LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO / CONTRATTO INTEGRATIVO INPS 2019/ INDENNIZZO PER AREE A/B / TEP

Roma -

(57/20) LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO

Tipico modo di dire romano per esplicitare il concetto che è tempo di passare ai fatti perché quello delle parole, delle chiacchiere appunto, ormai è esaurito. Troviamo questa espressione molto calzante con quello che stiamo per scrivere in merito ai contenuti del confronto attuato al tavolo sindacale nazionale su diversi argomenti che finora non hanno trovato la necessaria attenzione.

 

CONTRATTO INTEGRATIVO INPS 2019

  • TEP-Riduzione ad un anno dell’anzianità necessaria per ottenere il TEP. E’ una richiesta che come USB avanziamo da tempo e non comprendiamo le resistenze di un’amministrazione che avrebbe voluto assegnare le posizioni organizzative dopo un anno di anzianità di servizio mentre per il riconoscimento del TEP si è irrigidita sulla richiesta dei due anni, mostrando evidenti contraddizioni. La definizione del CCNI 2019 è l’occasione per modificare una previsione che risulta ormai datata.
  • INDENNIZZO PER AREE A/B -Riconoscimento di un compenso aggiuntivo mensile di 60 euro per gli A e di 65 euro per i B fino al passaggio in Area C. Una misura necessaria per indennizzare parzialmente il mansionismo delle due aree a fronte dell’attuale impossibilità a far transitare tutti nell’area che meglio rappresenta il lavoro effettivamente svolto. Il compenso può essere inglobato nel TEP o indicato a parte tra le voci del salario accessorio e la sua decorrenza può essere collocata a dicembre 2019, così da non gravare eccessivamente sui costi dell’anno di competenza, dal momento che le risorse del Fondo potrebbero risultare ormai in gran parte impegnate.
  • TEP - Legare il TEP alla professionalità e non alla produzione. E’ necessario respingere il tentativo dei ministeri vigilanti di legare definitivamente il TEP alla produttività ed alla performance individuale. Il Trattamento Economico di Professionalità è nato per riconoscere ai lavoratori dell’INPS la loro professionalità ed autonomia nella quotidiana attività lavorativa, elementi che li differenziano da molti altri lavoratori pubblici. Questa specificità deve essere difesa dall’Istituto e dalle rappresentanze sindacali, respingendo l’ennesimo attacco dei ministeri al salario accessorio dell’INPS.
  • IMPEGNI INUTILI - Nota congiunta sulle progressioni economiche all’interno dell’area. Già nel 2018 i sindacati che siedono al tavolo di contrattazione nazionale inserirono una nota congiunta nel contratto integrativo impegnandosi ad effettuare le progressioni economiche nel 2019. Ricordiamo ai lavoratori delle Aree A e B che tutte le organizzazioni sindacali accreditate al tavolo, e sottolineiamo “tutte”, impedirono a chi aveva avuto il passaggio ad A2 e B2 nel 2016 di partecipare alle selezioni 2018, definite come selezioni di recupero, riservate a chi non aveva superato i test nel 2016, a chi non aveva partecipato perché in malattia o perché non ancora inserito nei ruoli dell’INPS in quanto in posizione di comando. I sindacati che poi inserirono quella nota congiunta nel CCNI 2018 respinsero la proposta della USB di allargare la partecipazione alle selezioni anche ai vincitori dei precedenti bandi del 2016 per accelerare la collocazione del personale A e B al livello apicale della loro area. Oggi quegli stessi sindacati vorrebbero nuovamente inserire nel contratto integrativo 2019 la stessa nota congiunta ma questa volta proiettata al 2020, perché hanno lasciato trascorrere l’anno senza definire il CCNI e quindi non si possono più bandire selezioni con decorrenza gennaio 2019. Un’ulteriore nota congiunta a questo punto rappresenterebbe un insulto per i lavoratori interessati. Le chiacchiere stanno a zero come abbiamo scritto nel titolo di questo volantino. A che serve l’ennesima nota congiunta se non a prendere in giro i lavoratori? Le progressioni economiche, stavolta aperte anche all’Area C, devono essere inserite nel contratto integrativo 2020, che deve essere definito in fretta, altrimenti neanche quest’anno si potranno effettuare passaggi economici. Tutto perché nel 2018 quei sindacati non accettarono la proposta della USB.

 

PASSAGGI VERTICALI DI AREA

  • BANDI IMMEDIATI- Sempre a proposito di chiacchiere che stanno a zero, perché non vengono emanate con tempestività le selezioni per i passaggi dall’Area A alla B e dall’Area B alla C? Lo ripetiamo per l’ennesima volta: oggi le graduatorie si possono scorrere, quindi i posti potranno essere implementati con le future autorizzazioni. Perché aspettare settembre? Si pubblichino i bandi al più presto, entro giugno si mettano a disposizione dei lavoratori interessati i test della prova selettiva, così da poter effettuare le prove a settembre ed avere le graduatorie al massimo entro ottobre. Ci sembrano tempi ragionevoli. Di questo passo, invece, i bandi non partiranno mai, perché si aspetterà sempre di avere qualche posto in più.
  • BANCA DATI DEI TEST - Bene ha fatto la UIL a rivendicare di essere stata l’unica organizzazione sindacale presente al tavolo ad aver chiesto all’amministrazione di mettere a disposizione dei lavoratori la banca dati dei test dalla quale estrapolare i quiz della prova selettiva. Con la stessa schiettezza avrebbe dovuto ammettere che “fuori del tavolo sindacale nazionale” anche la USB ha fatto le stesse richieste e si è battuta per modificare le iniziali intenzioni dell’amministrazione di gestire la prova come se fosse un concorso esterno. Anche in questo caso le chiacchiere stanno a zero e sono i fatti a contare.
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