NEL 2009 OCCORRE VOLTARE PAGINA!

Milano -

I dati di verifica dell’andamento produttivo al 30 novembre evidenziano che praticamente la totalità delle sedi della regione Lombardia è in linea con gli obiettivi produttivi, in termini di conseguimento dello standard globale assegnato a ciascuna. Sono pochissime le sedi che presentano ancora delle criticità, imputabili sostanzialmente al colpo di mano della Direzione Centrale della pianificazione, che in corso d’opera ha modificato la valutazione di un particolare prodotto dell’area aziende (versamenti inadempienze), determinando così un decremento della produzione realizzata. Sarebbe del tutto inaccettabile che l’Amministrazione  facesse ricadere le conseguenze di questa “variazione in corso d’opera” sul salario accessorio dei lavoratori, contraddicendo peraltro l’immagine di amministrazione moderna ed efficiente che vuole accreditare all’esterno.

 

Questa vicenda poco edificante costituisce un’ulteriore conferma del fatto che, come ormai da troppo tempo la RdB va denunciando, senza trovare al momento interlocutori attenti, l’attuale sistema di rilevazione della produzione ha fatto il suo tempo e richiede una radicale revisione. Stiamo parlando di un sistema che non rispecchia in modo adeguato l’impegno del personale: una parte significativa degli adempimenti realizzati dai lavoratori nel proprio ciclo di prodotto trova scarsa o nulla valutazione ai fini del cosiddetto prodotto omogeneizzato, sul quale si misura il raggiungimento dello standard globale di sede.

 

Gli indicatori qualitativi e quantitativi della produzione delle sedi producono effetti distorsivi e abnormi, come sanno bene i lavoratori chiamati a dare prevalenza a quelle lavorazioni che incidono maggiormente sugli obiettivi finali, al di là della loro reale efficacia. L’esigenza di accelerare i tempi di definizione delle pratiche e portare a casa il risultato produttivo, non solo crea situazioni di stress lavorativo negli uffici, ma comporta a volte scarsi controlli e approssimazioni, con ripercussioni sulla regolarità delle procedure osservate e sul rispetto rigoroso delle disposizioni normative, anche riguardo al rilascio di documenti importanti, come ad esempio il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

 

All’interno di questo quadro va ancora una volta sottolineato, senza alcuna retorica, lo spirito di abnegazione dei lavoratori, che continuano a garantire il mantenimento di un dignitoso livello dei servizi, nonostante la progressiva e inesorabile riduzione degli organici e l’assunzione di nuove competenze, imposte dall’alto senza dare una formazione adeguata: vedi, da ultimo, la vicenda della cosiddetta “social card”.

 

L’impegno dei lavoratori non è venuto meno neanche in questi mesi in cui si sono sono susseguite numerose iniziative di mobilitazione contro i pesanti tagli della legge 133, contro i quali i lavoratori non hanno mancato di manifestare a più riprese il proprio malcontento. Ma per il futuro è necessario voltare pagina. Il 2009 segnerà un passaggio cruciale, dal momento che nel prossimo anno diventeranno operativi i tagli decisi dal ministro Brunetta e che al momento rimangono inalterati (al di là delle rassicurazioni della Cisl!). Il protocollo d’intesa del 30 ottobre scorso, come sappiamo, non ha risolto il problema, ma ha significato soltanto un’apertura di credito a questo Governo e a Brunetta, rispetto ad un generico impegno a reperire le risorse necessarie a recuperare i tagli al salario accessorio.

 

Da parte dell’Amministrazione giungono segnali preoccupanti e contraddittori: stupefacente il tono trionfalistico con cui il Commissario-Presidente Mastrapasqua ha annunciato la riduzione di più di tremila unità per il prossimo anno, ignorando completamente le ricadute sulla tenuta dei servizi che l’ente deve erogare. Evidentemente si vuole dimostrare la solerzia con cui l’Inps si sta adeguando ai tagli alle spese chiesti dal Governo, e mandare un segnale chiaro soprattutto sui tagli al personale.

Nello stesso tempo ci si appresta ad utilizzare nuovamente i lavoratori interinali, per far fronte alle carenze di organico “storiche” e consolidate, e a quelle che si aggiungeranno nei prossimi mesi.

 

Rimane infine aperta la questione legata ai progetti speciali, che costituiscono una parte consistente dell’attività dell’Ente, il cui finanziamento è stato disapplicato per l’anno 2009, sempre dalla legge 133. E’ pensabile cominciare l’anno venturo ignorando gli effetti di questo provvedimento sciagurato? Che ne sarà di questi progetti speciali senza copertura finanziaria? Non possiamo far finta di niente, né accettare la logica del “lavorare di più e guadagnare di meno”. Sulla base di tali presupposti diventa difficile aprire un confronto serio con l’Amministrazione per il quadriennale di ente 2006/2009.

 

In questo momento l’unica certezza è che per l’anno prossimo avremo a che fare con due segni negativi: - 3.000 unità e - 6.000 euro di salario!

 

I lavoratori saranno d’accordo con noi: non sarà un bell’inizio di anno!

 

        

Coordinamento regionale RdB-CUB INPS Lombardia