No al Servizio civile all'INPS

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NO AL SERVIZIO CIVILE ALL’INPS

(C38-2026) USB Inps esprime la sua netta contrarietà ai contenuti della recente informativa dell'Amministrazione sull’adesione dell'INPS all’Albo degli Enti di Servizio Civile Universale (S.C.U.), da cui prendiamo totalmente le distanze.

A fronte dei pensionamenti che svuotano gli uffici, è innegabile che negli ultimi anni l'Amministrazione abbia provveduto a fare nuove assunzioni, tanto che oggi oltre un terzo del personale in servizio è stato assunto dal 2018 in avanti. Tuttavia, questa immissione di personale non è stata assolutamente sufficiente a cambiare la rotta: l'ondata costante di pensionamenti ha di fatto neutralizzato i nuovi ingressi, lasciando le sedi territoriali in una condizione di gravissima carenza di organico, con conseguente difficoltà organizzativa e crescente carico di lavoro.

I vuoti d'organico non si tamponano usando i giovani come mano d’opera a basso costo e “tappabuchi” delle carenze dell’Inps. Utilizzare ragazzi tra i 18 e i 28 anni in attività d'ufficio, senza alcuna contribuzione previdenziale, non è formazione: è sfruttamento. Tanto più grave se attuato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

L'Amministrazione non può rassegnarsi a subire passivamente le decisioni del governo, ma deve farsi promotrice di un piano di assunzioni straordinario, utilizzando tutte le semplificazioni procedurali previste dalle norme e mettendo da parte pretese irragionevoli di requisiti inutili per il lavoro da svolgere.

È inoltre fondamentale attivare e facilitare la mobilità inter-enti, portando all'Inps nuovo personale da altre amministrazioni pubbliche, soprattutto per le sedi del nord, dove la carenza di organico è ormai insostenibile, ma anche per tutti i territori con una logistica complicata e di conseguenza poco attrattivi.

USB ritiene che il ricorso al Servizio Civile sia una risposta totalmente inadeguata e controproducente. Fumo negli occhi al posto di soluzioni strutturali, con una copertura ideologica vuota e fondamentalmente ipocrita.

La nostra contrarietà è totale. L'Istituto difenda la propria funzione pubblica pretendendo personale dipendente vero e non volontari sottopagati.

Invitiamo i colleghi a non prestarsi e a non essere parte attiva di questa scellerata manovra voluta dall’amministrazione. Chi dovesse subire pressioni indebite ad “aderire spontaneamente” come formatore o coordinatore dei volontari può rivolgersi alla nostra organizzazione per avere tutto il sostegno necessario.