NO ALLA DEPORTAZIONE DEL PERSONALE INFORMATICO ALLE DIREZIONI STRUMENTALI E DI PRODOTTO

Nazionale -

 (80/22) Il documento sulla nuova riorganizzazione Inps presentato alla riunione sindacale del 2 settembre, è da rispedire interamente al mittente per quanto riguarda la funzione informatica, prevedendo la deportazione del personale nelle Direzioni strumentali e di prodotto. L’Amministrazione sostiene che la presenza in ogni direzione centrale di informatici - peraltro dipendenti gerarchicamente dal direttore centrale di quella direzione e funzionalmente dal direttore centrale dell’informatica - favorirà lo sviluppo e il funzionamento delle procedure.

Nel suo intervento USB, quasi in solitaria, ha criticato fortemente questa proposta con cui si vorrebbe mettere il bavaglio ai dirigenti informatici. Questi dirigenti sono per la maggior parte reclutati internamente e competenti per le materie oggetto delle procedure a loro affidate: possono ben a ragione fare osservazioni rispetto alle richieste dei direttori centrali di prodotto. Si delinea invece per loro – come per i funzionari da loro coordinati – un futuro da meri esecutori.

In chiusura di riunione, il Direttore Generale ha auspicato che il personale neo assunto passi immediatamente alle direzioni di prodotto, prima ancora di discutere della nuova organizzazione della funzione informatica. Il rischio concreto insito in questa deportazione è il depauperamento delle competenze per il singolo e la perdita di unitarietà del flusso di lavoro e delle prassi operative, prima ancora che dei processi. Si delinea un federalismo informatico in cui le direzioni centrali si muovono in ordine sparso.

L’informatica Inps è ormai un guazzabuglio inestricabile e pieno di contraddizioni: da un lato si riportano gli ex GAI (ora STT, ovvero Supporto Tecnologico Territoriale) alle dirette dipendenze della Direzione Centrale Informatica per armonizzare prassi e comportamenti sul territorio, dall’altro lato si frammenta la Direzione Centrale stessa. La “schizofrenia” gestionale arriva ormai al parossismo.

È stato in larga parte grazie all’informatica – con l’attuale organizzazione - che nel periodo pandemico l’INPS ha potuto garantire l’erogazione dei servizi e fare fronte alle richieste sempre crescenti, ricevendo elogi da più parti.

Smantellare un servizio che funziona per privatizzarlo è quanto si sta preparando con le grandi manovre non necessarie in corso sull’informatica Inps. Sviluppo, manutenzione e gestione di soluzioni software e servizi informatici, così come l’adesione ai servizi di Cloud Italia secondo il principio “Cloud First”, possono essere svolti dagli 800 funzionari informatici Inps. Non si sente il bisogno né della 3I né della riorganizzazione.

Appare chiaro ora perché i lavori al palazzetto di via Civiltà Del Lavoro siano iniziati da undici anni e mai terminati, senza che l’Amministrazione si degni di fornire uno straccio di spiegazione. Il palazzo potrebbe essere una sede dignitosa per il personale informatico e un luogo di condivisione e diffusione delle conoscenze ma ad oggi - e chissà per quanto ancora - è abitato solo dai fantasmi.

USB respinge questo progetto di smantellamento dell’informatica pubblica e chiamerà presto i lavoratori coinvolti, compresi i dirigenti, alla mobilitazione contro l’attacco alla loro dignità e professionalità.                  

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