LETTERA APERTA AI GIORNALI ITALIANI

D.L. 112 2008 - Numerose e-mail di protesta, come la seguente, sono state inviate da dipendenti pubblici alle redazioni di giornali e televisioni

 

Cari giornalisti delle carta stampata e televisivi,

Voi che orientate l’opinione pubblica e per questo ricevete milioni di euro di finanziamento pubblico a carico del contribuente, gradiate accusare riscontro della presente.

 

Chi Vi scrive è un dipendente pubblico da Voi ripetutamente etichettato come fannullone e causa prima del debito pubblico e di ogni inefficienza dell’apparato amministrativo.

Ciò anche enfatizzando i commenti e le opinioni di prestigiosi economisti, professori universitari, ministri e sottosegretari anche loro titolari di sostanziosi emolumenti in tutto o in parte a carico della collettività.

 

Il risultato di questa campagna diffamatoria è che il Governo, con un decreto legge immediatamente esecutivo ha tagliato la mia retribuzione e quella dei miei colleghi di circa il 30%.

 

Di questo fatto non ho trovato neanche una riga sui vostri giornali e non ho sentito una parola nei vostri TG mentre, in compenso, dedicavate molte pagine e molto tempo per informare che, come annunciato dal Ministro Brunetta, a partire da gennaio 2009 le pensioni pubbliche e le pratiche amministrative potranno saranno effettuate presso i tabaccai.

 

Il giorno 16 luglio migliaia di lavoratori (cosiddetti fannulloni) si sono mobilitati in tutte le piazze d’Italia  contro il decreto legge 112. Io personalmente mi trovavo a piazza Montecitorio, assieme ad oltre 2000 persone ed ho partecipato ad un presidio per l’intera giornata, ad un corteo fino  a palazzo Vidoni con il blocco temporaneo del Corso Vittorio Emanuele.

 

Il giorno dopo, neanche una protesta così ampia e clamorosa ha trovato riscontro presso di Voi che invece parlavate giustamente delle vere emergenze italiane (ossia le immunità per i membri della casta e l’emergenza intercettazioni telefoniche denunciate dal garante della privacy).

 

A questo punto devo ritenere, vista anche la strana reticenza ed assenza di sindacati che dovrebbero tutelarmi, che ci sia una vero e proprio ordine dall’alto di non parlare dei dipendenti fannulloni che, assieme ai rom ed ai rumeni, sono la rovina del paese.

 

Nel ringraziarvi per l’ottimo servizio reso vi faccio però presente che quello che oggi succede a noi (diventare invisibili) un domani succederà anche a voi quando (continuando a restringere gli spazi di democrazia) qualcuno dall’alto deciderà di chiudere qualche giornale, privatizzare la Rai e mandarvi tutti a casa.

 

Quel giorno quando chiederete al Vostro Ente il perché non vi arriva la pensione o l’indennità di disoccupazione troverete un call center dall’India che vi indicherà quale numero digitare dato che l’operatore sarà momentaneamente occupato.

 

Cordiali saluti

 

V.C.

 

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