSCIUTE
Dal 27 gennaio 2025 valgono le nuove Linee guida sul lavoro a distanza. Il CCNL Funzioni Centrali, art. 13 del precedente contratto, non modificato con il contratto firmato nel 2026 obbliga l’Istituto a facilitare l’accesso di chi documenta esigenze di salute o assiste familiari con disabilità grave. Le linee guida contenute nel messaggio Hermes 1980 del 12 giugno 2026 stabilisce i criteri. Il messaggio è chiaro: al dirigente spetta garantire “il maggior numero possibile di giorni di lavoro agile”.
A Roma, nelle Filiali DCM, accade l’opposto. Istanze di colleghi fragili respinte o accolte con la concessione di meno giornate. Quasi mai una motivazione scritta. Si è riscontrato un modus operandi che accomuna tutti i direttori nell’ ignorare le fragilità documentate. E una condotta in evidente contrasto con il CCNL, l’accordo e le stesse Linee guida dell’INPS. In primavera erano state denunciate dai colleghi resistenze e indicazioni da parte dei dirigenti oltretutto date solo a voce. Oggi Roma ne è la conferma più grave.
La disabilità è tutelata dalla Costituzione (art. 3), dalla Convenzione ONU, dalla Carta UE, dalla direttiva 2000/78/CE e dal d.lgs. 216/2003, che impone accomodamenti ragionevoli. La Corte di Giustizia UE estende la tutela a chi assiste un familiare con disabilità. Il lavoro agile è uno di questi accomodamenti. Che a negarlo sia l’INPS — l’ente che ogni giorno riconosce tutele ai cittadini — è inaccettabile.
Chi garantisce i diritti altrui ha il dovere di rispettare le richieste di tutela al proprio interno. Le cronache ricordano dove può portare la solitudine di chi cura un familiare fragile. Le istituzioni non possono restare estranee. Vale per le politiche pubbliche e per l’organizzazione del lavoro. Va anche ribadito che devono essere considerate le richieste di chi per raggiungere la propria sede di lavoro deve affrontare lunghe distanze e chiede la possibilità di fruire di un regime di smart working più esteso che consentirebbe di rispondere a esigenze sia di natura economica sia legate al benessere psico isico, riducendo la stanchezza e lo stress e favorendo una migliore organizzazione della vita personale e lavorativa.
Lo smart working rappresenta uno strumento organizzativo che, in presenza di particolari esigenze personali, familiari o di salute, può contribuire a realizzare un ragionevole bilanciamento tra le esigenze dell'Amministrazione e quelle del lavoratore.
Per tale motivo, le relative istanze dovrebbero essere esaminate nel merito, senza scoraggiamenti preventivi da parte dell’amministrazione con l’avvallo di alcune P.O. USB Lazio chiede i dati per ogni Filiale, su istanze presentate, accolte e respinte.
Chi dirige una struttura INPS rappresenta l’Istituto, non sé stesso. Negare tutele spesso dovute è una scelta gestionale inaccettabile, disonora l’istituzione e va corretta. Il punto è l’uguaglianza: si chiedono stessi criteri, uniformità di trattamento in ogni sede che mettano un freno a situazioni discriminatorie che a volte si riscontrano sul nostro territorio. L’arbitrarietà colpisce sempre i più deboli. Invitiamo chi ha ricevuto un diniego o una concessione di giornate ridotte, pur avendo una priorità documentata, a segnalarcelo. Nessuno deve restare solo davanti a un diniego.
COORDINAMENTO REGIONALE INPS LAZIO