MANSIONISMO, UNA LUNGA E BELLA ASSEMBLEA ALL'INPS. USB: VERTENZA COMPLICATA MA CE LA FAREMO

Comunicato n. 53/19

Nazionale -

L’assemblea nazionale della USB del 14 maggio, in collegamento video con le sedi del territorio, ha affrontato con oltre tre ore di dibattito attento ed appassionato il problema dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori delle Aree A e B.

Grazie anche alla presenza dell’Avv. Paolo Ermini, dello studio Ermini-De Paolis di Roma, si sono sviscerati gli aspetti contrattuali e legislativi di una vertenza che, negli anni, è diventata sempre più complessa per l’introduzione di norme legislative e contrattuali che hanno frapposto nuovi ostacoli alla crescita professionale ed economica di detto personale.

E’ emerso ad esempio con chiarezza che l’ostacolo alla partecipazione dei diplomati di Area B alle selezioni per il passaggio in Area C non è di natura legislativa bensì contrattuale. L’art. 52 del D. Lgs. 165/2001 si limita a prescrivere che per i passaggi all’Area C debba essere richiesto il titolo di studio previsto per l’ingresso dall’esterno, ma è stato il contratto collettivo nazionale a prevede che per il passaggio in Area C occorra la laurea. Sarebbe sufficiente modificare il contratto, riconoscendo ai laureati un punteggio per il titolo di studio posseduto ma non discriminando i diplomati rispetto al loro passaggio in Area C. Stesso ragionamento, ovviamente, può valere per i passaggi dall’Area A alla B con riferimento al diploma di scuola secondaria di primo grado. In passato il contratto prevedeva tale possibilità se accompagnata da alcuni anni di anzianità: è lì che bisogna tornare, restituendo valore all’esperienza professionale, che può essere sostituita dalla laurea ma non azzerata nel caso dei diplomati.

L’Avv. Ermini ha suggerito d’inviare una diffida all’Amministrazione con la dichiarazione delle mansioni effettivamente svolte per interrompere la prescrizione quinquennale e per responsabilizzare la controparte su un fenomeno intollerabile a lungo come il mansionismo. Inoltre, in occasione delle prossime selezioni per i passaggi di area, l’avvocato ha proposto di far presentare domanda di partecipazione anche ai diplomati e di avviare un contenzioso per arrivare ad un pronunciamento della Corte Costituzionale o della Corte Europea.

Accanto a questi percorsi ne abbiamo proposti altri più squisitamente sindacali, impegnandoci a convocare una nuova manifestazione davanti alla sede dell’Aran per costringere l’Agenzia negoziale a convocare stabilmente la Commissione paritetica per la revisione dei sistemi di classificazione. Restiamo convinti che, se non si cambiano i contenuti del contratto o della normativa legislativa, l’unica strada resti la costituzione di un’area unica amministrativa che riunisca il personale attualmente inquadrato nelle Aree A-B-C.

Dal territorio sono arrivati quattordici interventi che hanno contribuito ad arricchire la discussione con importanti spunti. Abbiamo deciso di pubblicare la registrazione dell’Assemblea così da mettere a disposizione di tutti, anche dell’Amministrazione, uno strumento di riflessione. Sia chiaro tuttavia che la lotta non può essere delegata: se le lavoratrici ed i lavoratori delle Aree A e B vogliono affrontare e risolvere il loro problema devono essere disposti ad esporsi in prima persona. Poi è chiaro che la battaglia contro lo sfruttamento dei colleghi delle Aree A e B non riguardi solo loro perché è una vertenza che ha alla base il riconoscimento e il rispetto della dignità del lavoratore per cui tutti, anche chi è in rea C, deve sentirsi coinvolto e così è stato in questi anni in cui la USB ha promosso tantissime iniziative a sostegno di questa vertenza, che è sicuramente complicata, ma che si può vincere se i lavoratori decidono di lottare sul serio smettendola di andare dietro alle sirene di questo o quel sindacato che hanno dimostrato di fare solo vani proclami.

 

 

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