L’ITALIA E’ ROSSA INVITO DEL GOVERNO A RESTARE TUTTI A CASA L’INPS SI ADEGUA… MA CHE C’ENTRA LA PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA?

Roma -

(28/20) Era trascorsa poco più di un’ora dal termine dell’incontro all’INPS tra amministrazione ed organizzazioni sindacali che in televisione è apparso il Presidente del Consiglio ad annunciare che le misure restrittive di mobilità decise appena due giorni prima per Lombardia e 14 province sarebbero state estese al restante territorio nazionale. Tutta l’Italia è improvvisamente diventata zona rossa.

E’ una misura sufficiente a fermare la corsa del COVID-19? No, perché resta la possibilità per le persone fisiche di muoversi liberamente su tutto il territorio nazionale per motivi di lavoro, per non meglio precisate necessità e per cause legate alla salute. Basta una semplice autocertificazione. Inoltre gli uffici pubblici restano aperti all’accesso degli utenti, i quali sono però invitati a restare a casa. Quanta confusione! Ma entriamo nelle questioni di gestione interna.

Gran parte di quello che è stato detto nella riunione sindacale nazionale di ieri pomeriggio è stato poi superato dalle successive decisioni del governo nazionale. Alla reiterata richiesta di quasi tutte le organizzazioni sindacali di utilizzare per l’attività di front end in tutto il territorio nazionale strumenti alternativi allo sportello fisico, da parte del presidente c’è stata una risposta risentita con generiche accuse ai sindacati di rincorrere le paure dei lavoratori. Si è distinta la sola CGIL, che ha plaudito alle iniziative dell’amministrazione e da questa è stata ripagata con atteggiamenti e dichiarazioni di stima. D’altronde il sindacato di Corso d’Italia da sempre condiziona i propri atteggiamenti a seconda che il partito di riferimento stia o non stia al governo del Paese.

L’amministrazione nel suo complesso ha dichiarato che non poteva uniformare il restante territorio nazionale alle zone rosse disegnate dal DPCM dell’8 marzo, salvo essere poi smentita dal Presidente del Consiglio subito dopo. Stamattina il direttore generale ha pubblicato il messaggio Hermes N. 1061 con il quale estende a tutto il territorio nazionale le misure organizzative e di contenimento del contagio da virus COVID-19 previste dal paragrafo 1 del messaggio N. 1013 dell’8 marzo. Quindi in tutte le sedi a partire da oggi le modalità di relazione con gli utenti passano attraverso l’utilizzo di un call center provinciale ed altre modalità da remoto come messaggistica, email, pec, telefono, etc., mentre in ogni sede deve essere garantito un piccolo presidio informativo per indirizzare i cittadini utenti verso tali modalità di contatto con l’INPS. Il messaggio N. 1063 del direttore regionale delle Marche chiarisce perfettamente tali modalità e la sicurezza con cui deve essere gestito il presidio di sede. Il presidente ieri è stato costretto ad ammettere che solo in alcune regioni sono state consegnate le barriere in plexiglass. Noi riteniamo che se si vuole aprire il presidio di sede ci siano almeno gli strumenti di protezione, come prevede il DR delle Marche.

Non si comprende invece il riferimento allo sportello su prenotazione contenuto nello stesso messaggio N. 1061 del direttore generale. Vuol dire che bisogna essere pronti dal 16 marzo ad utilizzare tale modalità, ma che la stessa diventerà operativa solo dopo questa fase emergenziale, oppure si prevede che debba essere applicata a far data dal 16 marzo? In quest’ultimo caso saremmo drasticamente contrari. Comunque la comunicazione del direttore generale è piuttosto ambigua ed andrebbe chiarita.

Resta appesa anche la questione che riguarda i centri medico legali. Chiediamo che sia recuperato quanto scritto al punto 2.4 del messaggio N. 714 del 24 febbraio. In molti CML mancano mascherine, disinfettanti ed è impossibile mantenere la distanza di sicurezza prevista dalle disposizioni del governo e dalla protezione civile. Nella riunione di ieri pomeriggio abbiamo chiesto che in questa fase emergenziale siano sospese le visite di verifica e che per le altre, non solo le oncologiche, si valuti sulla base della documentazione eventualmente da integrare a cura del cittadino che chiede la prestazione. In una seconda fase gli stessi soggetti potranno essere chiamati a visita di verifica. Tale richiesta non è stata accolta e allora almeno si recuperi quanto scritto nel messaggio N. 714, altrimenti il personale sanitario risulterebbe esposto a pesanti rischi.

Rispetto alla presenza di personale positivo al COVID-19 all’interno delle strutture INPS, il presidente ha riferito che in tali casi si provvede alla chiusura della sede ed alla sanificazione dei locali. Il personale forzatamente assente dal servizio è giustificato e non perde la retribuzione. Purtroppo si cominciano a verificare i primi casi di contagio sia a livello centrale che territoriale. In questi giorni gli stabili di Via Ballarin e di Via Ciro il Grande a Roma saranno sanificati, anche se ci si limiterà ad una parziale bonifica mentre nell’incontro di ieri abbiamo chiesto che l’intervento interessi gli stabili per intero.

A parole l’amministrazione afferma di voler incentivare l’utilizzo dello smart working, ma nei fatti non sono pochi i dirigenti restii ad autorizzare il lavoro agile in questa fase emergenziale, lesinando anche sulle giornate. Sembra ci siano anche problemi informatici considerato l’alto numero di abilitazioni richieste. E’ un momento comprensibilmente difficile, ma eventuali punte di caduta organizzative non devono ricadere sui lavoratori.

Il presidente Tridico ha inoltre annunciato che per sei mesi saranno sospesi i piani di ammortamento dei mutui rilasciati dalla gestione creditizia a tutti i pubblici dipendenti ed anche di quelli del personale dell’Istituto. La misura non è estesa agli ex dipendenti in pensione. Nel nostro intervento abbiamo sollecitato la riduzione del tasso di mutui e prestiti, richiesta da noi più volte portata all’attenzione dell’amministrazione. Il presidente si è impegnato a portare il provvedimento nella prossima gestione presidenziale limitandosi ad affermare che – “sarete contenti” – del risultato. Vedremo.

In conclusione, il presidente ha affermato di aver partecipato al peggiore incontro sindacale da quando si è insediato all’INPS. Probabilmente la presenza della USB ha imposto un clima decisamente meno conciliante. Se il prof. Tridico intende la positività delle relazioni sindacali direttamente legata al consenso alle sue tesi e decisioni probabilmente manca della necessaria esperienza in questo campo oppure pretende di avere sempre ragione. Vogliamo invece pensare che sia solo stanchezza, giustificabile in questo delicato momento.                    

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