LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ANTONIO MASTRAPASQUA

In allegato la lettera inviata al Presidente A. Mastrapasqua

Nazionale -

 

Signor Presidente,

 

abbiamo seguito con attenzione il suo saluto ai lavoratori dell’Ente, in occasione della video conferenza del 9 ottobre scorso. Concordiamo sulla necessità, da lei rappresentata,  che l’INPS torni ad avere un ruolo di primo piano all’interno del welfare, recuperando quel peso politico smarrito nel tempo per scarsa incisività dei vertici e per eccessive tensioni al loro interno.

 

Lei oggi dichiara che si impegnerà a fondo perché l’INPS sia “più bello e più forte di pria” (ci perdoni la citazione di Petrolini), lasciando intendere di non voler rappresentare una figura di passaggio, ma di essere qui per lasciare il segno, sempre che il segno non significhi il definitivo smantellamento dell’INPS e la sua trasformazione in agenzia o direzione del ministero del lavoro.

 

Ma vogliamo prenderla in parola ed allora ci permettiamo di richiamare la sua attenzione su un obiettivo per noi assolutamente prioritario: non ci può essere rilancio dell’INPS senza un vero rilancio della previdenza pubblica, la ragione stessa per cui un ente come l’INPS ha motivo di esistere.

 

Ci si deve forse rassegnare all’idea di erogare in futuro pensioni che corrispondano al 30% dell’ultima retribuzione, in pratica assegni sociali, obbligando i lavoratori a rinunciare al proprio TFR per affidarlo a fondi pensione dai rendimenti incerti, o si può e si deve pensare ad attivare scelte organizzative ed interventi normativi che assicurino pensioni dignitose anche in futuro, salvaguardando il TFR dei lavoratori?

 

E’ questa, a nostro avviso, la vera sfida a cui deve rispondere l’ente. Ipotizzare una qualche funzione dell’INPS nel mercato della previdenza complementare sarebbe non solo sbagliato, ma snaturerebbe i compiti e la funzione dell’ente.

 

Occorre invece arrivare a separare la spesa previdenziale da quella assistenziale, mettendo quest’ultima a carico del bilancio dello stato, una scelta di cui si parla da tempo ma che non è mai stata attuata.

 

Parallelamente, si rende necessario assicurare all’ente maggiori entrate contributive, contrastando a fondo l’evasione e l’elusione contributiva e rivendicando vera autonomia nella gestione dell’attività della vigilanza ispettiva. I segnali del governo in questo campo sono, al contrario, piuttosto scoraggianti.

 

E’ inoltre necessario recuperare il gap tra gli obiettivi istituzionali e le procedure informatiche attualmente disponibili.

 

Non trova singolare, Presidente, che a 13 anni dal varo della gestione separata, ex art. 2 Legge 335/1995, l’INPS non si sia ancora dotato di una procedura per il recupero dei crediti dei parasubordinati? Una gestione che contava, nel 2006, 3.5 milioni di iscritti. Quanti contributi sono andati prescritti?

 

Oppure come spiega che in 48 anni, dall’introduzione della Legge 1369 del 1960 ad oggi, non sia mai stata rilasciata una procedura per chiamare in solido imprenditori e appaltatori in caso di mancato versamento dei contributi? Sembra che verbali ispettivi in applicazione della citata Legge giacciono negli armadi per mancanza di procedura, perdendo così enormi risorse a causa della prescrizione.

 

Basterebbe portare la legalità nel mondo del lavoro esigendo il pagamento della contribuzione dovuta, basterebbe assicurare i lavoratori secondo la vera natura lavorativa e non limitarsi a quanto dichiarato sui contratti, facendo controlli soprattutto nel settore dei parasubordinati, dei call center, dove sembra che gli ispettori non debbano mettere piede, per avere risorse sufficienti a pagare pensioni adeguate alle generazioni future.

 

Due sono le cose: o quello che risulta a noi non è vero ed allora chiediamo scusa, oppure una piccola organizzazione sindacale come la nostra è a conoscenza di una realtà che i vertici ignorano ed allora se ne dovrebbero trarre le conseguenze.

 

Signor Presidente, non dia retta ai nostri detrattori, la RdB è un’organizzazione seria, rigorosa, che ha a cuore il futuro di questo ente e della gente che vi lavora. Non è vero che non firmiamo gli accordi, come qualcuno in modo disonesto continua ad affermare, basterebbe per questo consultare il sito delle relazioni sindacali su intranet per verificare. I nostri sono appunti costruttivi, in reale autonomia ed indipendenza, cercando di non cadere nella demagogia.         

 

Nel corso della video conferenza abbiamo anche preso atto, Presidente,del suo impegnoper il recupero delle somme di incentivazionesottratte al fondo di ente 2009 con la Legge 133/2008.

 

Ci chiediamo e le chiediamo, tuttavia, a quali condizioni? Perché sappia che non siamo disposti ad accettare, ad esempio, un aumento dei carichi di lavoro o la modifica dell’orario per riavere quanto ci è stato ingiustamente sottratto.

 

Non ci tireremo indietro rispetto ad un eventuale confronto che abbia per tema interventi sull’organizzazione del lavoro, che noi leghiamo comunque alla crescita professionale dei lavoratori, ma quello che assolutamente non ci si potrà chiedere sarà barattare una maggiore produttività o più onerosi compiti con risorse economiche già acquisite e che consideriamo nostre, parte integrante ed indispensabile della retribuzione.

 

La vogliamo invece ringraziare, Presidente, per aver citato l’iniziativa delle cartoline sulla Legge 133 del 2008, promossa dalla RdB nell’ambito dei numerosi momenti di mobilitazione sulla manovra economica del governo, che culmineranno domani nello sciopero generale nazionale proclamato dal sindacalismo di base.

 

Nel ricambiarle, Presidente, il saluto che ha voluto inviare a tutto il personale, le auguriamo di lasciare effettivamente un’impronta positiva nell’ente. In tal caso ci troverà sempre disponibili ad un costruttivo confronto.

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