L’INPS CERCA AGENTI DEL CAMBIAMENTO QUANDO L’ACQUA CALDA RISCHIA DI BOLLIRE LA RANA

Nazionale -

(11/22) Lo scorso 19 gennaio l’Amministrazione ha inviato a tutte le organizzazioni sindacali dell’INPS un’informativa contenente il bando per la ricerca di “Agenti del cambiamento” tra il personale delle aree A-B-C.

Di seguito riportiamo i link per scaricare i due documenti inviati in bozza dall’Amministrazione e che dovrebbero essere oggetto di confronto all’interno dell’Organismo paritetico per l’innovazione, almeno stando ai contenuti del CCNL 2016-2019.

Allegato  https://bit.ly/35igbEj

Bando https://bit.ly/3H7kIqU

Quali dovrebbero essere le caratteristiche di queste nuove figure professionali? Il bando le elenca dettagliatamente:

  • Avere una mentalità positiva ed aperta alla comunicazione;
  • Essere a proprio agio nell’aiutare gli altri a scoprire ed imparare cose sempre nuove;
  • Avere un’attitudine al digitale;
  • Avere una forte propensione all’innovazione e vivere il cambiamento come un’opportunità;
  • Riconoscersi nei valori dell’INPS.

Ora vi chiediamo: chi non si riconosce in tali principi?

Ancora una volta ci sembra che si sparga in giro un bel po’ di ovvietà, vale a dire di “acqua calda”, per far sembrare nuovo, innovativo, quel che è acquisito da tempo da ciascun dipendente dell’Istituto.

I corsi di comunicazione all’INPS si facevano già tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 del secolo scorso. Il personale di area B attraverso l’affiancamento ha formato le nuove leve senza avere in cambio alcun riconoscimento formale, svolgendo i propri compiti con generosità e senso del dovere. Lo sviluppo della tecnologia informatica all’INPS ha una storia almeno quarantennale e da tempo non esiste lavoro che non abbia necessità di un supporto digitale. Infine, è molto più probabile che la consapevolezza delle funzioni sociali dell’Istituto sia patrimonio del personale piuttosto che di chi ha governato e amministrato l’INPS negli ultimi vent’anni. Basterebbe citare nomi come Sassi, Mastrapasqua, Boeri, Cioffi, per capire a cosa ci riferiamo.

L’impressione che ricaviamo da questa nuova iniziativa dell’Amministrazione è che si continui a gettare fumo negli occhi degli osservatori esterni per nascondere la realtà, che è tutt’altro che positiva.

Insomma, si continua a riempire la pentola di “acqua calda” col percolo che la rana (l’INPS) prima o poi finisca bollita.

Noi a questo gioco non ci siamo stati in passato e non ci staremo neppure ora e continueremo a difendere con tutte le nostre forze le funzioni sociali dell’Istituto, che vorremmo vedere rafforzate insieme alla capacità di garantire le prestazioni in modo sempre più adeguato alle necessità.

Lo abbiamo detto e scritto in più occasioni: occorre ripartire dalla modifica dell’attuale modello organizzativo dell’attività lavorativa per recuperare un’ampia visione e gestione dei processi lavorativi, archiviando definitivamente il fallimentare Reassessment, accompagnando tale processo con progetti formativi concreti e legati ai compiti da svolgere e che risultino realmente utili ad ampliare le conoscenze del personale. Se non si affrontano questi due aspetti fondamentali, insieme ai giusti riconoscimenti nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che per decenni hanno svolto mansioni superiori e un piano di assunzioni che colmi per intero i vuoti di organico, gli “Agenti del cambiamento” saranno ricordati al pari de “La mia pensione”, l’inutile e costosa operazione “verità” voluta fortemente da Boeri, riguardante la proiezione nel tempo del futuro assegno pensionistico, che è stata anch’essa un vero e proprio fallimento.

Infine, mal si coniugano le schede di valutazione individuale, espressione di una visione burocratica classista, divisiva e reazionaria del rapporto tra datore di lavoro e collaboratori, con la volontà o l’esigenza di fare innovazione, di stimolare la partecipazione attiva del personale ai processi di cambiamento attraverso la figura che si vorrebbe introdurre. Da una parte si reprime e si avvelena il clima aziendale, dall’altra si vorrebbe stimolare la partecipazione all’innovazione con gli “Agenti del cambiamento”. Qualcuno ha perso la bussola e non ha visto l’enorme iceberg che abbiamo sulla nostra rotta.                      

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